Chieti, il 10 marzo “Faust Marlowe Burlesque” al Marrucino

burlesque_chietiChieti – Il Comune di Chieti presenta lo spettacolo “Faust Marlowe Burlesque” con Massimo Di Michele e Federica Roselini per la regia dello stesso Massimo Di Michele che si terrà il prossimo 10 marzo al Teatro Marrucino di Chieti. L’attore e regista sarà in scena per la prima volta in assoluto nella sua città. Prezzi dei biglietti: 15 €
Per Info: www.massimodimichele.com

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

FAUST MARLOWE BURLESQUE
di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti
con Massimo Di Michele e Federica Rosellini
Costumi Alessandro Lai
Luci: Alessandro Carletti
Scene e aiuto regia: Cristina Gardumi
Regia: Massimo Di Michele

FAUST MARLOWE BURLESQUE
Faust e Mefistofele, una storia di immortalità e dannazione, perdono e salvezza eterna.
Una storia che, almeno per sentito dire, quasi tutti conoscono. Non molti, invece, conoscono la versione che due grandi autori di teatro, Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, hanno scritto nel 1976 per due monumenti del palcoscenico come Carmelo Bene e Franco Branciaroli.
Un testo arduo, ricco di inserti (che racchiude parti di Christopher Marlowe e di Wolfgang Goethe, ma anche di Cime Tempestose e di altre opere letterarie), rappresentato solo da Bene e Branciaroli e poi mai più messo in scena.
Gli autori elaborano un gioco straordinario nel quale i personaggi – Faust e Mefistofele – finiscono per rappresentare le due facce della stessa medaglia. La dannazione di Faust, spintosi troppo in là nella ricerca dell’immortalità, è anche la solitudine di Mefistofele.
Il gioco – fatto di scherzi divertiti, inversioni di genere, ammiccamenti di seduzione reciproca, oscillante fra il disperante e il travolgente – invischia entrambi i personaggi in una progressiva crisi di identità. La dicotomia fra Faust e Mefistofele, il supposto seduttore e la supposta vittima, inizia a sfumarsi in una dicotomia del singolo personaggio che assimila parti dell’altro, trasformandosi via via da vittima in carnefice e da carnefice in vittima.
«L’umiltà necessaria per accostarsi a un’opera così complessa, ricca di sfumature e di caratteristiche psicologiche, non può che partire dall’accantonare gli interpreti originari – assicura il regista. Tentare di metterla in scena come fecero loro sarebbe solamente una scarsa contraffazione.
La traccia è chiaramente quella indicata da Trionfo/Salveti e dal duo Bene/Branciaroli, ma Faust/Mefistofele devono vivere di luce diversa per non essere solo pallidi riflessi».

NOTE DI REGIA
«Alcuni potrebbero domandare se, nel 2014, portare in scena un testo del 1976 possa apparire datato. Leggo quest’opera con gli occhi di un uomo di oggi, dietro le cui spalle si sono sedimentati tutti gli accadimenti avvenuti dal 1976: politici, religiosi, economici, di stravolgimento totale della società. “Dimenticare”, dimenticare il superbo allestimento del maestro Aldo Trionfo è il primo passo. Per rispetto, certamente, nei confronti di chi la storia del Teatro, con la maiuscola, l’ha fatta, ma anche perché nel frattempo sono trascorsi 38 anni.
Il testo è attuale ma, a mio giudizio, va attualizzato. E sono due cose diverse.
Il lavoro che intendo fare è la “totale fusione” fra il Testo e il Corpo: la vera sfida di un testo così verboso, ricco di parole, di sottintesi, seduzioni antiche, deve trovare nuova vita attraverso un lavoro di fusione con l’astrazione fisica.
Partendo proprio dall’analisi del testo, dalla sua portata simbolica, dal suo lirismo, dal suo tragico dipanarsi, visivamente la mia attenzione finisce per spaziare nella pittura contemporanea di Francis Bacon, l’artista che rappresenta con le immagini lo strazio del corpo e la difficoltà di abitarlo.
Il mio lavoro sarà incentrato sull’”abitare i nostri corpi”, “abitare quelle parole” del Faust Marlowe Burlesque. Ma, proprio come Faust e Mefistofele che finiscono con l’essere le due parti della stessa tragedia di solitudine, di seduzione, di repressione, di condanna, così le stesse parole e gli stessi corpi dell’opera, dovranno pagare il dazio all’immortalità, venendo deformate, sfigurate, uccise rimanendo però se stesse, intonse, quasi risorte !a nuova vita; in maniera analoga a quanto faceva Bacon con la sua pittura, cui intendo ispirarmi sempre con grande! umiltà, ma con coraggio e forza».

GLI ATTORI
MASSIMO DI MICHELE
Massimo Di Michele si forma presso il Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler. Frequenta il corso di perfezionamento Santa Cristina diretto da Luca Ronconi.
Lavora con numerosi registi tra i quali: Luca Ronconi, Elena Bucci, Marco Sgrosso, Pippo Del Bono, Emma Dante, Giuseppe Tornatore, Tonino Conte, Giuseppe Venetucci, Marco Carniti, Lorenzo Salveti, Tonino Conte, K. Zanussi, Patrick Rossi Gastaldi, Marco Bernardi, Stefano Pagin.
Inizia la sua carriera registica con Il funerale del padrone di Dario Fo, segue Affettati all’italiana di Francesco Ghiaccio, Studio su Medea-Black di Michel Azama, Quel silenzio pieno di voci (Studio su Pasolini), Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente di Rodrigo Garcìa, Orgia di Pierpaolo Pasolini, Alexis di Marguerite Yourcenar, Di Terra di Roberto Marinelli, Bésame Macho di Pedro Villora.
Nel 2014 dirige e interpreta Faust-Marlowe-Burlesque di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti.

FEDERICA ROSELLINI
Classe 1989, dopo gli studi di canto e violino, si diploma alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano diretta da Luca Ronconi nel 2011 e si specializza poi con Nikolaj Karpov e Thomas Ostermaier. Ha lavorato con Luca Ronconi ne “I beati anni del castigo” di Fleur Jaeggy accanto ad Elena Ghiaurov (Piccolo Teatro, Milano 2010); con Pierpaolo Sepe in “Il corsaro nero” di Emilio Salgari (Teatro Argentina, Roma 2012); con Antonio Calenda in “Hedda Gabler” di H.Ibsen accanto a Manuela Mandracchia (tournee nazionale–stagione 2012/2013; ripresa2013/2014);
con Carmelo Rifici in “Giulio Cesare” (Piccolo Teatro, Milano 2012); con Monica Conti in “La mite” di Dostoevskij (Teatro Franco Parenti, Milano 2011); con Matteo Tarasco in “Alice” da Louis Carroll (2011; ripresa 2013/2014), “Troiane”da Euripide (2009) e “Metamorfosi” da Ovidio (2008); con Lorenzo Lavia in “Il Vero Amico” di Carlo Goldoni (Festival di Borgioverezzi 2013/2014).
E’ stata assistente alla regia di Luca Ronconi in “Panico” di R. Spregelburd (premio ubu miglior spettacolo 2013).
Ha vinto il premio Hystrio alla vocazione 2011 e il premio Virgin Active al Festival di Borgio Verezzi 2014 per il ruolo di Rosaura ne “Il vero amico”.

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