Il prossimo 5 aprile 50 studenti di Farindola vivranno a Pescara ‘Una giornata particolare’

Le ultime dal Comune di Pescara | Pescara – 30 marzo 2017. Si svolgerà il prossimo 5 aprile l’iniziativa Una giornata particolare. Si tratta di un progetto che unisce il Comune di Pescara a quello di Farindola, ma che nasce da un’idea maturata grazie ai rapporti fra le rispettive scuole l’indomani della tragedia che ha colpito la località montana. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, oggi, dal servizio informazione e comunicazione del Comune di Pescara. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 15, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Il Comprensivo 10, l’Istituto Aterno-Manthoné, il liceo scientifico Galilei si sono strette all’Istituto comprensivo Civitella Casanova che ingloba Farindola, mettendo in piedi il progetto che prevede due fasi, presentate in conferenza dall’assessore Giacomo Cuzzi e dai dirigenti dei rispettivi istituti. “La prima fase è quella dell’accoglienza – dice l’assessore alla Pubblica Istruzione Giacomo Cuzzi – Quando mi è stata proposta l’iniziativa ho detto subito di sì, perché la nostra comunità è stata molto toccata da quanto è successo a Farindola il 18 gennaio e dai problemi che la il centro ha avuto con il maltempo di gennaio. Sulla scia di questa sensibilità abbiamo aperto le porte, creando le condizioni per accogliere e anche per darci da fare per la rinascita. Il progetto intende promuovere lo spirito di solidarietà attraverso un percorso di conoscenza del territorio e delle vicende ad esso legate. Perché eventi che hanno tanto scosso noi, hanno avuto sicuramente una eco più grande nella gente del posto e nei bambini che hanno assistito alla tragedia. Vogliamo dare a tutti un po’ di serenità, coniugando solidarietà e socializzazione: i ragazzi faranno dei laboratori e poi accoglieranno noi nella seconda fase del progetto”. “Sarà “Una giornata davvero particolare" – aggiunge Antonella Sanvitale, dirigente dell’ITS Aterno Manthoné – quando abbiamo saputo quello che era successo ci siamo messi subito a disposizione, chiedendo ai nostri colleghi cosa potessimo fare per aiutarli ad uscire da ciò che la tragedia ha provocato negli stati d’animo dei ragazzi e delle famiglie. Così nella mattinata del 5 aprile una cinquantina di studenti saranno ospitati nelle nostre scuole dove faranno laboratori di turismo, lingue, di informatica e sport e vivranno un momento diverso da cui ripartire e far nascere la seconda fase che sarà quella dell’ospitalità. In una data che stabiliremo saremo noi ad essere accolti a Farindola per manifestare presenza, amicizia e un rapporto solidale fra istituzioni scolastiche” “Al primo consiglio utile dopo la tragedia abbiamo chiesto cosa potevamo fare ai nostri colleghi per aiutarli – aggiunge Carlo Cappello, preside del liceo Galilei – Abbiamo subito trovato la disponibilità anche dell’Amministrazione, che ha accolto la nostra idea e il progetto che ora coltiveremo, perché ci sia un momento di reciproco scambio e conoscenza dopo i fatti che hanno colpito la comunità di Farindola, una comunità che ha un Parco nazionale, che ha eccellenze che la rendono nota fuori dai suoi confini e che devono tornare ad essere esaltate”. “Eravamo a scuola il 18 gennaio e abbiamo sentito le scosse – aggiunge Stefania Petracca, dirigente del Comprensivo 10 – I nostri ragazzi sono stati felicissimi di essere interpreti di una solidarietà operativa, perché accoglieremo gli studenti, condividendo con loro un pranzo a mensa, in questo modo vivendo un momento particolarmente bello e intenso, poi faremo un laboratorio nel primo pomeriggio, che servirà a preparare la seconda fase del progetto”. “Quando siamo tornati a scuola ci siamo subito chiesti come avremmo potuto gestire tutto quello che ci era accaduto – così la preside dell Comprensivo di appartenenza di Farindola Rossella Di Donato – Il nostro comprensivo ha 16 plessi, copre 6 comuni e ha vissuto in crescendo tutti i disagi legati alla neve, al maltempo, alla mancanza di energia elettrica, culminati nella tragedia dell’Hotel Rigopiano. I nostri ragazzi avevano bisogno di uscire per poter tornare sul territorio ed elaborare quello che è accaduto in modo da riprendere una vita normale. Noi abbiamo un territorio che si deve risollevare e per questo ringraziamo dell’ospitalità e useremo questa opportunità per riprendere un cammino positivo con i ragazzi e con la comunità che sarà felice di ricambiare e accogliervi al più presto”. Pescara, 30 marzo 2017 | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente. In PrimaPagina su AN24.