Abruzzo, Consiglio regionale. Fondi per il San Liberatore di Atri

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 04 maggio 2017. “Nel dibattito pubblico di questi anni sull’Ospedale “San Liberatore” di Atri e sul suo ruolo nell’offerta sanitaria del futuro, a lungo ostaggio di notizie vaghe ed imprecise diffuse dalla politica locale, uno dei pezzi forti nel repertorio era l’imminente perdita di un’importante specialita’ del presidio atriano: quella dell’Endocrinologia. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio informativo del Consiglio. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 13, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Se avessero avuto ragione gli animatori di questo acceso dibattito oggi l’esperto dottor Raggiunti, che da anni guida questa efficiente Unita’ Operativa Complessa, avrebbe cessato gia’ da anni di operare presso il “San Liberatore” e di macinare, un anno dopo l’altro, risultati piu’ che lusinghieri”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale Luciano Monticelli. “Per fortuna le chiacchiere sono chiacchiere, e i fatti non ammettono interpretazioni controverse. Alla fine del 2015 – ricorda Monticelli – di fronte a una momentanea difficolta’ del reparto, ci fu chi parlo’ di chiusura imminente; l’allora Commissario alla Sanita’, Luciano D’Alfonso provvide urgentemente a sbloccare le assunzioni a tempo determinato e consenti’ cosi’ all’Unita’ del dottor Raggiunti di riprendere il lavoro a pieno ritmo. Anzi, le attivita’ ripresero con un tale slancio che a gennaio 2017, tirando le somme dell’anno appena trascorso, ci si accorse che il 2016 per le attivita’ dell’Endocrinologia atriana era stato un anno record, con piu’ di 25.000 prestazioni e una mobilita’ attiva oltre il 30%. Oggi a questo quadro gia’ positivo si aggiunge un altro elemento importante: la Asl di Teramo, con una delibera datata 27 aprile, ha deciso un importante investimento di 800.000 euro per dotare il reparto di spazi pienamente a norma e finalmente adeguati al numero di prestazioni che svolge, che e’ notevole e in continua crescita”. “Una cattiva notizia per chi aveva puntato tutte le sue carte sul declino del “San Liberatore” – sottolinea Monticelli – ma un’ottima notizia per tutti gli amici sinceri del presidio atriano e per tutti i cittadini, abruzzesi e non, che ormai da anni vedono nell’Endocrinologia atriana un punto di riferimento imprescindibile. Dal mio punto di vista si tratta di un’ulteriore conferma di quella che, man mano, sta diventando una mia convinzione sempre piu’ ferma: per il “San Liberatore” puo’ esserci un futuro altrettanto solido che il suo passato, ma a garantirlo potranno essere solo le specialita’ e le punte di eccellenza. Anche perche’, se ben guidate, i reparti specialistici potranno consolidare attorno a se’ una filiera di buona sanita’ pubblica a chilometro zero, puntando sulle eccezionali professionalita’ reperibili nel presidio atriano, ad esempio nel reparto di Chirurgia”. “Se tutti faranno la loro parte, insomma, nel prossimo futuro ad Atri si potra’ costruire una situazione da cui cittadini, medici e casse regionali avranno tutto da guadagnare: a perdere qualcosa sarebbero, magari, solo i professionisti della disinformazione, e quegli elementi della politica locale che, dopo aver consegnato migliaia di voti a rappresentanti regionali che hanno recentemente votato per la cancellazione del presidio atriano dalla mappa della sanita’ abruzzese, tentano periodicamente di accreditarsi come paladini del “San Liberatore”. Per fortuna – conclude Monticelli – le voci di corridoio contano ben poco, quando parlano i numeri delle prestazioni e quelli degli investimenti”. () In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.