Abruzzo, Consiglio regionale. ‘Via gli egoismi per una sinistra plurale e unita’

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 08 giugno 2017. “Cio’ che e’ emerso dal sondaggio commissionato dal Fatto Quotidiano e svolto dalla societa’ di ricerche Ipr Marketing e’ emblematico e a dir poco denso di significato: se tutte le forze che si rifanno alla sinistra corressero unite alle prossime elezioni Politiche, si potrebbe arrivare al 16%. Chi ha nel cuore una sinistra riformista, progressista, che si schiera al fianco delle categorie deboli della societa’ ma che soprattutto ama la Carta costituzionale e ne pretende la sua attuazione, metta da parte gli egoismi che derivano dal proprio orticello elettorale e si impegni a piu’ non posso nella costruzione di un unico soggetto moderno, plurale ed europeo”. Con queste parole il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco ha commentato la notizia che da stamane circola sulla stragrande maggioranza delle testate giornalistiche nazionali. “La sinistra ha davanti a se’ una prateria – continua Bracco – Milioni di italiani non vanno piu’ a votare o perche’ non si sentono rappresentati dall’attuale classe dirigente o perche’ sfiduciati dal fatto che, pur ponendo speranza in un determinato partito, ne rimangono delusi quando lo vedono all’opera. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, in giornata, dal servizio informativo del Consiglio. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 17, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Ecco perche’ mai come oggi – prosegue il Consigliere regionale – serve una notevole dose di maturita’ e strategia al fine di mettere in campo un ragionamento che permetta alla sinistra di presentarsi compatta al prossimo appuntamento elettorale. Sinistra Italiana, Pisapia, Bersani, Civati, Rifondazione comunista si siedano quanto prima attorno a un tavolo e comprendano una volta per tutte che il futuro politico non puo’ prescindere dall’unita'”. “E’ urgente la creazione – spiega Bracco – di un nuovo soggetto dentro il quale la democrazia interna sia viva e vista non come un cancro da estirpare ma come una ricchezza in primo luogo da ascoltare e successivamente da valorizzare. Un nuovo soggetto dove sulle questioni etiche e sensibili sia lasciata liberta’ di coscienza e non ci sia vincolo di partito. Un nuovo soggetto non padronale e non comandato a distanza. Un nuovo soggetto i cui componenti hanno il dovere di conoscere a memoria la Costituzione al fine di attuarne i principi, primo fra tutti l’articolo 53 che riguarda la progressivita’ dell’imposizione fiscale: chi guadagna tanto deve contribuire alle spese pubbliche in misura notevole mentre chi ha poco o nulla deve pagare poco o nulla. Altro che la cervellotica Flat Tax dello ‘statista’ Salvini”. “E chi potrebbe essere la figura di raccordo per mettere insieme tutte le anime sparse della sinistra? Bracco ha le idee chiare: c’e’ l’imbarazzo della scelta. Dal sondaggio di Ipr Marketing emerge che con la candidatura a Palazzo Chigi di Roberto Saviano, la sinistra unita potrebbe toccare quota 16%. Con la leadership del costituzionalista Stefano Rodota’ si arriverebbe invece al 13%. Personalmente – puntualizza l’esponente di Sinistra Italiana – preferirei il 37enne scrittore napoletano. Chi meglio di lui, che da oltre dieci anni vive sotto scorta, potrebbe dare una testimonianza piu’ limpida riguardo l’amore per la legalita’ e dunque per il proprio Paese?”. “La sinistra che verra’ – conclude Leandro Bracco – deve pensare che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati vadano difesi e gli venga data voce e possibilita’ concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni di vita, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorita’ rispetto ad altri, che la professionalita’ e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino alla cosa pubblica debba essere assicurata. Queste cose le asseriva nel luglio 1981 a Eugenio Scalfari l’immenso Enrico Berlinguer. E mai come nel contesto contemporaneo sono ancora validissime”. In PrimaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.