Porto Pescara, Sospiri (FI): “Rischio paralisi; Regione e Comune non sanno che pesci prendere”

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“Il porto canale di Pescara rischia di nuovo la paralisi e Regione e Comune di Pescara non sanno che pesci prendere: da ieri i fondali dello scalo, ormai insabbiati, non consentono più l’ingresso della Galatea, la petroliera dell’impresa Di Properzio, e non una voce di rassicurazione è arrivata dalle Istituzioni. Purtroppo lo avevo previsto già lo scorso gennaio, dopo le mareggiate di fine 2014: avevo lanciato un vero allarme con un’interpellanza alla quale il Presidente D’Alfonso aveva risposto che ‘tutto era a posto’. Oggi sappiamo che non è così: il minidragaggio da 30mila metri cubi non serve quasi a nulla, e chiediamo di nuovo alla Regione la predisposizione urgente di un intervento importante di escavazione dei fondali, al fine di ripristinare le misure utili a garantire l’agibilità dello scalo, utilizzando i 6milioni di euro resi disponibili da Provveditorato alle opere pubbliche e da fondi Par-Fsc. E le risposte le vogliamo oggi, non a giugno quando ormai per il nostro porto sarà troppo tardi”. A intervenire sulla vicenda dell’insabbiamento del porto canale di Pescara è il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.
“E’ veramente desolante vedere Pescara e il suo porto ripiombare nell’incubo, quando due mesi fa, basandoci sugli effetti delle mareggiate, avevamo preannunciato che lo scalo di Pescara stava di nuovo diventando impraticabile per pescherecci e navi commerciali – ha ricordato il Capogruppo Sospiri -. Già a dicembre 2014 la nave cisterna si era dovuta fermare una prima volta, impossibilitata a entrare in porto a causa del fondale insufficiente. Sappiamo che l’unica soluzione definitiva alla problematica deriverà dal Piano Regolatore Portuale oggi all’esame del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, soluzione strutturale che dunque non è, evidentemente, immediata. Nel frattempo occorrono, però, interventi tempestivi per garantire la fruibilità costante dello scalo, ossia serve un dragaggio imponente. Il 15 dicembre scorso la Regione ha annunciato lo stanziamento di 6 milioni di euro destinati a ‘lavori per la funzionalità del porto di Pescara e dell’approdo di Francavilla’, e quando il Presidente D’Alfonso ha precisato che quella somma sarebbe stata utilizzata anche per costruire ‘la passeggiata sul mare’ all’altezza della Madonnina, gli ho chiesto espressamente di pensare all’emergenza in atto, lasciando stare le soluzioni populiste e i voli pindarici, utili solo a disperdere risorse e a perdere tempo. Un appello, evidentemente, caduto nel vuoto se oggi, a due mesi di distanza, è accaduto il peggio: i fondali si sono inesorabilmente insabbiati, la nave cisterna non potrà più entrare e a breve anche i pescherecci saranno costretti a fermarsi. Ma a questo punto chiederemo conto al Presidente D’Alfonso perché, pur disponendo di buona parte delle risorse necessarie, non le ha destinate a un dragaggio tempestivo, ma si è limitato a 30mila metri cubi, come dire che svuotiamo il porto canale con la paletta e il secchiello. Oggi vogliamo risposte, la città vuole risposte, e le vuole subito: vogliamo sapere come intendono affrontare l’emergenza in atto Regione e Comune di Pescara. Oggi torniamo a chiedere con la città che le somme disponibili, 6milioni di euro, vengano dirottate subito sul dragaggio immediato, accantonando progetti faraonici di cui Pescara non ha bisogno, e chiediamo anche di sapere a che punto si trova la preannunciata realizzazione della vasca di colmata presso il porto di Ortona dove, secondo il Presidente D’Alfonso, avremmo dovuto scaricare i fanghi del porto di Pescara, ipotesi prontamente smentita dalle Istituzioni locali e dai consiglieri regionali del Pd”.

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