Abruzzo, Consiglio regionale. Febbo: l'Abruzzo merita un Dea di II livello

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 26 settembre 2017. “Un punto fermo esiste gia’. Il Dea di secondo livello e’ possibile realizzarlo in Abruzzo solo accorpando le strutture ospedaliere e unendo i diversi reparti strategici di Chieti e Pescara, altrimenti si rischia solo di creare un danno sanitario ed il solito pastrocchio. Rimango meravigliato della forzatura e della fuga in avanti di Consiglieri regionali di maggioranza e assessori regionali poiche’ dimostrano la loro confusione e impreparazione in merito, soprattutto alla luce di quanto approvato con la Delibera numero 271 proprio dalla Giunta regionale nel maggio scorso”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo a margine della conferenza dei Capigruppo convocata oggi per discutere la possibile localizzazione di un Dea di secondo livello presso l’ospedale Santo Spirito di Pescara. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, poco fa, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 15, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. “L’audizione di oggi – sottolinea Febbo – appare piu’ una semplice presa di posizione di campanile piuttosto che un confronto sulle due realta’ sanitarie che l’una non puo’ escludere l’altra in quanto prese singolarmente non hanno i requisiti. Infatti, rimango meravigliato come i due assessori, Di Matteo e Sclocco, prima avallano l’accorpamento e solo dopo tre mesi prendono una posizione diametralmente opposta all’esecutivo di cui fanno parte e quindi esclusivamente di parte e di campanile firmando un documento. Ho sempre sostenuto che la buona sanita’ vada pianificata rispettando le esigenze del territorio e i veri numeri dei due presidi ospedalieri. Nello specifico mi riferisco ai numeri di accesso al Pronto soccorso poiche’ i dati come esposti bisogna saperli leggere. Infatti quelli Forniti dell’Agenzia Sanitaria Regionale, quindi ufficiali e certificati, ci dicono che Pescara ha si’ ben 93.794 accessi ma sono di codice rosso solo il 2,0 e di appropriatezza solo il 0,4 mentre a Chieti dei 65.644 ingressi sono di codice rosso 4,6 e appropriatezza 4,3 quindi piu’ del doppio. Detto questo ricordo come il Polo del cuore e’ situato a Chieti e non puo’ essere smembrato altrimenti perderebbe le sua potenzialita’ e funzionalita'”. “Se proprio dovessi ricorrere anch’io al semplice campanilismo – aggiunge Febbo – dovrei ricordare come il reparto di Neurochirurgia dovrebbe essere situato a Chieti essendo un reparto Clinicizzato, cioe’ oggetto di convenzione con la Facolta’ di Medicina, situato in Madonna delle Piane. Rilevante e non secondaria e’ inoltre la presenza intoccabile e imprescindibile dell’Universita’ presso l’Ospedale di Chieti che, come previsto dal decreto Lorenzin, ingloba un Dea di secondo livello come nelle altre realta’ dove vi e’ l’universita’ clinica. Ricordo infine come il decreto commissariale 55 del 10 giugno 2016 dava mandato alla Regione, al fine di creare un DEA di II livello, di prevedere una integrazione funzionale tra i Presidi di Chieti e Pescara presupponendo quindi un ruolo paritetico, cosa su cui si sta lavorando proprio per evitare queste inutile, dannose e infantile fughe in avanti di un campanilismo che nel terzo millennio non portano proprio a nulla”. “Quindi – conclude Febbo – invito sia i colleghi consiglieri sia gli assessori eletti nel collegio di Pescara sia la Consulta di Pescara, appena nata, a lavorare sinergicamente poiche’, nonostante l’approvazione della DGR n.271/17, il Tavolo di monitoraggio del Ministero ancora non ha avviato l’iter e l’assenso definitivo alla sua realizzazione. Credo quindi che l’area metropolitana e l’intero Abruzzo meritano un Dea di secondo livello, che significherebbe in sostanza servizi sanitari di piu’ alto livello e di qualita'”. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.