Abruzzo, Consiglio regionale. Punti nascita: Febbo (FI) in merito a audizione D'Amario

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 25 novembre 2015. “Sui punti nascita l’unica certezza e’ che si sta creando una situazione di caos assoluto, che portera’ solo ed esclusivamente a pesanti criticita’. Mentre Forza Italia continua la battaglia per evitare che i danni ricadano sui cittadini, emergono ulteriori e preoccupanti dettagli sul piano voluto da Paolucci e D’Alfonso, se si leggono con attenzione le dichiarazioni del Direttore della Asl di Pescara D’Amario, ascoltato mercoledi’ scorso in Commissione di Vigilanza”. E’ quanto dichiara il Presidente della stessa Commissione Mauro Febbo. “Innanzitutto – spiega Febbo – D’Amario ammette che ‘ha cercato di interagire tecnicamente, ma questo tipo di decisione sui punti nascita non e’ stata partecipata ai direttori generali’. Primo aspetto gravissimo, confermato da un professionista che avrebbe potuto dare un fattivo contributo alla riorganizzazione, forte di oltre 30 anni di esperienza regionale e nazionale. Inoltre il direttore della Asl di Pescara sottolinea che ‘quando si valuta un punto nascita si utilizzano tre criteri: la sicurezza, la fruibilita’ e la copertura geografica. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio informativo del Consiglio Regionale. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 12, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. La commissione ha utilizzato solo un criterio e cioe’ il numero dei parti’. D’Amario pensa che ‘l’Assessore Paolucci abbia recepito un giudizio di esperti che non hanno utilizzato tutti criteri e questo potrebbe portare a una scopertura di importanti aree, come ad esempio la zona Vestina, la Val Fino, il Cerrano, fino a Campo Imperatore e Teramo compreso il Giuliese’. Secondo D’Amario quindi c’e’ stato un problema di approccio. E’ chiaro che lui, come direttore generale di una Asl, ha dovuto recepire il decreto commissariale, altrimenti avrebbe rischiato provvedimenti disciplinari e quindi la rimozione. Si e’ passati poi al problema ‘messa in sicurezza’, che stando alle direttive nazionali, come evidenziato da D’Amario, vuol dire avere, oltre alla struttura, un minimo di 9 ginecologi, di 9 neonatologi e 14 ostetriche. Questo e’ l’investimento in una chiave di personale e quindi attualmente molti punti nascita non sono a norma e non sono in sicurezza. Poi sulle conseguenze derivanti dalla chiusura dei punti nascita – aggiunge ancora Febbo – D’Amario ha sottolineato come ‘l’ospedale di Pescara rischiera’ il collasso, in quanto dovra’ gestire oltre 4mila parti. Questo vuol dire altresi’ che la struttura sara’ ‘invasa da altri professionisti che verranno a fare la libera professione intramoenia su Pescara’ per portare le pazienti altrove’. Quindi allo stato attuale l’unica struttura chiusa, ovvero Ortona, non si capisce davvero perche’ abbia cessato la sua attivita’. La questione sicurezza e’ da scartare, visto che il Bernabeo aveva il maggior numero di requisiti, il numero dei parti superava quota 500 e tra l’altro Ortona avrebbe scongiurato l’invasione dei professionisti su Pescara evitando che i parti diventassero ‘merce di scambio’. Alla luce delle dichiarazioni di D’Amario – conclude il Presidente della Commissione di Vigilanza – e anche di quanto viene ribadito nell’ultimo decreto dell’11 novembre del Ministro Lorenzin, ci attendiamo una rivisitazione dell’intera problematica, con la contestuale sospensione delle chiusure dei punti nascita di Ortona e Atri e se cio’ non dovesse accadere, mi auguro che abbiano un peso sulle decisioni future anche della giustizia amministrativa . Auspico altresi’ che il diritto alla salute prevalga su scelte politiche strumentali, illogiche e dannose”. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.

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