Abruzzo, Consiglio regionale. Covention Tua, Febbo in merito a partecipazione dipendenti

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 08 agosto 2017. “E’ proprio vero che non c’e’ mai fine al peggio. In questi anni abbiamo assistito a tante dimostrazioni di arroganza da parte del Presidente D’Alfonso ma leggere certe missive, con le quali si chiede addirittura ai dipendenti Tua di fornire giustificazioni in merito alla mancata partecipazione alla Convention aziendale, ha dell’incredibile e dell’assurdo oltre a essere un fatto molto grave. Cio’ e’ quanto accade in Regione Abruzzo dove abbiamo sempre piu’ un solo uomo al comando che richiama alla mente personaggi e certi Presidenti che governano imponendo un regime o una dittatura”. E’ quanto hanno dichiarato il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo e il Segretario regionale dell’Ugl – Tpl mobilita’ Abruzzo, Giuseppe Lupo nel corso di una conferenza stampa. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, oggi, dal servizio informativo del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 12, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. “In occasione dell’approvazione del bilancio di Tua avvenuta il 31 luglio scorso – spiegano Febbo e Lupo – il Presidente della Regione D’Alfonso e il Presidente dell’ente Tullio Tonelli hanno organizzato, presso l’auditorium del Parco a L’Aquila, una specifica Convention invitando dirigenti e dipendenti a prendervi parte. Prontamente, appena il giorno dopo , gli assenti alla parata voluta da D’Alfonso si sono visti recapitare una missiva con la quale si chiede di fornire entro cinque giorni le motivazioni per le quali non hanno partecipato all’appuntamento al quale erano stati invitati dal Presidente e dal Direttore Generale. Praticamente c’e’ stata una sorta di ‘schedatura’ degli assenti in appena poche ore. Dipendenti che vengono schedati, segnalati e raggiunti da una nota di richiamo. Una vera e propria azione da regime. Siamo di fronte a un atto di arroganza, pari ad un azione di stalking, senza eguali che ci deve indurre a riflettere oltre a denunciare un episodio simile poiche’ sia i dipendenti sia le istituzioni non possono essere denigrati in questo modo. Adesso la Regione – tuona Febbo – non provasse ad attivare azoni nei confronti di quei dipendenti raggiunti dalle lettera di richiamo, che ringrazio del loro coraggio per aver denunciato l’accaduto, poiche’ sono pronto ad attivare altri canali e in altre sedi per denunciare e condannare una vicenda inqualificabile che mortifica la figura del lavoratore e le stesse istituzioni. Queste lettere richiamo sono atti vergognosi e indescrivibile che portero’ all’attenzione del prossimo Consiglio regionale convocato per venerdi’. I dipendenti della Societa’ pubblica di Trasporto non sono delle marionette mosse dalla volonta’ e dai capricci del Presidente della Regione Abruzzo”. “Su questa vicenda – continuano Febbo e Lupo – indagheremo anche per capire da chi sono stati pagati gli autobus partiti da altre province per raggiungere il Capoluogo. Vorremmo, inoltre, capire com’e’ stata inquadrata la giornata del dipendente che ha preso parte alla Convention, ovvero se ci sono stati concessi dei permessi, ordini di servizio o, addirittura, straordinari se non addirittura pagata la trasferta. Il Presidente D’Alfonso ha pensato bene quel giorno di propagandare il lavoro fatto sul tema dei trasporti da questa Regione, rassicurando, tra l’altro, il futuro dei dipendenti ma ha omesso, come di consueto, di dire tutta la verita’ sulla reale situazione economica finanziaria di Tua e anche gli aspetti negativi della legge approvata recentemente. Innanzitutto riteniamo che l’iter seguito poteva essere anticipato nei tempi poiche’ il decreto Madia e’ stato approvato nel mese di aprile e pubblicato a giugno. Questa maggioranza ci ha messi di fronte al fatto compiuto, di fronte a un “out out” tra noi e i sindaci che non hanno nella loro citta’ il servizio pubblico riferito a TUA. Abbiamo criticato questa legge perche’ come fa presente l’Ufficio legislativo e’ transitoria e quindi puo’ essere impugnata dal Governo o dai privati, perche’ limita il principio della concorrenza visto che Tua e’ stata dichiarata in house e quindi diventa “controllore e controllato”. Inoltre, non tutela il trasporto effettuato dai concessionari privati, che conta circa 600 lavoratori che dovevano essere tutelati, e non prevede il coinvolgimento degli enti locali, cosi’ come stabilito dalla legge Madia. Si ricorda che il bilancio di Tua si poggia sul nulla in quanto e’ stato chiuso con un ‘utilino’ di 618 mila euro a fronte di una transazione per debiti pregressi precedentemente non riconosciuti ad Arpa altrimenti avrebbe chiuso con una perdita di ben 7 milioni di euro. Sappiamo per certo – concludono Febbo e Lupo – che questi aspetti, durante la Convention voluta da D’Alfonso, non siano stati menzionati. Nei prossimi mesi vedremo chi aveva ragione e come questo Governo regionale intenda portare a termine la riforma del Trasporto pubblico locale se non apre immediatamente un confronto serio e costruttivo con gli enti locali che sono gli unici responsabili e gestori del trasporto”. In PrimaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.