Abruzzo, Consiglio regionale. Mercante: nessuna risposta in merito a emergenza idrica

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 05 luglio 2017. “Nessuna risposta alle domande che avevo posto con la mia interrogazione sull’emergenza idrica nella provincia teramana ma solo la solita serie di buoni propositi per il futuro. Ed intanto dovremmo accontentarci dell’acqua proveniente dal potabilizzatore di Montorio al Vomano, addirittura fino alla fine del 2018″. E’ quanto dichiara il Consigliere del Movimento 5 Stelle , Riccardo Mercante, commentando i lavori della seduta di Ieri del Consiglio regionale. Lo riporta una nota diffusa, poco fa, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 16, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. “È gia’ la seconda volta – prosegue Mercante – che la Giunta regionale si trova a dover affrontare il problema della contaminazione della sorgente del Gran Sasso e della scarsita’ di acqua nella provincia di Teramo e, come gia’ accaduto per la precedente interrogazione di dicembre, un assoluto silenzio ha fatto seguito alle mie richieste di chiarire quali funzioni svolga in materia di analisi delle acque dirette alla pubblica distribuzione il laboratorio convenzionato con la Ruzzo reti e quale ruolo abbia avuto nei recenti episodi di sversamento di inquinanti, considerando che le relative spese gravano, tutt’ora, sulle spalle dei cittadini teramani”. “Ma quel che e’ peggio – ha proseguito Mercante – e’ che, come confermato dalla stessa Ruzzo reti, i lavori di messa in sicurezza della sorgente del Gran Sasso, che gli abruzzesi aspettano dagli anni ’80, si trovino ancora nella fase della mera progettualita’. Nel frattempo la Giunta regionale ha autorizzato l’impiego del potabilizzatore di Montorio al Vomano, che sempre in base a quanto riferito dal gestore della rete, puo’ fornire un’acqua di qualita’ infinitamente inferiore a quella di sorgente e per giunta assolutamente insufficiente vista la difficolta’ di captazione sia dalle condotte di Venaquila che dall’invaso di Piaganini”. “E tutto questo – ha concluso Mercante – detto in parole semplici si traduce nella certezza che, per l’inerzia delle istituzioni e la mancanza di una programmazione seria e concreta degli interventi sul territorio, i cittadini continueranno a pagare a peso d’oro un’acqua scadente senza sapere nulla, viste le reticenze nel fornire ogni tipo di chiarimento e l’assoluta e reiterata mancanza di trasparenza, di quello che stanno bevendo”. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.