Eventi, Talami di Orsogna – Patrimonio d’Italia per la tradizione

Le ultime news su eventi in Abruzzo | 27 marzo 2016. Martedi’ 29 marzo 2016 dalle ore 10,30 appuntamento ad Orsogna (Ch) con la scenografica sfilata dei Talami. La tradizionale manifestazione si svolge due volte l’anno: dopo la Pasqua e la sera di Ferragosto e richiama migliaia di persone attratte da questo spettacolo unico che coniuga il teatro con la devozione popolare. Nel 2011, il Ministero del Turismo ha dichiarato I Talami ‘Patrimonio d’Italia per la tradizione’. I Talami sono una sfilata di sette quadri biblici viventi: su ogni talamo, attori giovani e adulti, immobili davanti a un fondale affrescato, interpretano scene ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento. Sono posti su carri, trainati da trattori, tranne l’ultimo, il settimo, che per tradizione viene portato a spalla dagli alpini. ‘Sono rozzi e talvolta grotteschi, ma pieni di forza e di originalita’ e devono piu’ alla tradizione e meno al gusto deteriorato di cattive litografie di quanto si possa immaginare': cosi’ la viaggiatrice inglese Anne Macdonell li descriveva nel suo libro ‘In the Abruzzi’. La manifestazione nacque nel periodo medievale e coniuga la devozione religiosa con i riti propiziatori per il futuro raccolto. Il primo Talamo fu realizzato nella Chiesa dedicata alla Madonna del Rifugio. I fedeli misero in scena il quadro che sovrastava l’altare maggiore, nel quale la Vergine – dal viso scuro (per questo detta ‘Madonna nera’) – copriva con il suo manto azzurro quattro persone in preghiera. Lo riporta una nota diffusa, poco fa, dal servizio informativo della Regione. I dettagli della nota, della quale viene qui riportato l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 23, anche mediante il sito internet della Regione, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. Il quadro era considerato miracoloso: ogni anno, la notte tra il lunedi’ e il martedi’ in Albis, i devoti si riunivano per assistere al ‘miracolo’. Il volto della Madonna mutava colore, da nero a bianco, o muoveva gli occhi. La decisione della Chiesa di non consentire piu’ che i drammi liturgici si svolgessero in luoghi di culto spinse quel quadro vivente fuori dalla cappelletta. Fu allora posto su un palco e trasportato a spalla per le vie del paese. A quel punto si moltiplico’ per il numero dei quartieri, che fecero a gara per realizzare quello piu’ bello, facendo giungere la tradizione sostanzialmente immutata fino ai nostri giorni. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web della Regione.

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