Abruzzo, Consiglio regionale. ‘Un’occasione persa per aiutare chi soffre’

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 22 settembre 2017. “Pur essendo una realta’ che si sta espandendo a macchia d’olio in diverse Regioni d’Italia riscuotendo ovunque apprezzamento, in Abruzzo si e’ deciso di farla morire in culla. Lo riporta una nota diffusa, poco fa, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 18, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Sarebbe potuto essere un aiuto concreto e tangibile alle migliaia di persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena o perche’ non trovano un lavoro o a causa di motivi personali che ne hanno segnato l’esistenza. Il rammarico e’ notevole soprattutto per il fatto che alcuni colleghi dell’Emiciclo, di fronte alla possibilita’ reale di aiutare chi versa in condizioni economiche di estrema precarieta’, hanno preferito non affrontare il problema bocciando la mia proposta di legge e, di conseguenza, sbattendo la porta in faccia a coloro i quali necessitano di un sostegno”. Sono queste le parole con le quali il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco ha commentato lo stop che l’aula dell’Emiciclo ha dato al suo progetto legislativo che intendeva istituire in Abruzzo le botteghe del baratto. “Voglio dire comunque grazie – prosegue l’esponente di Sinistra Italiana – ai quattro colleghi che ieri hanno messo da parte il vincolo dell’appartenenza alla propria coalizione partitica per sostenere la mia iniziativa di legge. Un plauso dunque a Mariani, cofirmatario della mia proposta normativa e poi a D’Alfonso, Di Nicola e Mazzocca. Tutti loro hanno votato favorevolmente al primo articolo della pdl con il quale si istituivano nella nostra regione le botteghe del baratto”. “Oltre alla notevole delusione del non potere dare una mano a chi, tramite appunto il baratto, avrebbe potuto entrare in possesso di quei beni di cui ha necessita’ per vivere – rileva Bracco – l’amarezza che ho provato concerne il comportamento di cui alcuni colleghi si sono resi protagonisti e hanno manifestato tramite il voto. In questi tre anni di consiliatura sono stati molteplici i momenti di tensione nei quali diverbi anche accesi hanno preso vita sia nelle varie Commissioni che all’Emiciclo. Ciononostante – sottolinea Bracco – per quanto riguarda la mia persona, ho sempre messo in secondo piano quanto accaduto a livello personale al fine di dare la precedenza assoluta al bene della collettivita’. Bene della collettivita’ che si puo’ perseguire se e solo se si analizzano, di volta in volta, i vari progetti legislativi entrando nel merito e senza dare la priorita’, come invece non pochi Consiglieri fanno, al nome di colui il quale mette nero su bianco un’idea”. “Sono fermamente convinto che una volta eletti in un’assise, tutte le persone che ne fanno parte abbiano il dovere di togliersi la casacca con la quale si sono impegnati in campagna elettorale per indossare un’altra divisa ben piu’ rilevante. Nel nostro caso la divisa e’ quella della Regione Abruzzo. Nelle democrazie mature, soprattutto quelle anglosassoni e nord europee, accade cosi’. In Italia, e a cascata anche in Abruzzo, no. Nel mio piccolo – rimarca il Consigliere regionale – ho la coscienza cristallina in quanto ho fatto tutto cio’ che era nelle mie possibilita’ per provare a dare un aiuto concreto a chi vive in condizioni di notevole fragilita’ economica. Non e’ bastato e ne prendo atto. Non vorrei pero’ essere nei panni di quei colleghi che a parole si ergono a paladini della collettivita’ e soprattutto degli ultimi ma poi nei fatti, per motivi esclusivamente personali che nulla hanno a che spartire con il merito delle leggi, si comportano all’opposto rispetto a quanto affermano. E non vorrei essere nei loro panni – conclude Leandro Bracco – perche’ al di la’ del baratto che comunque avrebbe potuto tranquillamente fornire un aiuto concreto alla quantita’ purtroppo sempre piu’ numerosa di poveri che vive in Abruzzo, la cosa piu’ ardua e problematica da affrontare e’ quella di dover fare i conti, prima o poi, con la propria coscienza”. In SecondaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.