Abruzzo, Banca delle terre abbandonate o incolte, cosa stabilisce la normativa

Le ultime in materia di sviluppo imprenditoriale e occupazionale | Pescara – 29 agosto 2017. Come noto il DL 20/06/2017 n. 91 di misure urgenti per il Mezzogiorno, convertito con modificazioni dalla Legge n. 123 del 03/08/2017, all’art. 3 individua la procedura per la valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono che si trovano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, in giornata, dal servizio informazione e comunicazione di Abruzzo Sviluppo. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 09, anche mediante il sito internet della societa’ in house della Regione Abruzzo, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. La cosiddetta ‘Banca delle terre abbandonate o incolte’ e’ finalizzata alla concessione di beni non utilizzati per migliorare le opportunita’ di occupazione e di reddito dei giovani del Mezzogiorno. I beni oggetto del Decreto, a seguito di bando pubblico, possono essere assegnati in concessione, per un periodo di nove anni rinnovabili, sulla base di un progetto di valorizzazione specifico presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Ma vediamo nel dettaglio cosa stabilisce il provvedimento. BENI ABBANDONATI O INCOLTI Si considerano abbandonati o incolti ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del D.L. 91/2017: a) i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attivita’ agricola minima da almeno dieci anni, in base ai principi e definizioni del regolamento n. 1307/2013/UE; b) i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree (tranne quelli considerati ‘boschi’) nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi quindici anni; c) le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo e le relative unita’ immobiliari, in stato di abbandono da almeno quindici anni o nelle quali non risultino piu’ operative aziende o societa’ da almeno quindici anni. Spetta ai comuni delle regioni interessate, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto in oggetto (i.e. entro il 13/02/2018), individuare i beni immobili sopra definiti, con particolare riguardo ai terreni agricoli, e pubblicarne l’elenco (da aggiornare con cadenza annuale) sul proprio sito internet istituzionale entro trenta giorni dalla scadenza del suddetto termine per l’individuazione degli immobili (i.e. entro il 15/03/2018). ASSEGNAZIONE DI BENI PUBBLICI I beni individuati possono essere dati in concessione per un periodo massimo di nove anni, rinnovabile una sola volta, a soggetti che abbiano un’eta’ compresa tra i 18 ed i 40 anni e presentino un progetto volto all’utilizzo ed alla valorizzazione del bene. Il comune pubblica i bandi sul proprio sito istituzionale ed il termine per la presentazione delle domande non puo’ essere inferiore a centoventi giorni dalla pubblicazione del bando. I criteri di valutazione della graduatoria predisposta dal comune assicurano priorita’ ai progetti di riuso di immobili dismessi senza consumo di ulteriore suolo non edificato ed a quelli con elevati standard di qualita’ architettonica e paesaggistica. Per i terreni di cui al comma 2, lettere a) e b), sono ammessi a valutazione anche i progetti che prevedano i cambi di destinazione d’uso o consumo di suolo non edificato, purche’ siano conformi alle procedure di legge sugli strumenti urbanistici. Entro sessanta giorni dall’approvazione della graduatoria, e’ effettuata la formale assegnazione del bene immobile, tramite la quale: l’immobile viene consegnato al beneficiario, con l’immissione in uso; il beneficiario assume la detenzione del bene con facolta’ di goderne e di trasformarlo materialmente in conformita’ al progetto; il beneficiario assume l’obbligo di eseguire le attivita’ descritte nel progetto presentato. Il beneficiario e’ tenuto a corrispondere al comune un canone d’uso indicizzato determinato dal comune sulla base della perizia tecnica di stima del bene. Se i beni immobili sopra definiti sono beni immobili privati, i soggetti di eta’ compresa tra i 18 ed i 40 anni manifestano al comune l’interesse ad utilizzare i beni presentando un progetto di valorizzazione che indichi, tramite certificato redatto da notaio: i dati di identificazione catastale; il proprietario del fondo risultante dai registri immobiliari; i soggetti che abbiano eventualmente acquisito diritti sul bene in virtu’ di atti trascritti; l’inesistenza di trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli nei registri immobiliari negli ultimi venti anni, nonche’ la conformita’ alle norme in materia urbanistica per le aree edificate di cui all’articolo 3, comma 2, lettera c) del Decreto in oggetto. Se il comune valuta positivamente il progetto, lo pubblica sul proprio sito istituzionale e ne informa l’avente diritto, al quale vengono comunicate anche le condizioni economiche, determinate con una apposita perizia tecnica di stima del bene e la proposta irrevocabile del contratto di affitto. Una volta ottenuto il bene in concessione, il beneficiario puo’ costituire societa’ agricole o societa’ artigiane nelle quali l’assegnatario abbia la maggioranza del capitale ed il potere di amministrare e rappresentare la societa'; sono ammesse anche le imprese familiari. Il beneficiario non ha pero’ diritto di cedere a terzi, in tutto o in parte, il terreno e i diritti conseguiti con l’assegnazione, Banca delle terre abbandonate, Decreto Mezzogiorno, terreni incolti | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web di Abruzzo Sviluppo. In SecondaPagina su AN24.