Abruzzo, Bonus R&S, l’Agenzia illustra le novita’ della Legge di bilancio 2017

Le ultime in materia di sviluppo imprenditoriale e occupazionale | Pescara – 27 aprile 2017. Credito d’imposta ricerca e sviluppo, arrivano nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Lo riporta una nota diffusa, in giornata, dal servizio informazione e comunicazione di Abruzzo Sviluppo. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 13, anche mediante il canale web della societa’ in house della Regione Abruzzo, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Con la circolare n. 13/E di ieri, elaborata d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia fornisce istruzioni alle imprese che intendono usufruire dell’incentivo, alla luce delle modifiche introdotte, al fine di potenziare lo strumento, con l’ultima Legge di bilancio. Tra le novita’, che si applicano da quest’anno, viene concesso un anno in piu’ per effettuare gli investimenti, viene innalzato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario puo’ maturare mentre l’aliquota aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili. E ancora: entrano nella platea dei beneficiari anche le imprese residenti che svolgono attivita’ di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti e sono agevolabili le spese relative a tutto il personale impiegato in R&S, a prescindere dalla qualifica e dal titolo di studio del lavoratore. Si tratta di novita’ significative, che hanno un impatto sul calcolo dell’incentivo: a questo proposito, il documento di prassi fornisce istruzioni sulla determinazione dell’agevolazione, spiega con esempi come effettuare il calcolo sia con riferimento ai primi due periodi d’imposta (2015 e 2016), sia ai successivi (dal 2017 al 2020) e risponde ad alcuni quesiti specifici. Un anno in piu’ per gli investimenti agevolati – Si allunga di un anno il periodo di tempo entro il quale i soggetti interessati possono effettuare gli investimenti ammissibili all’agevolazione: per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di bilancio 2017, i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare possono avvalersi dell’agevolazione, oltre che per gli investimenti effettuati nei periodi di imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, anche per quelli effettuati nel periodo di imposta 2020. Analogamente, i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare possono beneficiare dell’agevolazione per gli investimenti effettuati a decorrere dal periodo di imposta 2015-2016 e fino al periodo di imposta 2020-2021. Quadruplica il tetto massimo annuale – Sale da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito di imposta riconosciuto a ciascun beneficiario, fermo restando il fatto che le spese sostenute per attivita’ di ricerca e sviluppo devono essere almeno pari a 30mila euro nel periodo di imposta per il quale si intende beneficiare dell’agevolazione. Per i primi due periodi agevolati il credito di imposta compete nei limiti dell’importo massimo annuale pari a 5 milioni di euro, mentre per i restanti quattro periodi agevolati il beneficio spetta nei limiti del nuovo tetto massimo. Nessuna novita’, invece, con riguardo al momento in cui far valere il credito d’imposta: potra’ essere utilizzato, esclusivamente in compensazione, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attivita’ di R&S. L’aliquota sale e diventa unica – Piu’ impulso all’incentivo con la nuova aliquota unica, piu’ alta rispetto a quella fissata precedentemente. Prima delle modifiche apportate dalla Legge di bilancio, infatti, l’aliquota ordinaria del credito di imposta era fissata al 25% e saliva al 50% in relazione alla quota dell’eccedenza agevolabile riferibile alle spese per il ‘personale altamente qualificato’ impiegato nell’attivita’ di ricerca e a quelle per i contratti di ricerca extra muros. Alla luce dell’ultimo intervento normativo, invece, la misura dell’aliquota del credito di imposta non e’ piu’ differenziata in funzione della tipologia di spese ammissibili, ma e’ fissata al 50% per tutti i costi ammissibili. Una novita’ che semplifica anche il meccanismo di calcolo dell’agevolazione. Ammesse al credito le attivita’ di ricerca e sviluppo svolte per committenti esteri – Piu’ ampi i confini della ricerca agevolabile: rientra anche l’attivita’ di R&S svolta da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese estere. Per effetto di questa modifica il soggetto commissionario residente che ‘esegue attivita’ di ricerca e sviluppo’ per conto di committenti non residenti viene quindi equiparato, ai fini dell’agevolazione, al soggetto residente che ‘effettua investimenti’ in attivita’ di ricerca e sviluppo. Anche questa novita’ trova applicazione a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e quindi, nella maggior parte dei casi, da quest’anno. Semplificazioni per le spese del personale impiegato in R&S – Via la distinzione tra ‘personale altamente qualificato’ e ‘personale non altamente qualificato’. Con la modifica apportata dalla Legge di bilancio 2017, a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (dal 2017 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare), non occorre piu’ suddividere il costo sostenuto per il ‘personale altamente qualificato’ e quello sostenuto per il personale ‘tecnico’ non in possesso del titolo di studio richiesto. Le spese sostenute per quest’ultima categoria di lavoratori erano gia’ state ammesse al beneficio in via interpretativa (circolare n. 5/E del 2016). Agenzia delle entrate, Bonus R&S, ricerca, sviluppo | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dal Abruzzo Sviluppo. In SecondaPagina su AN24.