Abruzzo, Consiglio regionale. Febbo: "pessima gestione di Abruzzo sviluppo"

Abruzzo, le ultime notizie dal Consiglio Regionale | L’Aquila – 27 dicembre 2016. “Azzerare il patrimonio immobiliare di Sviluppo Italia mettendola in liquidazione e mandando a casa i lavoratori, senza stipendio da 8 mesi, per compensare le perdite derivanti dalla pessima gestione di Abruzzo Sviluppo. I 17 dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo Spa da maggio 2016 non percepiscono lo stipendio e a gennaio 2017 verranno avviate le procedure di licenziamento collettivo. Sono i risultati della Regione Facile voluta e propagandata dal presidente D’Alfonso?”. Questa la denuncia sollevata dal Presidente della commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge: “visto l’approssimarsi del 31.12.2016 dopo che a luglio Sviluppo Italia Abruzzo viene messa in liquidazione per la terza volta e addirittura senza esercizio provvisorio quindi decretando la morte della societa’ con il conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Una vicenda di figli e figliastri da parte della Regione Abruzzo che ‘furbescamente’ salva Abruzzo Sviluppo incamerando e intascando le quote derivanti dalla fusione per incorporazione di Sviluppo Italia Abruzzo. Una operazione che ha determinato di fatto il dissolvimento di Sviluppo Italia Abruzzo ed il salvataggio di Abruzzo Sviluppo – rimarca Febbo –  che si prepara ad incassare i frutti del regalo ricevuto soprattutto dalla liquidita’ degli immobili”. “Tale manovra – sottolinea il consigliere di Forza Italia – e’ gia’ iniziata, come documentato dalla Nota Integrativa al Bilancio 2015, in quanto Abruzzo Sviluppo con la vendita del cospicuo patrimonio immobiliare intende realizzare tre incubatori di impresa. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, dal servizio informativo del Consiglio. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 08, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Oggi i 17 dipendenti, prossimi al licenziamento, ritengono tale operazione illegittima poiche’ le quote dovevano essere incamerate dalla Regione Abruzzo e non da Abruzzo Sviluppo”. “Infatti a novembre, vista la situazione sempre piu’ difficile, i dipendenti di Sviluppo Italia si sono decisi a presentare un ricorso presso il Tribunale dell’imprese de L’Aquila chiedendo la nullita’ dell’atto di cessione delle quote ad Abruzzo Sviluppo, giacche’ la Legge 296/2006 e la successiva direttiva del Mise prescrivevano che Sviluppo Italia fosse ceduta alla Regione o altre amministrazioni pubbliche”. “Inoltre – ribadisce Febbo -i dipendenti di Sviluppo Italia, vista la loro specializzazione e qualificazione tecnica, potevano benissimo essere utilizzati dalla Regione Abruzzo per la certificazione come indicato e scritto recentemente dalla Corte dei Conti”. “Pertanto e’ evidente come anche in questo caso la Regione Facile e Veloce di D’Alfonso ha combinato un vero e proprio pasticcio lasciando a piedi e senza futuro ben 17 famiglie. Adesso sarebbe curioso capire le motivazione per cui e’ stata salvata Abruzzo Sviluppo mettendo in liquidazione e intascando le quote di Sviluppo Italia. Non vorrei – conclude Febbo – che la liquidazione di Sviluppo Italia praticamente sia stata solo tutta una manovra per salvare Abruzzo Sviluppo che altrimenti avrebbe portata i libri in Tribunale. Un’operazione assurda visto che la Regione ha avuto tutto il tempo e le disposizioni legislative per poter assorbire le quote di Sviluppo Italia come d’altronde hanno fatto anche le altre Regioni”. In SecondaPagina su AN24. | A cura della Redazione web AN24. Fonte: nota diramata dall’ufficio stampa dell’ente.