Abruzzo, Consiglio regionale. Marcozzi chiede dimissioni Mazzocca

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 08 ottobre 2016. “Da un sottosegretario con delega all’ambiente mi sarei aspettata una risposta piu’ seria della nenia “E’ colpa della Raggi!” – replica Sara Marcozzi, capogruppo M5S a Mario Mazzocca insistendo nella “richiesta di dimissioni alla luce dell’emanazione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attuativo del Decreto Sblocca Italia, che conferma l’intenzione del Governo Renzi di installare un inceneritore in Abruzzo”. “Mazzocca sa che l’ultimo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti risale al 2007 in violazione dell’art. 199 c. 8 del Codice dell’Ambiente, secondo cui il piano si sarebbe dovuto adeguare entro il 12 dicembre 2013 – precisa la consigliera pentastellata – anche per questo motivo, pendono procedure di infrazione UE. Sa bene che nella bozza del decreto attuativo gli inceneritori previsti erano 11 e che, avendo le regioni Liguria, Piemonte e Veneto adeguato i rispettivi PRGR, sono riuscite a scongiurare il pericolo inceneritore. Tanto e’ vero che oggi gli inceneritori previsti nel decreto ministeriale sono solo 8. Questo e’ quello che chiedemmo a Mazzocca in piu’ occasioni e che Mazzocca non ha ancora fatto – continua Marcozzi – Nel vigente PRGR e’ previsto che, al raggiungimento della soglia del 40% di raccolta differenziata, la Regione possa decidere di far ricorso all’incenerimento in impianti dedicati. Per questa ragione, il M5S deposito’ il 13 ottobre 2015 la proposta di legge n. 168/2015, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano, per modificare, eliminandola, questa possibilita’ . Medesima richiesta, di modifica del piano o di approvazione del nuovo, fu da noi ribadita durante la seduta di consiglio straordinario del 29 febbraio 2016. Nulla di cio’ e’ stato fatto ne’ preso in considerazione.” “Il 5 ottobre 2016, a un anno dal deposito della nostra proposta di legge aggiunge la consigliera del M5S – viene pubblicato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui all’allegato III in cui, relativamente alla nostra regione, si legge: ” Il Piano regionale di Gestione di Rifiuti vigente prevede che l’incenerimento di frazioni non altrimenti riciclabili in impianti dedicati e’ ammissibile al raggiungimento della media del 40% di raccolta differenziata. “Atteso che, ad oggi, tale livello si attesta sulla percentuale del 46,1%, risulta giustificata la realizzazione di un nuovo impianto da 120.000 tonn/anno, tale dasoddisfare le esigenze regionali” Dal testo del decreto ministeriale, dunque si evince facilmente che la previsione di un inceneritore e’ causata dalla mancata modifica del Piano regionale di Gestione dei Rifiuti e che l’impianto dovrebbe servire esclusivamente a soddisfare il fabbisogno regionale. La Raggi e Roma non c’entrano nulla conclude Marcozzi – la scelta degli inceneritori e’ del Governo Renzi e la colpa dell’inceneritore in Abruzzo e’ riconducibile all’inerzia del Governo regionale”. In SecondaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.

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