Abruzzo, Consiglio regionale. Monticelli (Pd) in merito a nuova nascita Presidio di Atri

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 10 febbraio 2016. Il Consigliere regionale Luciano Monticelli chiede che venga fatta chiarezza nei prossimi giorni, sulla vicenda relativa alla nascita di Noemi, la bambina nata ieri in situazione di emergenza nel punto nascita di Atri dopo essersi rivolta al presidio ospedaliero di Pescara. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio informativo del Consiglio. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 09, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Per il Consigliere del Pd, un fatto appare incontestabile: l’ostetricia del presidio atriano, un reparto che e’ si e’ voluto chiudere interpretando la normativa sanitaria nel senso piu’ restrittivo possibile, che e’ stato descritto come pleonastico e insicuro, ha dovuto riaprire in tutta fretta per far partorire una cittadina abruzzese. “Da parte mia sarebbe facile dire che avevamo ragione quando per piu’ volte abbiamo comunicato all’assessore regionale Silvio Paolucci ed al Presidente Luciano D’Alfonso il pericolo di sovraffollamento del presidio pescarese e l’insufficienza della rete di trasporto d’emergenza – dice Monticelli – quando succede un episodio del genere, pero’, nessuno puo’ sentirsi immune dalla necessita’ di fare un esame di coscienza.” Per Monticelli dopo questa vicenda, ogni amministratore di questa Regione deve porsi come primo obiettivo del proprio mandato che nessuna cittadina abruzzese debba piu’ partorire come la mamma di Noemi, neanche per una contropartita importante come l’uscita dal Commissariamento della sanita’ regionale. “Non e’ mai troppo tardi per riconoscere di avere compiuto un errore – conclude Monticelli – si faccia chiarezza assoluta su quanto accaduto, su cosa non ha funzionato e su quali rischi si sono corsi. E soprattutto, si faccia in modo che questi rischi non si debbano correre piu': difendere la famiglia vuol dire anche questo. In PrimaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.

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