Abruzzo, Consiglio regionale. Ospedale Chieti, Febbo: confermati tutti i dubbi

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 18 aprile 2017. “Leggendo la Delibera di giunta regionale numero 170 approvata lo scorso 13 aprile inerente la diffida alla Asl di Chieti per il project financing Maltauro non solo si confermano tutti i dubbi che avevamo denunciato e sollevato in questi ultimi mesi ma, addirittura, emergono altri aspetti che destano sconcerto”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale Mauro Febbo. “Innanzitutto – commenta Febbo – la DGR 170 finalmente fa chiarezza sulla paternita’ del project financing. Infatti scorrendo la cronologia dei fatti si legge: ‘inoltrata alla Asl in data 04.04.2014 prot. 20283 e inviata alla Regione in data 27.06.2014′, ossia all’attuale Governo di centrosinistra. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, oggi, dal servizio informativo del Consiglio Regionale. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 11, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Chiarito questo punto, spero definitivamente, si resta letteralmente interdetti entrando nel merito della Dgr poiche’ di fronte ad annunci eclatanti di ‘esaurire o superare la funzione di un Rup’ , in pratica si tratta di una epurazione bella e buona, e alla ‘volonta’ della Regione di avocare a se la competenza della procedura’ , si passa alla censura e declaratoria nei confronti dei vertici della Asl, manager e direttori vari. Infatti a pag. 5 della Dgr si legge: ‘il termine per la conclusione del procedimento deve considerarsi ineluttabile gia’ trascorso e superato senza che l’amministratore individuata dalla Dgr n. 133/2016 nella Asl Lanciano -Vasto – Chieti si sia determinata nella conclusione di verifica dei requisiti soggettivi del proponente’. In realta’ i fatti sono ben diversi da come indicato in Delibera”. “Infatti – aggiunge Febbo – la proposta e’ stata modificata per ben due volte su richiesta dalla stessa ASL. La prima volta per intervenute nuove disposizioni sugli appalti e poi per indicazione di livello sanitario, ma soprattutto perche’ nella proposta definitiva dell’ormai lontano 19.07.2016 la proponente a oggi non ha adempiuto alla regolamentazione della certificazione. Ricordo come e’ stata contestata anche penalmente una autocertificazione non veritiera sulla regolarita’ fiscale e ad oggi quella relativa alla certificazione degli obblighi di cui alla legge 68/99 non e’ stata ancora acquisita. Ricordo, inoltre, come la Asl per mezzo del suo legale rappresentate, il direttore generale Flacco, non ha mai fatto alcuna dichiarazione di pubblico interesse, semmai ha sottolineato la preoccupazione circa la vulnerabilita’ sismica del nosocomio”. “La dichiarazione di pubblico interesse – spiega Febbo – che peraltro non e’ compito della Regione Abruzzo, e’ un atto complesso ed articolato dove sicuramente interviene la pericolosita’ della vulnerabilita’ sismica ma valuta anche altri importanti fattori come la valutazione dal punto di vista tecnico, ingegneristico, sanitario ed economico-finanziario. Tutte queste valutazioni ad oggi, nonostante le dichiarazioni del presidente D’Alfonso, non sono state fatte e peraltro non possono essere fatte proprio perche’ a monte la proposta del Rti non e’ completa e valutabile. Pertanto la Regione stessa si sta ponendo nelle condizioni di ricevere richieste risarcitorie proprio con l’intromettersi in una attivita’ di valutazione che non gli e’ propria e non gli compete, anzi potra’ essere indicata come causa di responsabilita’ e non solo risarcitorie”. “Credo – prosegue ancora Febbo – che dalla lettura della Dgr n.170 e allegati ci sia ben poco da aggiungere se non consigliare al Direttore Generale Flacco e agli altri vertici della Asl stessa, a cui ritengo venga notificata martedi’ la diffida, di non perdere tempo nell’inviarla alla Procura della Repubblica perche’ intervenga a porre fine a questa telenovela. Una sceneggiatura che ha il solo obiettivo di ritardare gli interventi urgenti ed improcrastinabili sui manufatti realizzati con cemento impoverito, di cui alla perizia del Ctu del 30 luglio 2012, e per arrivare alla chiusura e conseguentemente trasferimento di quei reparti fondamentali che farebbero perdere al nostro Ospedale i requisiti per essere elevato a Dea di 2 livello e conseguentemente il trasferimento anche della Facolta’ di Medicina, come denunciato dal prof. Mastropasqua e dai 300 sottoscrittori del documento. Un disegno ormai chiaro che solo la politica miope e di assurdo vassallaggio del PD teatino non vede e a cui non si ribella”. () In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.