Profughi necessaria creazione hub regionale

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 08 novembre 2016. “L’emergenza profughi si fa sempre piu’ difficile in Abruzzo, come nel resto d’Italia, con i Sindaci di tanti piccoli Comuni che sono esasperati perche’ costretti a fronteggiare situazioni sempre piu’ complesse. Per questo abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario, in programma oggi pomeriggio, che consenta un’analisi sulle corrette politiche della Regione Abruzzo per la gestione dei flussi migratori”. E’ quanto ha dichiarato il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato gli altri Consiglieri di Forza Italia, Gianni Chiodi, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Emilio Iampieri e il Consigliere di Abruzzo Futuro, Mauro Di Dalmazio. “Sono oltre 3.000 gli immigrati arrivati fino ad oggi in Abruzzo: Secondo i dati delle 4 prefetture, e’ il Teramano ad accoglierne il maggior numero con 781 unita’, segue Chieti dove fino ad oggi ne sono arrivati 747, la strutture aquilane ne ospitano invece 721 mentre quelle pescaresi 693. Stiamo assistendo al fenomeno dilagante dell’acquisizione di strutture da parte di privati nei piccoli centri di tutte le provincie creando evidenti difficolta’ ai sindaci nella gestione del fenomeno e grande preoccupazione per i cittadini che dal giorno alla notte si vedono arrivare presunti profughi spesso in contrade da pochissimi residenti; cio’ avviene perche’ la Regione non svolge un’azione di organizzazione della prima accoglienza e di smistamento coordinato sui territori. Per questo vogliamo che la Giunta D’Alfonso prenda coscienza di questo problema e comprenda la necessita’ di creare un Hub regionale che garantisca la prima accoglienza e la regolamentazione dei requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di accoglienza per adulti e minori extracomunitari. Riteniamo necessario coordinare l’accoglienza con i Sindaci al fine di una gestione piu’ accurata del problema, di calmierare il mercato in modo da poter regolamentare quello che e’ diventato un vero e proprio business, di istituire l’obbligo anche per i provati della rendicontazione delle spese sostenute. Inoltre, quanto mai indispensabile l’acquisizione dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei CAS . In base ai dati a nostra diposizione, solo il 15% circa dei richiedenti asilo vedono accolta la propria domanda. Lo riporta una nota diffusa, poco fa, dal servizio informativo del Consiglio. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 13, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Questo rappresenta un vero e proprio problema di sicurezza: in provincia di Pescara ad esempio si sono registrati circa 300 allontanamenti di persone di cui non conosciamo il destino, che cosa facciano, di come e dove vivano. Non si puo’ sottovalutare tali questioni – conclude Sospiri – per questo oltre a un atto di denuncia la nostra vuole essere anche un’azione propositiva”. “La mancanza di un hub regionale e’ il problema principale – aggiunge Emilio Iampieri, presidente della Commissione Speciale su fenomeno immigratorio – in grado di gestire i flussi che arrivano su input delle Prefetture. E’ bene ricordare inoltre che esistono solo due Commissioni, a Bari e Ancona, che esaminano le richieste di asilo e verificano i requisiti per lo status di rifugiato. I lavori vanno molto a rilento e si riescono ad ascoltare solo 8 persone al giorno. Per questo il Ministero su nostra richiesta sta valutando la possibilita’ di autorizzare la costituzione di una sotto commissione in Abruzzo in modo da velocizzare le procedure. Per quanto riguarda l’individuazione di una struttura nella quale costituire l’hub regionale si potrebbe pensare a una struttura pubblica, magari una ex caserma, in modo da affrontare la sistemazione dei presunti profughi in tutta serenita’ evitando confusione e tensione sociale; tra l’altro nella maggior parte dei casi i cosiddetti Cas sono strutture non idonee. A questo proposito non si esclude una collaborazione con la Regione Molise”. In PrimaPagina su AN24. | Redazione del quotidiano on-line AN24. Fonte: sito web dell’ente.

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