Abruzzo, Consiglio regionale. Guardie mediche, Febbo: approvata risoluzione

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 19 settembre 2017. “Approvata all’unanimita’ in Commissione Sanita’ la risoluzione del 01.08.2017, proposta dal sottoscritto e dal gruppo di Forza Italia e sottoscritta da altri Consiglieri regionali, inerente il grave problema circa specifiche indennita’ di rischio tagliate dal Governo regionale ai dottori in servizio presso le Guardie mediche”. A comunicarlo e’ il Consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge: “Sono soddisfatto della votazione unanime e soprattutto del parare favorevole alla nostra interpellanza anche da parte dei commissari del Partito democratico che di fatto sfiduciano l’operato dell’assessore Paolucci e di questo esecutivo regionale che continua a fare solo pasticci”. “Da subito – spiega Febbo – abbiamo denunciato e chiesto che venisse rivisti e bloccati gli effetti della la Delibera di Giunta n. 398/2017 al fine di verificare la sua legittimita’ dall’Avvocatura regionale e, soprattutto, credo che sia assurdo richiedere ai medici le indennita’ di rischio percepite fino ad oggi. Ci sono Regioni, come Calabria, Basilicata, Lazio, che hanno approvato provvedimenti per congelare la sola indennita’. Adesso con tale risoluzione approvata spero la Giunta Regionale torni sui propri passi e trovi una soluzione prima che gli effetti della DGR appena approvata si trasformino nell’ennesimo pasticcio creato da questo esecutivo regionale, cosi’ da determinare l’annullamento da parte dei medici dello stato di agitazione creando disservizi soprattutto nelle aree interne. Infatti, le conseguenze della DGR 398/2017 andrebbero a cancellare, in modo unilaterale e senza alcuna motivazione, un’importante parte normativa ed economica di quel contratto, ledendo i diritti acquisiti dei professionisti medici”. “Ricordo – aggiunge ancora Febbo – come la Giunta regionale, con la DGR numero 398 del 18 luglio scorso, ha deciso che dal prossimo 1 agosto i medici non percepiranno i 4 euro in piu’ per ogni ora di lavoro, una cifra che va ad aggiungersi ai 22 euro l’ora stabiliti dal contratto nazionale e al contempo chiede alle singole ASL di attivarsi per recuperare tutte le somme fin qui illegittimamente elargite che ammontano a 60 mila euro circa a dottore. Va sottolineato che sugli importi richiesti i medici hanno gia’ pagato le imposte ma soprattutto che la indennita’ e’ la congrua contropartita ad un servizio che gli stessi forniscono a totale loro rischio e pericolo, infatti le stesse Asl non forniscono alcun supporto neanche di vigilanza. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, poco fa, dal servizio informativo del Consiglio. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 12, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. E’ notizia di qualche ora fa che propria una dottoressa del servizio di guardia medica sia stata violentata. Quindi e’ indispensabile trovare tutte le soluzioni possibili al fine di salvaguardare i contratti prima di incorrere possibili contenziosi mossi dal personale medico a seguito dell’approvazione della DGR n. 398/2017″. “Per questi motivi – conclude Febbo – oggi la Commissione Sanita’ ha valutato pertinente la soluzione proposta dal gruppo di Forza Italia e si e’ votato all’unanimita’ affinche’ il governo regionale torni al piu’ presto ad esaminare tale problema che riguarda circa 400 dottori e trovi una soluzione piu’ consona e soprattutto che rispetti il lavoro gravoso dei medici impegnati in territori difficili”. In SecondaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.