Abruzzo, Consiglio regionale. Stabilimento Thales: nota del Movimento 5 Stelle

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 24 marzo 2016. I Consiglieri regionali M5S dichiarano: “Apprendiamo dagli organi di stampa, e dai media in generale, la volonta’ intrapresa dalla Societa’ Francese Thales, di cessare la propria attivita’ nello stabilimento Teatino, dopo l’incontro svoltosi ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico”. “La direzione aziendale, ha ribadito ai rappresentanti del governo, dei sindacati nazionali e territoriali, e del Vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, la decisione volta alla chiusura – commenta Sara Marcozzi, Consigliere regionale M5S – e quello che ci preoccupa di piu’ e’ ovviamente il destino dei lavoratori”. “Dopo le prime rassicurazioni, seguite all’allarme dell’accorpamento con la sede di Sesto Fiorentino, in seguito alla cassa integrazione per due terzi dei lavoratori, ora di nuovo si paventa l’ipotesi chiusura – spiega il Consigliere – E’ evidente come negli ultimi anni il management abbia intrapreso delle azioni volte al ridimensionamento dell’organico, basta vedere il capitale umano dell’azienda diminuito da 700 unita’ nel 2009 a circa 480 e la successiva chiusura della sede di Roma”. “Cio’ che preoccupa piu’ di tutto, oltre il futuro blocco dello sviluppo delle eccellenti tecnologie ‘made in Chieti’, e’ certamente la perdita del fattore umano e delle capacita’ professionali, del know how, degli oltre 90 dipendenti della sede Teatina – continua Marcozzi – che verrebbero disperse dopo decenni di investimenti anche da parte dello stato Italiano, fattori che entrambi hanno portato a risultati encomiabili l’ultimo dei quali sicuramente l’aggiudicazione del progetto SafeCOP proprio per tramite dello stabilimento cittadino”. “Non comprendiamo le ragioni della Multinazionale, dato che il proprio fatturato risulta registrare un utile netto in crescita del 44% nel solo 2015, e sembrano non esserci strumenti per impedire una libera scelta imprenditoriale. Lo riporta una nota diffusa, poco fa, dal servizio informativo del Consiglio. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 11, anche mediante il sito internet dell’ente, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Pero’ crediamo esistano nelle soluzioni alternative – prosegue Marcozzi – soluzioni non ancora vagliate dalla politica di governo, come il Workers Buyout. Sappiamo che tramite alcune integrazioni alla legge di stabilita’ il governo ha predisposto investimenti per oltre 500 milioni di euro verso la protezione della sicurezza informatica eppure nonostante l’azienda possa accedervi non partecipa alla presentazione di alcun progetto. A questo punto pare evidente che le motivazioni siano altre e ci domandiamo come mai ai precedenti tavoli il Vicepresidente Lolli non abbia vagliato l’ipotesi di un Workers Buyout, attraverso il quale si sarebbe potuta mettere l’azienda con le spalle al muro. Non un gioco di retorica ma un vero e’ proprio piano basato sulla cessione del ramo d’azienda dalla Thales direttamente ai propri dipendenti, ai quali il governo potrebbe cedere i contratti gia’ in essere. Dipendenti con i quali il Ministero della difesa potrebbe sedersi a confronto e impegnarsi a utilizzare le tecnologie gia’ fornite e sviluppate dal polo Teatino, formulando nuovi bandi di progetto ai quali i dipendenti sarebbero finalmente liberi di partecipare gettando le basi economiche per consolidare il capitale”. “Questa tecnica e’ diventata un pilastro della rinnovata crescita Americana – conclude Marcozzi – sono infatti gia’ migliaia i casi di ripianamento del debito e ristrutturazione aziendale, di sicuro quest’ultimo il vero punto di forza, eliminando i costi dirigenziali e la necessita’ del lucro al vertice, nonche’ facendo del know how tecnico l’unica scelta aziendale. Lolli se ne faccia carico e aiuti i lavoratori a trovare una soluzione concreta ed efficace.” In SecondaPagina su AN24. | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente.

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