Pescara. Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica e Ambientale – Modifiche

Le ultime dal Comune di Pescara | Pescara – 30 novembre 2015. In data 21/11/2015, con scadenza 05/12/2015, è stata ufficialmente pubblicata la delibera di Consiglio Comunale n. 135 del 30/10/2015 di modifica dell’art. 92 del “Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica e Ambientale”. Con delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 16/02/2009 veniva approvato il Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica Ambientale. L’art. 92 – “Dotazione di Servizi” di detto Regolamento Comunale fissa criteri e parametri riguardanti le caratteristiche che i servizi igienici devono rispettare nei luoghi di lavoro e pertanto nelle attività produttive in genere. Dall’approvazione di tale testo, avvenuta come sopra riportato nel 2009, fino ad oggi, per quanto attiene specificatamente alla materia trattata dall’art. 92 – “Dotazione di Servizi”, con tutta la casistica nel frattempo creatasi e sulla base di alcune discrepanze interpretative ed applicative del medesimo articolo, si è ritenuto apportare allo stesso modifiche, precisazioni e chiarimenti volti esclusivamente a favorire una corretta applicazione dello stesso con maggiore chiarezza e precisione. Allo stesso modo, sulla base anche di particolari problematiche evidenziate quotidianamente da utenti e tecnici, riproposte anche dalla stessa AUSL locale, al fine di salvaguardare situazioni esistenti oggettivamente non risolvibili in modalità ordinarie, si è provveduto ad inserire nell’articolo regolamentare di ché trattasi, forme particolari di deroghe alle dimensioni minime, sia planimetriche che in altezza, dei servizi igienici in dotazione ai locali di attività produttivi, salvo la verifica di particolari criteri al fine di evitare che l’istituto della deroga potesse perdere le caratteristiche della straordinarietà e divenire al contrario prassi operativa utilizzabile oltre la giusta misura. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, poco fa, dal servizio stampa del Comune di Pescara. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 13, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. La stesura dell’articolo in oggetto é stata ampiamente discussa e valutata sia con gli uffici comunali dell’Edilizia e sia con gli Uffici competenti della locale AUSL chiamati quotidianamente ad applicarlo regolarmente sull’istruttoria di pratiche edilizie, ciascuno per le rispettive competenze. La stessa AUSL, più volte interpellata allo scopo, a conclusione di una proficua e preziosa collaborazione, con propria nota ufficiale ha espresso con la propria sottoscrizione la condivisione del testo della nuova versione dell’art. 92. Con l’avvento di tale nuova stesura dell’art. 92, oltre che maggiormente chiarire le varie casistiche, sulla base delle esperienze e osservazioni fin qui maturate, si semplificherà l’apertura delle attività minori slegando le stesse dall’adeguamento igienico-sanitario, indicandone i presupposti per le quali le stesse ne siano esonerate (attività commerciali con superficie inferiore a 50 mq). Si conferma che tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande sono tenute ad avere servizi igienici sia per i dipendenti che per gli utenti, dimensionati anche per disabili; analogamente anche per attività artigianali dove è possibile il consumo sul posto degli alimenti prodotti. Viene confermato che tale obbligo permane anche per le attività commerciali di vendita con superficie non inferiore a mq 50. Al tempo stesso verranno adeguatamente circostanziate le condizioni necessarie di accesso all’istituto della deroga all’adeguamento, salvaguardando le attività da tempo preesistenti e comunque impossibilitate all’adeguamento, laddove opportunamente certificato da tecnici incaricati allo scopo. Tali deroghe riguardano le superfici e dimensioni minime dei servizi igienici, nonché le altezze minime interne degli stessi nonché di antibagni e spogliatoi per i dipendenti. Nuovo testo dell’art. 92 del Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica e Ambientale Art. 92 – DOTAZIONE DI SERVIZI Tutti i luoghi di lavoro devono essere dotati di servizi igienici e lavandini. Le docce, quando già non espressamente previste da norme specifiche, dovranno essere presenti nelle attività in cui vengono eseguite lavorazioni insudicianti o che espongono a polverosità. Gli spogliatoi devono essere presenti quando i lavoratori devono indossare indumenti di lavoro specifici. La dotazione di servizi igienici (D.Lgs n. 81/2008), deve essere la seguente: n. 1 wc fino a 10 lavoratori presenti contemporaneamente (non è obbligatoria la distinzione per sesso); oltre i primi dieci lavoratori un ulteriore wc ogni altri 10 lavoratori fino a 50 distinti per sesso; un ulteriore wc ogni altri 30 lavoratori oltre i primi 50, distinti per sesso. Riguardo alle superfici minime dei servizi igienici, si individuano le seguenti casistiche: A) per i locali di attività produttive non aperte al pubblico, o per attività artigianali dove non è prevista la sosta del pubblico, i servizi igienici devono avere superficie minima di mq 1,20 con lato inferiore di almeno m 0,90 e altezza minima di m 2,40 e sono pertanto destinati al solo utilizzo del personale che vi lavora; tali dimensioni planimetriche minime sono obbligatorie e non derogabili; B) i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande, devono essere sempre provvisti di almeno un bagno dotato dei requisiti minimi di “accessibilità” (ai sensi del Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236), adeguatamente attrezzato per le persone disabili ai sensi della normativa vigente in materia e avere dimensioni lineari planimetriche interne non inferiori a m 1,80 per m 1,50 ; l’altezza interna dei suddetti servizi igienici non deve essere inferiore a m 2,40 ; C) tutte le altre tipologie di esercizi riguardanti attività produttive commerciali/artigianali e comunque di tipo produttivo, per le quali è comunque prevista l’apertura al pubblico e la relativa sosta, devono essere provviste di almeno un bagno dotato dei requisiti minimi di “accessibilità” (D.M. n. 236/89) adeguatamente attrezzato per le persone disabili ai sensi della normativa vigente in materia e avere dimensioni lineari planimetriche interne non inferiori a m 1,80 per m 1,50 ; l’altezza interna dei suddetti servizi igienici non deve essere inferiore a m 2,40 ; tali dimensioni planimetriche minime sono obbligatorie e non derogabili nei locali dotati di superficie calpestabile uguale o maggiore di mq 50,00 (calcolata comprensiva di servizi igienici esistenti, depositi, magazzini e qualsiasi altra superficie accessoria oltre quella aperta al pubblico). Le casistiche sopra riportate devono essere sempre verificate e rispettate in caso di nuove costruzioni e negli edifici esistenti che siano soggetti, all’entrata in vigore del presente testo regolamentare, ad interventi edilizi di recupero quali manutenzione straordinaria, restauro, risanamento igienico e ristrutturazione edilizia o di variazione di destinazione d’uso. Le medesime casistiche devono comunque essere sempre verificate in caso di nuova apertura di esercizio di attività produttiva. Nei casi B) o C) di cui sopra sono concesse deroghe al rispetto dei requisiti minimi delle dimensioni planimetriche dei servizi igienici sopra riportati, nel caso si verifichino contestualmente le seguenti situazioni: 1. nuove attivazioni di esercizi commerciali/artigianali presso immobili preesistenti all’entrata in vigore del presente testo regolamentare; 2. sia certificata da provvedimento/titolo edilizio e da susseguente idonea agibilità edilizia la destinazione d’uso commerciale/artigianale nonché l’effettivo uso commerciale/artigianale legittimato e continuativo da almeno 30 anni; 3. siano presenti oggettivi, inequivocabili e comprovabili impedimenti tecnici, normativi e dimensionali, specificatamente asseverati da tecnici abilitati negli elaborati tecnico-progettuali, atti ad impedire il materiale adeguamento dei servizi igienici ai requisiti minimi delle dimensioni planimetriche; 4. per i soli casi di cui alla lettera C), le attività abbiano la superficie calpestabile minore di mq 50,00 (calcolata comprensiva di servizi igienici esistenti, depositi, magazzini e qualsiasi altra superficie accessoria oltre quella aperta al pubblico). Riguardo alle altezze minime interne dei servizi igienici, sono analogamente previste, per le sopra riportate casistiche A), B) e C) e qualora siano accertate le ricorrenze di cui ai sopra riportati punti 1, 2 e 3, deroghe alle stesse fino a m 2,10 ; in caso di solai inclinati l’altezza media determinata non può essere minore di m 2,10 e con altezza minima comunque non inferiore a m 1,80 . Le deroghe dovranno essere esplicitamente richieste e non potranno essere oggetto di autocertificazione. Le stesse saranno sottoposte alla valutazione del S.U.E. comunale, sulla base della propria competenza istruttoria, nell’ambito di verifiche edilizie finalizzate alle aperture o a qualsivoglia trasformazione relative all’esercizio delle attività produttive. In tutti gli altri casi gli Uffici Comunali, trasmetteranno ai Servizi competenti della AUSL la relativa richiesta di deroga per l’espressione del relativo parere. I servizi igienici devono essere collocati in modo da evitare percorsi esterni, salvo motivati casi particolari; in ogni caso devono essere collocati razionalmente e in prossimità dei posti di lavoro, dell’eventuale locale di riposo, degli spogliatoi, delle docce e lavabi. Quando l’accesso avvenga da un locale di categoria C1 o da locali mensa, i servizi igienici devono essere sempre accessibili attraverso un antibagno, di superficie minima di mq 1,00 , nel quale, di norma è collocato il lavandino; l’antibagno può essere realizzato anche con pareti “leggere”, non facilmente removibili e stabilmente ancorate al pavimento, di altezza non inferiore a mt 2,10 e comunque dotato di porta. Va assicurata la ventilazione, dotando il locale di finestra completamente apribile, comunicante con l’esterno, di almeno mq 0,40; in alternativa è ammessa una ventilazione artificiale che assicuri, se in discontinuo, almeno 10 ricambi/ora con mantenimento dell’aspirazione, collegata all’accensione della luce, per tre minuti successivi all’uscita dal servizio; se in continuo, almeno 5/6 ricambi/ora. Lavandini: devono essere in numero minimo di uno ogni 5 lavoratori contemporaneamente presenti fino a 50, dotati di detergenti con dispenser e asciugamani monouso; oltre i primi 50 dipendenti, 1 lavandino ogni 10 lavoratori o frazione. Docce: almeno una ogni 10 lavoratori contemporaneamente presenti, distinte per sesso o con una utilizzazione separata nei casi previsti; oltre i primi 10 dipendenti, 1 doccia ogni 20 lavoratori o frazione. Devono avere superficie minima di mq 1,60 comprensiva dello spazio necessario per rivestirsi e altezza di almeno m 2,40. Devono essere in comunicazione con gli spogliatoi. L’aerazione naturale deve essere garantita con finestre apribili comunicanti con l’esterno, di superficie pari ad almeno 1/8 della superficie utile delle docce; possono in alternativa essere aerate attraverso comunicazioni con gli spogliatoi, alle condizioni precisate al paragrafo seguente. Spogliatoi: mq 1,20 per addetto, con superficie minima di mq 3,00 per attività non insudicianti e mq 6,00 per attività insudicianti; altezza minima m 2,40 ; analogamente sia per le docce che per gli spogliatoi, per le sopra riportate casistiche A), B) e C) e qualora siano accertate le ricorrenze di cui ai punti 1, 2 e 3, sono previste deroghe alle altezze minime interne fino a m 2,10 ; in caso di solai inclinati l’altezza media determinata non può essere minore di m 2,10 e con altezza minima comunque non inferiore a m 1,80 . La superficie finestrata minima per garantire l’illuminazione e ventilazione naturali deve essere almeno 1/8 della superficie utile dello spogliatoio. Nel caso non sia possibile il rispetto dei parametri sopra indicati è ammessa l’illuminazione artificiale e un ricambio dell’aria pari ad almeno 10 volumi/ora se in discontinuo con mantenimento dell’aspirazione, collegata all’accensione della luce, per 2 minuti successivi all’uscita, 3 volumi/ora se in continuo. Il ricambio dell’aria deve essere continuo e pari ad almeno 3 volumi/ora se le docce comunicano con gli spogliatoi e sono sprovviste di propria aerazione naturale. Gli spogliatoi, distinti per sesso, devono essere dotati di armadietti personali. Devono essere a doppio scomparto quando si tratti di lavorazioni insudicianti, pericolose o quando richiesto da specifiche attività lavorative. Devono essere riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili. Tutti i locali di cui sopra devono essere di agevole pulizia. I servizi igienici, nonché docce e spogliatoi, devono avere rivestimenti in materiale impermeabile, lavabile e antimuffa, sia per i pavimenti che per le pareti fino ad un’altezza di m 1,60 (m 2,00 in corrispondenza della doccia). | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente. In SecondaPagina su AN24.

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