Coldiretti, «CALDO, IN ABRUZZO FORTE CALO DELLA PRODUZIONE DI LATTE E MIELE»

Le ultime dalla Coldiretti Abruzzo | Pescara – 03 agosto 2017. Anche in Abruzzo è stress da caldo per gli animali, con particolare riferimento alle mucche, ai maiali e alle api. È l’allarme lanciato da Coldiretti Abruzzo, sia sulla scorta dei dati nazionali del Sistema di allerta caldo del CREA che in merito ad una indagine effettuata a livello territoriale da cui emerge una situazione di emergenza con forti ripercussioni sulla produzione. Il settore zootecnico – con particolare riferimento ai bovini, avicoli e suini – è sicuramente quello che risente di più della situazione (-20% della produzione di latte) ma l’emergenza riguarda anche comparti minori come quello apistico (si arriva anche a -40% della produzione di miele millefiori) e per gli avicoli si stima una diminuzione della deposizione delle uova di almeno il 10%. In più, dopo mesi molto siccitosi inizia a scarseggiare anche il fieno necessario all’alimentazione degli animali con prati e pascoli che sono a secco e non riescono a garantire l’alimentazione di mucche e pecore stressate dal caldo. Per le mucche – riferisce la Coldiretti – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi. Oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. In funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare a sopportare meglio la calura. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio stampa della Coldiretti Abruzzo. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 10, anche mediante il canale web della Coldiretti Abruzzo, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche – continua la Coldiretti – un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo. A soffrire sono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime. In alcuni casi – dice Coldiretti Abruzzo – gli allevatori di maiali si sono dotati di veri e propri nebulizzatori che, seppure mitigano la situazione purtroppo non risolvono un grave problema che può sfociare anche con il decesso dei capi. E per finire ci sono le api, considerate un indicatore dello stato di salute della natura: per il caldo volano meno mentre, quando volano, spesso non trovano di cui cibarsi perché i fiori sono stati “bruciati” dal sole con un conseguente calo della produzione (in Abruzzo a causa della siccità si stima attualmente una diminuzione di almeno il 40% per la varietà millefiori, la più diffusa). Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia l’allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni, anche se con diversa intensità, con perdite secondo la Coldiretti ormai ben superiori ai 2 miliardi. Solo in Abruzzo si stima una perdita di oltre un milione di euro solo per la mancata produzione di latte. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ della Coldiretti Abruzzo. In SecondaPagina su AN24.

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