"Piano sociale regionale: caos nell'area Vestina"

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 16 giugno 2017. Rischiano di trovarsi senza assistenza socio sanitaria i cittadini di Penne e Collecorvino: assistenza domiciliare, servizio trasporto disabili, assistenza anziani, tutto a rischio per un pasticcio della Regione Abruzzo. A denunciare il problema e’ Domenico Pettinari che questa mattina in conferenza stampa ha portato alla luce una situazione drammatica aggiungendo: “Il Piano sociale regionale non va, troppe le criticita’ e le imprecisioni, troppi i punti che non specificano bene chi deve fare cosa e soprattutto con quali fondi”. Lo ribadisce il M5S che dal primo giorno di discussione sul provvedimento in Regione Abruzzo ha sempre sottolineato i limiti di questo documento prevedendo quello, che di fatto, oggi accade nel distretto 19 denominato Vestino, dove i comuni di Penne e Collecorvino hanno sollevato argomentazioni critiche sulle linee guida per l’applicabilita’. Il risultato? Questi due Comuni invece di essere ascoltati sono stati stralciati dal piano nell’inerzia totale della Regione Abruzzo”. “Ad agosto 2016 – spiega il consigliere regionale Domenico Pettinari – il Consiglio ha approvato il Piano Sociale Regionale 2016 – 2018 e relative Linee Guida d’attuazione, con i quali sono stati individuati i nuovi Ambiti Distrettuali e le procedure per la costituzione degli stessi. Ma oggi, a distanza quasi di un anno, tutte le criticita’ da noi sollevate allora si stanno palesando. La Regione non ha fatto altro che passare la palla ai comuni che si ritrovano a dover prendere degli impegni con i propri cittadini senza avere nessuna certezza da parte della regione ne’ sulla fattibilita’ delle singole voci ne’ sulla copertura economica reale per realizzarle. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, oggi, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 14, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Insomma si sta chiedendo ai comuni di prendere impegni con la cittadinanza che non sono sicuri di poter mantenere”. “Il caso piu’ eclatante e’ quello del distretto n19, denominato Vestino. Di questo distretto – specifica Pettinari – fanno parte i Comuni di Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Collecorvino, Farindola,, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Penne, Picciano, Vicoli e Villa Celiera; e con la Conferenza dei Sindaci del 12.01.2017, e’ stato individuato il Comune di Carpineto della Nora quale Comune Capofila ed approvato lo schema di Convenzione per la gestione dei servizi sociali. Una decisione che ha visto contrari i comuni di Penne e Collecorvino per una serie di criticita’ sollevate dagli stessi. Sono emersi” spiega Pettinari ” diversi aspetti critici relativi all’applicabilita’ ed alla legittimita’ dello schema di convenzione proposto dal Comune di Carpineto della Nora, inerenti le modalita’ di gestione dei servizi e la disciplina dei rapporti finanziari tra gli Enti interessati. In sintesi i comuni hanno contestato che la disposizione in questione si prefigura come una sorta di delega in bianco in favore del Comune di Carpineto della Nora, senza che sia dato conoscere quale sia l’effettiva modalita’ di gestione dei servizi, quali le risorse finanziarie, organizzative e umane da impiegare. Non e’ possibile, neanche in linea generale, sapere quanti oneri i Comuni associati sarebbero chiamati a sostenere, risultando di fatto impossibile una valutazione da parte del Responsabile dell’Area Finanziaria del Comune di questo Ente circa l’incidenza sul proprio bilancio della gestione dei servizi sociali per mezzo di questa forma associativa, non essendo chiarita a monte la modalita’ gestionale. Inoltre nelle modalita’ alternative di gestione si parla dell’istituzione di uffici ma non c’e’ un’adeguata definizione del funzionamento e della struttura dell’Ufficio stesso”. “La Convenzione non chiarisce quali siano le risorse umane destinate al funzionamento dell’Ufficio di Piano puntualizza il consiglere pentastellato – se si tratti di personale distaccato dagli enti partecipanti o – se diversamente – quali siano le modalita’ con cui deve essere reperito e/o reclutato e da chi e soprattutto con quali risorse finanziarie. Addirittura la norma prefigura la possibilita’ che l’Ufficio di Piano sia incardinato presso altro ente appositamente istituito per la gestione dei servizi oggetto della convenzione, senza chiarire di che tipo di ente si tratti, quale sia il soggetto che lo debba istituire, con quali risorse finanziarie, come siano ripartiti gli eventuali. Si legge, inoltre, nella Convenzione che “L’ente locale conferisce il capitale di dotazione; determina le finalita’ e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali”. Ma non e’ dato conoscere nulla di questi aspetti ed in particolare quale sia l’ente deputato a costituire l’Istituzione, con quali soldi e per mano di chi. Sulle risorse finanziarie” continua Pettinari “il Piano Sociale approvato e la Convenzione sono generici e non consentono una valutazione completa neppure con riguardo alle determinazione delle quote di compartecipazione dei comuni che, come abbiamo sempre sottolineato, non sono ben specificate e sono soggette a interpretazioni “. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.