Abruzzo, Consiglio regionale. Acqua, Mercante: nel teramano problema insolubile

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 29 giugno 2017. “Altro che bene primario ed essenziale: l’acqua sembra essere per questo Governo regionale e per la Ruzzo reti un problema insolubile visto che ci troviamo da mesi e mesi in situazione di emergenza continua. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, oggi, dal servizio informativo del Consiglio. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 13, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. L’ultima solo pochi giorni fa, visto che il 26 giugno la Giunta regionale ha autorizzato l’approvvigionamento idrico dal potabilizzatore di Montorio al Vomano”. E’ quanto dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Riccardo Mercante, che ha cosi’ proseguito: “La cosa paradossale e’ che il prelievo di acqua dalle condotte di Venaquila dovrebbe essere consentito solo in caso di carenza od emergenza idrica che si verifichi nel sistema acquedottistico del Ruzzo mentre nella delibera di Giunta leggiamo addirittura che l’autorizzazione e’ stata concessa fino al 31 dicembre 2018. Ed ancora piu’ paradossale che in una Regione come la nostra, che dispone di una sorgente, come quella del Gran Sasso, di tutto pregio per qualita’ e salubrita’ delle acque e che potrebbe benissimo soddisfare per intero i bisogni quantitativi dell’intera provincia teramana se solo si intervenisse sulla manutenzione della rete idraulica per eliminare le perdite, si debba far uso di acqua potabilizzata, notoriamente piu’ scadente dell’acqua di sorgente. E mentre aspettiamo che vengano completati i lavori per l’utilizzo dell’invaso di Piaganini, che essendo alimentato dal fiume Vomano e dai suoi affluenti sui quali insistono scarichi permanenti di Comuni e frazioni privi di sistemi fognanti adeguati, fornirebbe comunque un’acqua potabilizzata di scarsissima qualita’, mentre siamo in attesa, dagli anni ’80, che vengano realizzati i lavori di messa in sicurezza della sorgente del Gran Sasso, paghiamo bollette altissime per un’acqua che, quando non e’ inquinata da sostanze tossiche, e’ comunque, scadente”. “Questo e’, in estrema sintesi – ha concluso Mercante – il quadro avvilente e desolante di una provincia, come quella teramana, che potrebbe disporre di un’acqua eccellente, per quantita’ e qualita’, e che, invece, a causa di una cattiva gestione da parte della Istituzioni, e’ costretta a fare i conti tutti i giorni con l’emergenza sostenendo, per di piu’, in cambio di un simile servizio costi elevatissimi”. In PrimaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.