Pescara. Progetto da 53.000 euro per riqualificare il parco dell’Infanzia

Le ultime dal Comune di Pescara | Pescara – 30 novembre 2016. Presentati stamane i lavori di riqualificazione del Parco dell’Infanzia, area verde che si trova su via Tavo, proprio di fronte al Ferro di Cavallo. I dettagli degli interventi previsti sono stati illustrati dall’assessore al Verde Pubblico Laura Di Pietro, dal presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, dalle responsabili della Carita Luigina Tartaglia e da Barbara Magliani, presente nel parco anche con l’associazione MovimentAzioni. “Con la Caritas e una rete di associazioni da oltre un anno portiamo avanti un progetto che ha come base il riscatto di tutto quartiere di Villa del Fuoco – dice l’assessore al verde Pubblico Laura Di Pietro – Un’azione che punta a stimolare e a rimotivare la gente che risiede in queste zone sensibili e che anche per questo si concentra sui parchi della zona, quello della Speranza, della Pace e, non ultimo, il Parco dell’Infanzia. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio informativo del Comune di Pescara. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 18, anche mediante il canale web dell’ente, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. Parliamo di un parco a cui abbiamo dedicato un’attenzione particolare perché era chiuso da 7 anni, perché si trova di fronte al Ferro di Cavallo e perché da territorio abbandonato era diventato covo di vandali e tossicodipendenti, tant’è che alla fine abbiamo deciso di chiuderlo, specie quando l’ultimo atto di vandalismo ha distrutto la struttura che la Regione aveva realizzato qui anni proprio per restituire alla zona un luogo di aggregazione. Ma non ci siamo arresi, anzi, grazie proprio alla collaborazione con le associazioni abbiamo lavorato assiduamente per rimetterlo in piedi, un passo per volta, convinti che per ridare vita a quel parco avremmo dovuto condividere tutte le fasi con i residenti. E così, grazie alla Caritas e al progetto Ninive che punta proprio a questo, abbiamo cominciato a fare delle riaperture del parco, abbiamo coinvolto le famiglie e i bambini, chiedendo come lo avrebbero voluto per dare voce al desiderio di riscatto che sentono in modo fortiussimo, in modo che potessero diventarne i tutori. Ora siamo pronti a dare il via ai lavori che, al più tardi in primavera, vedranno la realizzazione del campo di calcetto che ci ha chiesto la gente della zona, di panchine e giochi, di una nuova rete di protezione. Bonificheremo e rifaremo infine tutto il manto erboso: un progetto da 53.000 euro, provenienti in buona parte dai proventi assicurativi riscossi dall’ente a causa degli atti vandalici subiti dal parco. Abbiamo tempi stretti, perché si torni a parlare di questa area e lo si faccia come luogo della gente di quartiere e non come covo del disagio e del degrado” “Ho vissuto tutto questo cammino che dà spazio e voce alla voglia di riscatto di tante famiglie della zona: si tratta di un cammino iniziato dall’Amministrazione di centrosinistra, sindaco D’Alfonso decise di fare lì il primo parco ecosostenibile, in un quartiere molto delicato – racconta il presidente Antonio Blasioli – Un anno ci fu anche la visita di don Ciotti segno della presenza e dell’interesse della rete delle associazioni nella struttura. Tutti ci dicevano di non insistere, invece credo che l’Amministrazione faccia una scelta ben precisa: non abbandonare il parco, ma reinvestirci, ascoltando le esigenze dei residenti per avere un parco realmente vissuto e fare in modo che questo terreno non diventi un terremo di nessuno. Ringrazio le associazioni che hanno aiutato la gente a riappropriarsi del territorio: ci sono tante famiglie e siamo certi che sapranno difenderlo perché possa essere trasformato in una parte della città da vivere”. “Oggi ci piacerebbe che sul parco passasse anche la notizia positiva della riqualificazione – così Luigina Tartaglia e Barbara Magliani – Con don Ciotti ci siamo impegnati perché attraverso l’approccio diffuso e di strada e animazione ci fosse un orizzonte nuovo. Quando siamo arrivati c’era un grande senso di sfiducia e di abbandono. Il parco veniva considerato come qualcosa di estraneo, non proprio dalla gente che ci viveva intorno. Con il nostro lavoro li abbiamo ascoltati tutti e abbiamo cercato di capire cosa volessero per il parco. Così oggi viene rispettato e custodito, perché sia restituito ai bambini e agli anziani. Oggi non ci sono più siringhe e non ci entra più nessuno per bucarsi. E’ stato importante anche tenere il parco chiuso. Quando è aperto è sintomo che è vivo, sorvegliato e sicuro. Il processo è ancora lungo, ma stiamo lavorando perché i residenti venissero e si occupassero del parco, questa cosa sta accadendo, tanti hanno dato la propria disponibilità. Ci siamo ogni mercoledì con laboratori e attività, abbiamo trascorso lì tutta l’estate, ci abbiamo fatto murales, anche strutture di arredo con l’Università e a giorni come Caritas ci metteremo un abete molto grande da decorare con residenti e bambini per Natale”. Pescara, 30 novembre 2016 | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente. In SecondaPagina su AN24.

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