Abruzzo, Consiglio regionale. Tar air-gun: M5S, "sconcertante errore da Regione"

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 22 dicembre 2015. “Non ci sono parole per commentare quanto accaduto: un errore inaccettabile e talmente macroscopico da poter far sorgere persino il dubbio sui veri intendimenti di questo governo regionale”. Lo afferma il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Mercante, che ha espresso tutta la sua amarezza per il rigetto, da parte del Tar Lazio, del ricorso contro il decreto del Ministero dell’Ambiente che a giugno aveva autorizzato le attivita’ di ricerca e prospezione di idrocarburi nel mare Adriatico. “Lo scorso mese di giugno – ha spiegato Mercante – il Consiglio regionale, grazie a una mia risoluzione con la quale avevo richiesto un tempestivo intervento della Regione, aveva impegnato la Giunta D’Alfonso ad avviare l’iter per bloccare la ricerca di idrocarburi tramite la pericolosa tecnica dell’air-gun da parte della societa’ inglese Spectrum Geo Ltd. Tutto lavoro inutile visto che il Tar ha rigettato il ricorso a causa di un errore nella notificazione del provvedimento, inviato al vecchio indirizzo della societa’, che lo stesso organo giudicante ha definito non scusabile. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, oggi, dal servizio stampa del Consiglio Regionale. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 13, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Ancor piu’ perche’ la Regione era perfettamente a conoscenza dell’indirizzo corretto, come risulta dai documenti inviati al Tar. È inutile parlare di Regione facile e veloce – ha proseguito Mercante – ed altrettanto inutile sbandierare ai quattro venti la volonta’ di lottare contro la petrolizzazione se poi non si e’ neppure in grado di portare avanti un semplice ricorso. Non solo questa Giunta regionale avrebbe dovuto, sua sponte, avviare la battaglia contro le attivita’ di ricerca della Spectrum ed al contrario lo ha fatto solo a seguito della sollecitazione del Movimento 5 Stelle, ma addirittura, in un solo colpo e per una inesattezza che ha dell’assurdo, ha vanificato il nostro lavoro rischiando, laddove in secondo grado il Consiglio di Stato dovesse giungere ad analoga conclusione, di non poter fare piu’ nulla contro la Spectrum. Con il risultato che le altre Regioni coinvolte nelle attivita’ estrattive potranno portare avanti la loro battaglia ambientalista mentre all’Abruzzo non rimarra’ altro che attenderne gli esiti senza, pero’, avere alcuna voce in merito e costretta, per giunta, a pagare, a causa del suo errore, 500 euro alla Spectrum e 500 euro al Ministero dell’Ambiente. Una vicenda a dir poco grottesca – ha concluso Mercante – che oltre a lasciare l’amaro in bocca fa sorgere dubbi legittimi sulla effettiva volonta’, da parte del governo D’Alfonso, di difendere l’Abruzzo dalle grandi multinazionali degli idrocarburi e dalla minaccia della petrolizzazione”. In SecondaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.

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