Abruzzo, Consiglio regionale. Febbo (FI) in merito a delibera nomina DG Asl di Chieti

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 30 novembre 2015. “Questa mattina mi sono recato in Procura per porre all’attenzione della magistratura lo strano caso della Delibera di Giunta n.899, approvata il 10 novembre scorso, e non ancora pubblicata dopo ben 20 giorni. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, oggi, dal servizio informativo del Consiglio Regionale. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 12, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. E’ una situazione gravissima se si considera la materia dell’atto di Giunta ovvero l’individuazione del soggetto designato per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Azienda sanitaria di Lanciano-Vasto-Chieti”. Lo sostiene il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, che spiega: “La censura portata avanti dal Presidente D’Alfonso, denunciata da Forza Italia gia’ nel mese di aprile, continuerebbe cosi’ a operare i suoi pesanti effetti. Nel caso specifico, come si legge in un articolo pubblicato da un quotidiano locale, il 18 ottobre, l’Assessore Paolucci e D’Alfonso annunciavano che non ci sarebbe stato nessun nuovo Direttore per l’Asl di Chieti, visto che insistono sulla creazione di una Asl unica e il facente funzioni Pasquale Flacco sarebbe rimasto fino alla fine dell’anno. Allora perche’ tutto questo mistero? Non vorrei che la Delibera contenesse “sanatorie” visto che, come rilevato da qualche testata locale, ci potrebbero essere seri problemi in relazione alla proroga dell’incarico ad interim per il direttore facente funzioni e se fossero confermati si paleserebbero enormi criticita’ sulla legittimita’ degli atti firmati dallo stesso Flacco. In base al decreto legislativo 502/96 infatti nel caso in cui il posto di direttore generale sia vacante puo’ subentrare il direttore amministrativo o il direttore sanitario ma lo stesso decreto impone una nuova nomina entro 60 giorni: in questo caso ne sono trascorsi molti di piu’ senza altre nomine e questo potrebbe creare le condizioni una serie infinita di ricorsi”. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.

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