Grazia la marinara, ricollocata la statua di Michetti

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Nella giornata odierna, in occasione della ricorrenza del 106° anniversario della nascita del maestro Vicentino Michetti la celebre statua di “Grazia Masciarelli” (la marinara), scultura realizzata nel 1958, è stata spostata al centro della sala del Consiglio comunale affiancata da una targa che ricorda chi l’ha realizzata. E’ un piccolo gesto, considerato che inizialmente “Grazia la marinara” era destinata a trovare allocazione al posto della Nave di Cascella e poi, ancora, in uno spazio nella piazzetta della Madonnina al porto ma che in realtà si trovava in posizione nascosta in un angolo buio dell’aula consiliare di Pescara.

La ricollocazione dell’opera di Vicentino Michetti è un ulteriore passo che la Presidenza del Consiglio Comunale ha mosso con l’intento di dare nuovo slancio alla cultura, per riportare a Pescara il lustro di cui godeva tra la fine del 1800 e gli arbori del 1900.

Solo Michetti, che amava questa città più di qualsiasi altra, poteva intuire come esprimere al meglio la pescaresità, racchiudendola in una statua bronzea rappresentante uno dei personaggi più singolari e conosciuti degli anni del dopo guerra qual’era Grazia Masciarelli, detta la marinara. Un personaggio assai singolare per la sua ambiguità sessuale, ma anche per la sue eccentricità.

Una donna forte più di molti uomini, con un tuppetto ben curato ed una leggera barbetta, che gestiva uno dei primi stabilimenti balneari della nuova Pescara – Il Saturno – totalmente da sola; una donna che, dopo aver portato in secca da sola la sua barca a remi, si fumava il suo bel sigaro con lo sguardo perso verso il tramonto, proprio come nell’opera che abbiamo ora ricollocato al centro dell’Aula Consiliare, dove la troviamo seduta su una gomena, a guardare l’orizzonte.

Una donna di mare, che però è possente come un lupo di mare, che gode del rispetto di tutti perché non è solo forte ma anche spiritosa. Vi sono diversi aneddoti su di lei, nei quali non manca mai di stupire con il suo modo di fare, come quando, ci racconta Bosco nel suo “Accadeva a Pescara”, sfidò tre lottatori di lotta greco romana (ovviamente uno alla volta…anche se forse li avrebbe sconfitti anche tutti e tre insieme) battendoli tutti, tanto che l’ultimo, per cercare di sfuggire all’assalto cercò, invano, di fingere una costipazione!”

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