WWF, «Il Consiglio comunale di Chieti approva la cessione delle reti idriche all’ERSI ma tutela gli utenti»

News dal WWF Abruzzo | Pescara – 08 gennaio 2016. «Chiesto l’esame in aula della petizione sull’inserimento del concetto di acqua bene comune nello Statuto comunale, ferma in un cassetto da oltre cinque anni *** Il Consiglio comunale di Chieti ha deliberato questa mattina il passaggio delle reti idriche cittadine all’ERSI (Ente Regionale per il Servizio Idrico integrato). La delibera approvata, frutto di una lunga ed elaborata trattativa tra maggioranza e opposizione, sancisce un obbligo di legge (la cessione delle reti) ma cerca nel contempo di salvaguardare i diritti degli utenti. Lo fa in particolare là dove si dispone che fino al “completo ed effettivo adempimento di tutte le disposizioni legislative prescritte dalla legge regionale 12 aprile 2011 n. 9 (quella del riordino del servizio idrico integrato) – comunque sino a quando i soggetti competenti adotteranno tutti gli atti necessari a dare definitiva efficacia alla gestione delle risorse idriche delle reti e servizi del S.I.I. (…) e a definire una tariffa unica regionale – si applicherà la tariffa attualmente in vigore nel comune di Chieti, fermi restando gli adeguamenti Istat”. Una boccata d’ossigeno per gli utenti teatini, almeno per il momento, visto che i costi sulle bollette praticati dall’ACA, l’azienda consortile pubblica di diritto privato che gestisce il servizio nel territorio pescarese e in una parte delle province di Chieti (area del capoluogo compresa) e di Teramo, sono più che doppie rispetto a quelle in vigore nel capoluogo teatino, a dispetto di un servizio che molte volte si è dimostrato inadeguato alle esigenze del territorio. “La verità – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti-Pescara – è che l’ACA è un carrozzone la cui pessima gestione ha creato negli anni inefficienze di gestione e debiti. Il tentativo di salvataggio operato dalla Regione, per quella pescarese e per altre analoghe società egualmente mal gestite da quello che era stato efficacemente definito il “partito dell’acqua”, rischia in ultima analisi di ricadere sulle tasche degli utenti. La stessa legge regionale di riordino del servizio idrico integrato è carente e andrebbe urgentemente modificata”. Un esempio per tutti: gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) sono stati giustamente aboliti e sostituiti dall’ERSI, organizzato in quattro assemblee dei sindaci (ASSI) su base provinciale. Ebbene ci sono dei Comuni, nel teramano e nel chietino, Chieti compresa, che ricadono nell’area ACA. Questi comuni possono partecipare all’assemblea dei sindaci della propria provincia ma non hanno diritto di voto, perché non sono serviti dalla società di gestione di quel territorio. Analogamente possono partecipare su invito all’assemblea dell’ASSI pescarese, ma non hanno diritto al voto perché appartenenti a un’altra provincia. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio stampa del WWF Abruzzo. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 11, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Una situazione paradossale cui va posto rimedio con una revisione della legge regionale, votata tra l’altro prima del referendum sull’acqua, vinto dai cittadini e al quale la politica cerca tuttora di non dare corso. “Prendiamo atto del voto di questa mattina – conclude Nicoletta Di Francesco – e ringraziamo le opposizioni per il gran lavoro svolto e la maggioranza per aver saputo compiere un passo indietro rispetto alla prima delibera proposta; ma ora chiediamo al consiglio comunale di Chieti di fare di più su due punti: da una parte farsi promotore presso la Regione della riforma della legge sul servizio idrico integrato, dall’altra di esaminare finalmente in aula la petizione presentata dal WWF il primo luglio 2010 a nome dei 1134 cittadini che l’avevano sottoscritta (e dei circa 25mila teatini che hanno votato sì al referendum) per l’inserimento nello Statuto comunale del concetto di acqua bene comune privo di rilevanza economica. Una richiesta, tornata oggi prepotentemente d’attualità grazie all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, che secondo noi va accolta all’unanimità ma che, al di là dell’eventuale pronunciamento del Consiglio, è vergognoso sia stata tenuta nascosta in un cassetto per tutto questo tempo”.» | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web del WWF Abruzzo. In SecondaPagina su AN24.

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