Abruzzo, Consiglio regionale. Sanita': Febbo (FI) in merito a ospedale Pescara

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 03 aprile 2017. “Il Partito Democratico pescarese dovrebbe studiare in maniera piu’ approfondito sia le norme sia i numeri sia i dati prima di avanzare una richiesta cosi complicata e assurda come quella di riconoscere all’ospedale di Pescara la qualifica di Dipartimento di emergenza e accettazione di secondo livello, come se fosse solo una questione partitica e di campanile”. Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e Consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo dopo le ultime esternazioni del segretario del Partito Democratico di Pescara. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio informativo del Consiglio. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 12, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. “Credo – spiega Febbo – che il recente intervento pubblico del Prof. Mastropasqua , unitamente a tutto il corpo docente dell’universita’ e’ stato molto chiaro e preciso ponendo l’attenzione sul rischio di declassamento del polo delle facolta’ mediche dell’ateneo teatino, per la riorganizzazione delle strutture ospedaliere poiche’ se l’ospedale Santissima Annunziata dovesse non essere elevato al secondo livello potrebbe, anzi sicuramente, perdere le cliniche universitarie. Tant’e’ che 300 docenti hanno sottoscritto l’appello di Mastropasqua per salvare le cliniche universitarie dando vita ad un coordinamento. La normativa vigente e’ molto chiara a riguardo. Infatti la legge 382/80 prevede l’inscindibilita’ tra ricerca, assistenza e formazione. La ricerca e la formazione, compiti istituzionali delle universita’ non possono sussistere senza l’assistenza di livello elevato e complesso, cioe’ di secondo livello. L’universita’ non puo’ essere relegata ad un ospedale di primo livello, unico caso italiano, perche’ perderebbe le scuole di specializzazione, i corsi di laurea e di conseguenza gli studenti con gravissimo danno economico e culturale per il territorio e per la regione. continueremo a difendere l’ospedale di Chieti e non permetteremo che si portino a termine ‘disegni oscuri’ sull’Universita’ da parte della stessa Asl pescarese a guida PD e dello stesso Partito Democratico della citta’. Infatti come rimarcato dal sottoscritto in piu’ occasioni, e adesso dal prof. Mastropasqua unitamente a tutta la facolta’ di Medicina, non puo’ esserci un ospedale di secondo livello senza universita’ e viceversa”. “Nel particolare poi mi fa specie – continua Febbo – che si avanzano pretese senza conoscere i numeri e le funzioni del policlinico: il Partito Democratico pescarese, dovrebbe sapere che Chieti ha il reparto di Chirurgia toracica e scuola di specializzazione di chirurgia toracica a direzione del prof Mucilli e sempre nel Clinicizzato di Chieti si eseguono interventi di maxillo facciale con il dottor D’Archivio. Inoltre, i numeri riferiti al Pronto sono “falsati” poiche’ al pronto soccorso molti bisognosi di intervento di neurochirurgia vengono dirottati all’ospedale di Pescara, reparto Clinicizzato cioe’ in convenzione con l’universita’ per cui dovrebbe essere a Chieti. Asl di Chieti che da decenni supporta economicamente la convenzione con la stessa Universita’. A questo punto mi sembra urgente ed inderogabile il trasferimento dei laboratori dalla sede di Madonna delle Piane al vecchio SS. Annunziata al fine di liberarsi spazi per l’attuale Ospedale per dare risposta alle necessita’ sanitarie dello stesso nosocomio e quindi rispondere ad un altro importante requisito. Su tutto cio’ mi sarei aspettato un ampio dibattito politico e, soprattutto, scientifico allargato alle due ASL, al mondo accademico ecc. ecc. Al contrario, invece, leggo solo certe esternazioni di basso rilievo”. “La chiusura di ben cinque Ospedali solo nella Provincia di Chieti –  spiega il Consigliere di Forza Italia – rende ormai la situazione nel Clicinizzato di Madonna delle Piane punto di riferimento con richieste di servizi e prestazioni sanitarie di un’area Metropolitana molto vasta, sopratutto tenendo conto che anche di cio’ che accade anche al Santo Spirito di Pescara che risente anch’esso della chiusura di Penne e del declassamento di Popoli e Sulmona”. “Un quadro territoriale sanitario a cui sicuramente non si puo’ far fronte con richieste non scientifiche ma solo di parte. C’e’ sicuramente necessita’ di un Ospedale di secondo livello, supportato dalle migliore professionalita’ e della stessa Universita’ – conclude Febbo – e a questo ci si deve arrivare con un ampio confronto in primis a livello scientifico e poi magari anche politico”. () In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.