Abruzzo, Consiglio regionale. Bracco: stop al metanodotto Snam Sulmona-Foligno

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 03 aprile 2017. Il Consigliere regionale Leandro Bracco ha presentato un’interpellanza sulla Rete Adriatica del metanodotto Snam e centrale di compressione e spinta a Sulmona relativamente al tratto fra il capoluogo Peligno e Foligno. In particolare, il documento e’ stato elaborato per comprendere “se si intenda ancora perseverare in questo lassismo e immobilismo soprattutto alla luce di quanto accaduto e ancora in atto nell’Appennino Centrale e nell’Aquilano”. Ripercorrendo le tappe, la Snam Rete Gas nel gennaio 2005 ha presentato un progetto per la realizzazione di un gasdotto di 687 chilometri di cui il tratto Sulmona-Foligno di circa 168 Km. che si snoda sul crinale dell’Appennino centrale, area tra le piu’ sismiche dell’intera Penisola e teatro di violenti scosse che il 24 agosto 2016, il 28 e 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio 2017 hanno causato vittime e distruzione. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio informativo del Consiglio. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 14, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. L’attivita’ sismica inoltre e’ ancora in corso e interessa nuovamente il versante aquilano dopo il sisma del 2009, nell’area Montereale-Capitignano-Campotosto. Bracco nel ritenere che “il progetto e’ stato sempre avversato dai cittadini e dalle istituzioni anche attraverso numerosi atti deliberativi a tutti i livelli: dai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo stesso Parlamento con la risoluzione dell’VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 26 ottobre 2011, tutti rivolti a impegnare il Governo nazionale ad assumere le iniziative necessarie per disporre la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica al fine di evitare sia gli alti costi ambientali che deriverebbero, sia l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a durissima prova la vulnerabilita’ del metanodotto”. In questo senso pone in evidenza il Consigliere di Sinistra italiana “una parte rilevante dell’infrastruttura, compresa la stessa centrale, dovrebbe essere realizzata lungo l’Appennino centrale, in territori ad altissima sismicita’, gia’ colpiti da una serie di devastanti terremoti dal 2009 fino a oggi e che, per quanto attiene alla centrale di compressione da ubicarsi a Sulmona, zona sismica 1 , alta e’ l’attenzione dei sismologi per la vicinanza della faglia attiva del Monte Morrone alle due infrastrutture; faglia silente da oltre 1900 anni e per la quale e’ atteso un ritorno di magnitudo pari o superiore a 6.7 -7 gradi della scala Richter”. Tutto cio’ esporrebbe le popolazioni residenti a ulteriori gravi rischi in conseguenza della pericolosita’ di tali impianti, ha precisato Leandro Bracco “soprattutto alla luce delle diverse esplosioni di metanodotti a seguito di eventi naturali, con feriti e distruzione delle aree circostanti “. Inoltre va considerato, secondo il Consigliere regionale, che “l’opera ha una finalita’ commerciale, ovvero rivendere il gas proveniente dall’estero ad altri Paesi europei, malgrado le 5 risoluzioni con voto unanime di contrarieta’ all’opera, le 7 Delibere di Giunta, che negano l’intesa con lo Stato, sia sul metanodotto che sulla centrale di compressione e spinta, anche nell’ipotesi di alimentazione diversa da quella a gas”. Pertanto l’interpellanza servira’ a chiarire secondo, Bracco, se in seguito ai gravi eventi sismici verificatisi nel 2016-2017 nelle Regioni Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, “la Giunta regionale non ritenga di assumere, unitamente ai Governatori delle altre Regioni coinvolte, un’iniziativa forte nei confronti del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, affinche’ il Governo nazionale, stante l’assoluta incompatibilita’ dell’opera con territori cosi’ altamente sismici, accantoni definitivamente il progetto, cosi’ come presentato dalla Snam e ponga in essere gli atti necessari al fine di individuare un tracciato alternativo al di fuori della dorsale appenninica”. In SecondaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.