Francavilla al Mare. Vademecum in materia di "Abbruciamento dei residui vegetali"

Le ultime dal Comune di Francavilla al Mare | Francavilla al Mare – 04 gennaio 2016. Vademecum in materia di "Abbruciamento dei residui vegetali"04-01-2016Al fine di contribuire a fare un po’ di chiarezza sull’applicazione della normativa in materia di “Abbruciamento di residui vegetali”, va ricordato che con la conversione in legge del decreto n. 91/2014, ad opera della legge 11 agosto 2014 n. 116 (pubblicata in G.U. 20 agosto 2014, n. 192), è entrata in vigore la norma che disciplina la combustione in loco dei residui vegetali di natura agricola e forestale. In tal modo il legislatore ha inteso creare una deroga dal campo di applicazione del d.lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. solo per quei materiali prodotti da attività agricole e forestali (es. sarmenti di vite, potature di olivo, potature forestali etc.) e quindi nell’esercizio di attività professionale e non dai privati cittadini. Alla luce del vigente quadro normativo si rammenta quindi che: A) Il materiale vegetale proveniente dalle attività di manutenzione delle aree verdi di pertinenza di abitazioni insediamenti produttivi o similari è un rifiuto e pertanto deve essere gestito da parte del produttore mediante il conferimento al servizio pubblico di raccolta: mediante prenotazione di ritiro a domicilio al numero verde della Cosvega srl (Numero Verde 800555933) ovvero mediante conferimento diretto presso l’isola ecologica di Valle Anzuca negli orari e con le modalità previste ovvero, se in piccoli quantitativi, ai bidoncini in dotazione (o nei bidoni condominiali) relativi alla frazione organica; B) Il materiale vegetale, invece, proveniente dalle attività agricole e/o forestali può essere utilizzato nel medesimo luogo di produzione, come ammendante o concimante, attraverso l’operazione di abbruciamento nel rispetto delle norme tecniche in materia. Lo riporta una nota diffusa, oggi, dal servizio informativo del Comune di Francavilla al Mare. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 14, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Si definisce rifiuto, infatti, ai sensi dell’art. 183 del d.lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi”. Al medesimo art. 183 si definisce cosa si intende, nello specifico, per rifiuto organico cioè “i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici etc..”, introducendo quindi nella definizione anche lo scarto vegetale di giardini e parchi, ribadendo, qualora ce ne fosse bisogno, che tali materiali sono e rimangono rifiuti. L’art. 185, invece, riporta i casi di esclusione dal regime di rifiuto per taluni materiali; non rientrano infatti (art. 185 comma 1 lett. f)) “omissis…, paglia, sfalci e potature nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, omissis…” Si lega, pertanto la tipologia, del materiale (sfalci e potature) all’origine della stessa (agricola e/o forestale) al fine dell’esclusione dalla definizione di rifiuto. Possono quindi essere esclusi dal campo di applicazione del d.lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. solo quei materiali prodotti da attività agricole e forestali (es. sarmenti di vite, potature di olivo, potature forestali etc.). Pertanto si ribadisce che: 1. i rifiuti di giardini e parchi devono essere gestiti come rifiuti ai sensi del d.lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii.; 2. solo ed esclusivamente i materiali agricoli e forestali non pericolosi possono essere utilizzati in agricoltura, come ammendante e/o concimante oppure per la produzione di energia; Vanno comunque rispettate tutte le indicazioni ed i divieti regionali e comunali in materia eventualmente emanati per esigenze specifiche e per i periodi in questi indicati. Ricordarsi sempre e comunque che: • Resta il divieto assoluto di mischiare ai residui di natura vegetale altre tipologie di materiale (es. Teloni di plastica, cassette o contenitori in plastica). In tal caso si configurerebbe il reato di illecito smaltimento di rifiuti e di combustione illecita di rifiuti. Inoltre i conseguenti fumi tossici che si verrebbero a produrre possono integrare il reato di cui all’Art. 674 Codice Penale per l’effetto di molestia/danno potenziale alle persone. • La quantità massima ammissibile è di tre metri steri per ettaro giornaliera • Resta espressamente vietata l’accensione di fuochi in presenza di vento e nei periodi ad alto rischio d’incendio così come definiti a livello Regionale; • L’abbruciamento deve essere effettuato in spazi vuoti preventivamente ripuliti e isolati da vegetazione e residui infiammabili e comunque lontano da cumuli di vegetazione secca e altamente combustibile. • Il materiale deve essere concentrato in piccoli cumuli che abbiano una dimensione tale da determinare fiamme di modesta altezza e comunque sempre immediatamente estinguibili con gli attrezzi disponibili. • Le operazioni devono essere effettuate con un sufficiente numero di persone, sorvegliando costantemente il fuoco e abbandonando la zona solo dopo essersi accertati del completo spegnimento. f.to L’Assessore all’Ambiente Il Sindaco Allegato: Schema abbruciamento.pdf (11 kb) | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente. In PrimaPagina su AN24.

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