Abruzzo, 12 mln di euro dal bando “Fare centro” per favorire ritorno attivita’ nei Comuni colpiti dal sisma del 2009

Le ultime in materia di sviluppo imprenditoriale e occupazionale | Pescara – 07 aprile 2017. La Giunta regionale, su proposta del vice presidente della Giunta regionale ed assessore allo Sviluppo Economico, Giovanni Lolli, ha approvato il bando pubblico per la concessione di aiuti alle imprese “Fare centro – il rientro delle attivita’ produttive nei centri storici”. Un provvedimento assunto non caso proprio nel giorno dell’anniversario del sisma che, nel 2009, colpi’ L’Aquila ed il suo comprensorio e che, a distanza di otto anni esatti da quel terribile evento, nelle intenzioni di Lolli e del governo regionale, intende rappresentare un segnale forte di speranza per il futuro di quel territorio. Si tratta di incentivi atti a favorire progetti di trasferimento e avvio di nuove attivita’ produttive per il ripopolamento dei centri storici e dei piccoli borghi dei Comuni del cratere danneggiati a seguito del sisma dell’Aquila dell’aprile 2009. Il bando in questione, che, sara’ pubblicato a breve sul BURAT, prevede una dotazione finanziaria complessiva per il biennio 2017-2018, pari a 12 milioni di euro. Possono beneficiare del sostegno finanziario: per la linea A) le micro, piccole e medie imprese che, alla data del 6 aprile 2009, avevano unita’ locale censita nelle aree ammissibili, i liberi professionisti che, alla data del 6 aprile 2009, avevano il domicilio professionale, quale sede principale degli affari e interessi del professionista, nelle aree ammissibili, gli esercenti di attivita’ di commercio ambulante che, alla data del 6 aprile 2009, erano titolari di attivita’ di parcheggio fisso ricadente nelle aree ammissibili; per la linea B) le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti che, dopo la data del 6 aprile 2009, hanno avviato o intendono avviare una nuova attivita’ in una localita’ in unita’ locale censita nelle aree ammissibili; per la linea C), le micro, piccole e medie imprese che, alla data del 6 aprile 2009, avevano gia’ unita’ locale censita nelle aree interessate da progetti di riqualificazione urbana e che intendono avviare nello stesso sito la riconversione, riqualificazione e ristrutturazione della propria attivita’ ovvero la ricollocazione della stessa in altro contesto piu’ consono e le micro, piccole e medie imprese che successivamente al 6 aprile 2009 e fino alla data di pubblicazione del presente bando, avevano gia’ unita’ locale censite nelle aree interessate da progetti di riqualificazione urbana e che intendono avviare la ricollocazione della propria attivita’ in un altro contesto piu’ consono. I 12 milioni di euro di risorse disponibili sono cosi’ ripartiti: 5 milioni per l’annualita’ 2017 e 7 milioni per l’annualita’ 2018. Per l’intero biennio, sono previsti 7 milioni 200mila sulla linea A, 3milioni 600mila sulla linea B, 1 milione 200mila sulla linea C. Gli obiettivi generali sono quelli di sostenere il rientro delle attivita’ economiche nei centri storici e nelle altre aree ammissibili, i cui titolari erano presenti alla data del 6 aprile 2009, in sedi legali e/o unita’ locali ubicate nelle zone ammissibili (Linea A), nonche’ il trasferimento di attivita’ gia’ esistenti o l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali (Linea B) qualificandone, in tal caso, la tipologia e le attivita’ ammissibili in termini di codici ATECO,  sostenere il processo di riqualificazione urbana delle aree interessate da profondi cambiamenti a seguito del sisma 2009 (linea C), individuate nell’Accordo di programma del 10 novembre 2016 tra Comune dell’Aquila e Provincia, contenente “Programma di recupero urbano viale della Croce Rossa”, sostenere il processo di rientro nel centro storico della citta’ dell’Aquila e dei Comuni del cratere, degli ordini professionali, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del tessuto imprenditoriale di riferimento a livello nazionale, nonche’ delle organizzazioni sindacali mediante la concessione di contributi che non ricadono nel campo di applicazione normativa sugli aiuti di Stato. L’ammontare complessivo del progetto di investimento non puo’ essere inferiore a 20mila euro, pena l’inammissibilita’ della domanda. Lo riporta una nota diffusa, in giornata, dal servizio informativo di Abruzzo Sviluppo. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 15, anche sulle pagine del portale web della societa’ in house della Regione Abruzzo, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. La durata del progetto non puo’ essere superiore 18 mesi, salvo eventuali proroghe di durata complessiva non superiore a 3 mesi. L’investimento realizzato deve essere mantenuto per non meno di 3 anni, a decorrere dalla data di erogazione del saldo finale a cura dell’Amministrazione regionale. L’importo complessivo del contributo in regime di de minimis concesso ad un’impresa unica non puo’ superare il massimale di 200mila euro per un periodo di tre esercizi finanziari. L’intensita’ dell’aiuto concesso per ogni beneficiario non potra’ superare il 70% della spesa ammessa a finanziamento, tenuto conto dei costi ammissibili. Le spese ammissibili per le linee A e B sono quelle sostenute a far data dal primo gennaio 2014 fino ai 18 mesi successivi alla data di avvio del progetto di investimento. Le spese ammissibili per la linea C sono quelle sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda nel rispetto del principio europeo sul cosiddetto effetto di incentivazione dell’aiuto, fino a 18 mesi successivi alla data di avvio del progetto di investimento. Sono ritenuti costi ammissibili investimenti in attivi materiali come le spese per l’acquisto di macchinari, impianti, strumenti e attrezzature industriali e commerciali esclusivamente nuovi di fabbrica, le spese per opere edili per un importo massimo del 30% della categoria per investimenti in attivi materiali e per la sola linea di intervento C le spese per l’acquisto o la realizzazione di immobili strumentali destinati allo svolgimento dell’attivita’ al di fuori dell’area oggetto di riqualificazione urbana nella misura massima del 50% del totale delle spese. Gli investimenti in attivi immateriali come spese per l’acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze e spese di marketing per un importo massimo fino al 20% del totale della spesa ammissibile. Infine, le spese di funzionamento per ciascuna unita’ locale fino ad un massimo importo di 50 mila euro riferite ad utenze e spese di trasloco. L’elenco dei Comuni ricadenti nell’area del cratere sismico sulla base del Decreto del Commissario delegato n.3 del 16 aprile 2009 sono Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L’Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D’Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant’Angelo, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Bugnara, Cagnano Amiterno, Capitignano, Montecchio, Montereale, Arsita, castelli, Montorio al Vomano, Pietracamela, Tossicia, a Colledara, Fano Adriano, Penna Sant’Andrea, Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de’ Passeri. cratere, FARE CENTRO, Giovanni Lolli, L’Aquila, Regione Abruzzo, Ricostruzione, sisma | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web di Abruzzo Sviluppo. In SecondaPagina su AN24.