Confindustria, ‘Sul caso Ombrina e sugli investimenti nel settore degli idrocarburi occorrono risposte concrete, non demagogia e strumentalizzazioni politiche.’

Le ultime da Confindustria Chieti-Pescara | Pescara – 15 dicembre 2015. COMUNICATO STAMPA “Sul caso Ombrina e sugli investimenti nel settore degli idrocarburi occorrono risposte concrete, non demagogia e strumentalizzazioni politiche.” E’ quanto dichiarato dal Presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, a latere delle recenti dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo, Mazzocca, che, con riferimento al caso Ombrina, ha accusato l’Organizzazione imprenditoriale di aver spostato il confronto sul piano Giudiziario. “In realta’ -spiega il Presidente Agostino Ballone- sono stati la Regione Abruzzo e altri EE.LL. ad adire le vie giudiziarie con piu’ ricorsi al TAR Lazio. Confindustria, ha solo risposto a questi ricorsi aderendo ad opponendum alla posizione di una sua azienda associata di cui si sono ritenute valide le ragioni, anche a tutela di altre potenziali situazioni analoghe che potrebbero interessare le imprese che intendono investire in Abruzzo nel pieno rispetto delle norme. Appaiono pertanto alquanto strumentali e non veritiere le recenti dichiarazioni del Sottosegretario regionale alla Presidenza che polemizza su una legittima attivita’ difensiva riconosciuta dalla nostra Costituzione come motivo di rottura di un dialogo, peraltro mai avviato per una mera personale interpretazione che rasenta il solo fine opportunistico di sottrarsi al dialogo con fatti e documenti”. “In una regione che sul piano occupazionale presenta una situazione preoccupante e’ ora di parlare di sviluppo, investimenti e attrattivita’. Sicuramente ricorrere avverso attivita’ produttive operanti nel pieno rispetto delle leggi, disattendendo il rispetto delle regole e della civile convivenza, non e’ la giusta strada. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, oggi, dal servizio informativo di Confindustria Chieti-Pescara, agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. I dettagli della nota, della quale viene qui riportato l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 10, anche sulle pagine del portale web di Confindustria Chieti-Pescara, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Questo tipo di atteggiamento non solo ha procurato danni diretti e immediati all’economia regionale ma ha anche leso fortemente l’immagine dell’Abruzzo, che appare ora come una regione che non garantisce piu’ quelle che sono le certezze delle regole che qualsiasi attivita’ imprenditoriale richiede come presupposto imprescindibile. In questo senso anche il Governo nazionale, che ha recentemente deliberato l’impugnativa alla Corte Costituzionale di un provvedimento regionale “astutamente” votato dal Consiglio regionale al solo scopo di ostacolare l’attivita’ produttiva di Ombrina mare, sembra dare ragione alle nostre tesi. E sembrano davvero improprie e controproducenti, in questo senso, anche le ulteriori dichiarazioni di politici regionali che definiscono invece “astuzie” le norme dello Sblocca Italia che vanno a ripristinare una situazione di legalita’ e certezza che al contrario il decreto Prestigiacomo andava a ledere gravemente, con effetti retroattivi sui diritti delle imprese che avevano gia’ avviato investimenti sulla base di regolari permessi e autorizzazioni.” Confindustria, a questo punto, chiede che sulla questione vengano finalmente date alla comunita’ abruzzese delle risposte concrete e non strumentali, opportunistiche e elettorali, su come la politica regionale intende colmare i costi sociali del no a prescindere, del no a progetti che hanno superato tutte le procedure complesse previste per l’ottenimento delle autorizzazioni e per l’avvio degli investimenti, su come si intenda, numeri alla mano, rilanciare investimenti e occupazione. Per ora, su questo terreno c’e’ un “silenzio assordante”. CONFINDUSTRIA ABRUZZO | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web di Confindustria Chieti-Pescara. In SecondaPagina su AN24.

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