Abruzzo, Consiglio regionale. Febbo, risoluzione in merito a indennita’ guardie mediche

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 03 agosto 2017. “Intervenire e intraprendere percorsi diversi adottando altri atti al fine di continuare a tutelare la salute pubblica nei territori interni e montani dopo l’approvazione della DGR n. 398/2017; convocare un tavolo di concertazione con le rappresentanze sindacali al fine trovare una giusta e condivisa soluzione alla luce della sentenza della Corte dei Conti; verificare se la decisione adottata con la DGR n. 398/2017 sia ritenuta legittima dall’Avvocatura regionale o ci sia altro parere giuridico”. Sono queste le principali osservazioni contenute in una risoluzione da presentare nel corso del prossimo Consiglio regionale e che vede primo firmatario e proponente il Consigliere regionale Mauro Febbo. “Mi sono fatto promotore di questa iniziativa – spiega Febbo – affinche’ venga fatta luce su un problema che puo’ comportare gravi criticita’ se non si interviene immediatamente. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio informativo del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 13, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Infatti, la mia richiesta e’ stata sottoscritta dalla maggioranza dei Consiglieri regionali poiche’ e’ indispensabile dare una risposta a quei medici che lavorano in territori disagiati e che si vedono improvvisamente decurtare dal loro compenso l’indennita’ di rischio per una sentenza della Corte dei Conti. Un interpellanza tesa a trovare una soluzione prima che gli effetti della DGR appena approvata si trasformino nell’ennesimo pasticcio creato da questo esecutivo regionale. Infatti, le conseguenze della DGR 398/2017 andrebbero a cancellare, in modo unilaterale e senza alcuna motivazione, un’importante parte normativa ed economica di quel contratto, ledendo i diritti acquisiti dei professionisti medici”. “Ricordo – aggiunge ancora Febbo – come la Giunta regionale, con la DGR numero 398 del 18 luglio scorso, ha deciso che dal prossimo 1 agosto i medici non percepiranno i 4 euro in piu’ per ogni ora di lavoro, una cifra che va ad aggiungersi ai 22 euro l’ora stabiliti dal contratto nazionale e al contempo chiede alle singole ASL di attivarsi per recuperare tutte le somme fin qui illegittimamente elargite che ammontano a 60 mila euro circa a dottore. Pur essendoci una sentenza della Corte dei Conti, il governo regionale ha il dovere di aprire un confronto con la categoria colpita poiche’ si tratta di una ingiustizia che puo’ causare, oltre al malumore, anche forti disagi nei territori disagiati. Quindi e’ indispensabile trovare tutte le soluzioni possibili al fine di salvaguardare i contratti prima di incorrere possibili contenziosi mossi dal personale medico a seguito dell’approvazione della DGR n. 398/2017. Il sindacato Smi ha gia’ annunciato iniziative mirate e vertenze per difendere un diritto acquisito nel lontano 2005, che riguarda una somma derivante dall’indennita’ di rischio che si aggira su 500 euro lordi al mese”. “Per questi motivi – conclude Febbo – in occasione del prossimo Consiglio regionale portero’ all’attenzione del Presidente D’Alfonso e dell’assessore Paolucci il problema poiche’ e’ inaccettabile che centinaia di dottori subiscano improvvisamente un danno che poi inevitabilmente si ripercuotera’ sul salute pubblica dei nostri territori”. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.