Febbo (FI) in merito a Commissione Via regionale

L’Aquila – 07 aprile 2015. In SecondaPagina su AN24. “Come mai non viene convocata la Commissione Via? Quanti e quali sono i procedimenti di Via regionali ancora in giacenza al 31 marzo scorso su prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi che dovranno essere trasmessi al Ministero e quindi non piu’ di potesta’ della Regione? Quali iniziative sono state adottate per accelerare l’esame dei procedimenti al fine di evitare trasmissione al Ministero e far decidere direttamente Roma per l’Abruzzo?”. Sono queste le richieste avanzate dal Presidente della Commissione di Vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo, in un’interrogazione al Presidente Luciano D’Alfonso e all’Assessore regionale Mario Mazzocca. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 10, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. “Con il decreto Sblocca Italia – spiega Febbo – detto anche ‘Sblocca Trivelle’, si toglie alle Regioni il potere di veto sui permessi di ricerca e sulla trivellazione di pozzi di petrolio gas e metano e, nello specifico, l’articolo 38 al comma 4 prevede che per i procedimenti di valutazione di impatto ambientale in corso presso le Regioni e non conclusi entro il 31 marzo, la relativa documentazione venga trasmessa al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare per i seguiti istruttori di competenza, dandone notizia al Ministero dello sviluppo economico”. “Incomprensibile e inspiegabile – continua Mauro Febbo – e’ la posizione della Regione Abruzzo, visto che e’ terminato il tempo a disposizione della Commissione Via per esprimersi con autorevolezza e decidere sui procedimenti riguardanti la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi spalancando e concedendo di fatto l’autorizzazione prima a Ombrina Mare ed Elsa 2, un progetto di ricerca con pozzo esplorativo a soli sette chilometri dalla Riserva naturale regionale dei Ripari di Giobbe, e adesso anche ad altri corposi progetti, sconosciuti ai piu’, che attendono il lasciapassare! Si tratta di una serie di insediamenti strutturali che andranno a modificare radicalmente il sistema economico, il paesaggio, l’ambiente e la realta’ sociale della costa teatina che solo a qualche mese fa si candidava ad avere un Parco nazionale che oggi non ha piu’ la sua naturale esistenza. Pertanto – conclude Mauro Febbo – e’ veramente inconcepibile cio’ che sta accadendo in Abruzzo con il silenzio assenso di molti portatori di interesse e ambientalisti di fronte a un Ente Regione che non convoca la Commissione Via e rinvia tutto ai tavoli romani, dove il Partito Democratico ha un disegno ben definito per questa parte bellissima e produttiva della provincia di Chieti”. | A cura Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente

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