Pescara. Progetto Netcet, 10 e lode dall’Europa

Le ultime dal Comune di Pescara | Pescara – 10 dicembre 2015. Illustrati in conferenza stampa numeri e passi ulteriori del progetto NETCET: rete per la tutela dei cetacei e delle tartarughe marine nell’Adriatico, finanziato dal programma IPA che ha concluso le sue attività progettuali ed ha presentato nel corso della conferenza che si è tenuta a Venezia lo scorso 3 e 4 dicembre, alla comunità scientifica e non, i risultati del lavoro di questi tre anni, per raggiungere un intraprendente obiettivo che ha accomunato 13 partner: tutelare i Cetacei e le Tartarughe marine che numerosi transitano nei nostri mari, trovandosi spesso a dover affrontare rischi e pericoli dalle attività antropiche, conseguenza per cui li ritroviamo spiaggiati, purtroppo molto spesso, in gravi condizioni o addirittura morti. Questo rappresenta un problema molto sentito in Adriatico e verso il quale l’attenzione e la consapevolezza sono sempre più in crescendo. Alla conferenza hanno preso parete il sindaco, Marco Alessandrini, l’Assessore alla Tutela del mondo animale, Sandra Santavenere e Paola Di Salvatore, dell’Autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic Cbc 2007/2013, Vincenzo Olivieri, responsabile del Centro comunale di Recupero e Riabilitazione "L. Cagnolaro" . “Un anno fa abbiamo colto con entusiasmo la possibilità di avere il finanziamento per dare concretezza al centro recupero e riabilitazione tartarughe marine a Pescara Colli – illustra l’assessore Sandra Santavenere – portando il mare in collina. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio stampa del Comune di Pescara. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 16, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Abbiamo fatto un percorso di crescita grazie a cui si è formata una squadra che ha consentito di centrare un obiettivo importante in modo talmente netto che l’Autorità di gestione ci ha chiesto di portare a Venezia, Comune capofila del progetto, il nostro lavoro per chiudere in bellezza la rete Netcet. E sono felice di poter dire che l’obiettivo è stato raggiunto: un traguardo importante ma non scontato perché le difficoltà erano tante e con l’unione siamo riusciti a superale tutte. L’Europa è una risorsa quando riusciamo a cogliere le opportunità che ci dà. Proseguiremo a dare continuità a questo ponte che si è instaurato a beneficio dell’ambiente, anche con altri progetti capaci di fare prevenzione e attività dentro il nostro centro che è divenuto un riferimento importante per l’Italia e ora anche per l’Europa”. “Sono grata all’Amministrazione e soddisfatta per la riuscita del programma – così Paola Di Salvatore – Dietro il progetto c’è una rete di otto stati: Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Albania,Montenegro, Grecia e Italia. E’ stata una sfida importante che i partner hanno conseguito con reciprocità di dialogo. Il nostro compito è quello di controllare che ogni progetto consegua il risultato, non tutti vengono salutati con una pagella di 10 e lode, perché tutti i fondi sono complessi da gestire, ma oggi sono felice di comunicare alla stampa che Netcet ha conseguito i suoi output non solo dal punto di vista finanziario, il progetto ha colto al cuore l’intento europeo di tutelare creature che vivono nel mare Adriatico e si spostano. Grazie alla riuscita del progetto oggi possiamo lanciare anche una sfida: Netcet chiuderà, ma l’Autorità di gestione a gennaio-febbraio farà nuove call perché i progetti arrivino ancora in gara, rilanciando il tema ambientale. Uniremo i progetti che riguarderanno la qualità dell’ambiente e del mare a quelli che agevoleranno un nuovo modo di vivere i trasporti nel mare, affinché nasca un a sensibilità diversa anche in questo campo. Le giornate a Venezia si sono concluse con un altissimo valore scientifico che invita a nuove azioni e a un rilancio per l’asse 2014/2020, spostando l’asse verso il mar Mediterraneo e tirrenico e proiettando i risultati anche in un partnerariato difficile. Concludo ringraziando per la possibilità che ci avete dato di testimoniare la nostra gioia istituzionale nel dare 10 e lode al vostro centro, che ho avuto l’onore di conoscere e di vedere all’opera partecipando al rilascio di alcuni dei suoi esemplari ospitati e guariti”. “Sono contento di questo importante risultato – sottolinea il sindaco Marco Alessandrini – e penso a come l’Europa resti una grande opportunità a cominciare dal recupero delle tartarughe, passando per la tutela della biodiversità, marina e non solo. Una linea di indirizzo che le pubbliche amministrazioni devono tendere è questa, cercare risorse fuori dai propri bilanci per incontrare finalità alte e rivolte a tutto il territorio: siamo contenti per il risultato che ci attribuisce una visibilità internazionale e che rappresenta il miglior stimolo per proseguire su questa strada. L’Europa diventa a Pescara qualcosa di concreto”. “Come rappresentante del centro studi cetacei, prima rete nazionale degli spiaggiamenti non posso che essere orgoglioso del lavoro svolto – conclude Vincenzo Olivieri, responsabile del centro – questo progetto e l’intervento del partner è stato valutato come virtuoso da parte degli altri partner. Il nostro obiettivo è trasformare ogni episodio di spiaggiamento da evento tragico a fonte inesauribile di informazioni, perché abbiamo a che fare con animali liberi e un episodio di spiaggiamento è l’unico momento in cui si possono studiare le minacce che incombono sulle loro vite. In un anno siamo intervenuti su 158 tartarughe e 18 cetacei morti (delfini e uno spiaggiamento di capodogli a Vasto); abbiamo ricoverato 45 tartarughe, alcune sottoposte a terapia e chirurgia e alla fine le abbiamo liberate con 9 eventi che hanno coinvolto studenti, Istituto Zooprofilattico, associazioni e via dicendo. Per quanto siano numeri importanti, non ci illudiamo che così possiamo salvare la specie. Ci fa ben sperare l’attività di divulgazione legata al progetto che ci ha portato nelle scuole, con i pescatori e fra i diportisti, quindi fra tutti quei soggetti che sono coinvolti e devono sentirsi coinvolti perché rappresentano un rischio per le tartarughe e cetacei. Sono tanti i comportamenti scorretti da cambiare: dall’abbandono di plastica, alla pesca da posta che fa annegare gli esemplari che sono polmonati, quindi respirano fuori dall’acqua e solo quando si conoscono da vicino gli effetti che tali comportamenti scorretti provocano si riflette e ci si redime”. NOTA STAMPA PROGETTO NETCET Il progetto ha sviluppato strategie comuni per la conservazione di cetacei e tartarughe marine nell’Adriatico attraverso la cooperazione regionale, la creazione di centri di primo soccorso per gli animali spiaggiati, protocolli veterinari comuni, valutazione delle principali cause di mortalità e dello stato di salute delle popolazioni di tartarughe e cetacei nell’Adriatico, creazione di linee guida per Piani di Azione Nazionali per la conservazione di tartarughe e cetacei negli Stati partner. Nel corso della conferenza che si è tenuta a Venezia è stato posto l’accento sull’obiettivo principale del progetto NETCET che consiste nello sviluppo di strategie comuni in quanto cetacei e tartarughe marine sono un patrimonio naturale condiviso che tuttavia è a rischio di estinzione e pertanto non può essere gestito autonomamente da un singolo Stato. Alla luce della natura migratoria di queste specie e della responsabilità congiunta dei Paesi che si affacciano sull’Adriatico, diventa essenziale una collaborazione per pianificare strategie a lungo termine volte all’effettiva tutela di queste specie. I problemi relativi alla conservazione della biodiversità marina, nello specifico la tutela di cetacei e tartarughe marine, sono questioni comuni a tutti i Paesi dell’Adriatico ma le esperienze in questo settore variano a seconda della zona; è risultato perciò molto utile raccogliere buone pratiche ed esperienze con l’obiettivo di definire un quadro comune per la tutela delle specie marine in via d’estinzione, rendendo questi strumenti disponibili a tutti alla fine del progetto. Il progetto NETCET, di cui il Comune di Pescara è partner ed il Comune di Venezia capofila, insieme ad altri 13 partners situati in diversi Paesi del Bacino Adriatico: Italia, Croazia, Albania, Montenegro e Slovenia, ha costituito un network di autorità locali ed istituzioni scientifiche con lo scopo di attuare una politica di salvaguardia e conservazione di alcune specie animali a rischio e in particolare delle tartarughe marine. A tale proposito il Comune di Pescara nel corso degli ultimi mesi ha svolto una attività di sensibilizzazione coinvolgendo in ambito locale gli operatori della pesca, i diportisti ed in particolare gli studenti attraverso l’organizzazione di giornate informative presso le scuole e i cittadini mediante il loro coinvolgimento negli eventi di rilascio in mare. Tali eventi hanno rappresentato un’ottima opportunità per informare il maggior numero di cittadini e sensibilizzarli al tema della tutela di questi animali. Pescara, 10 dicembre 2015 | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente. In PrimaPagina su AN24.

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