Abruzzo, I punti salienti di ‘Italia Digitale’, il programma di digitalizzazione del Paese

Le ultime in materia di sviluppo imprenditoriale e occupazionale | Pescara – 11 gennaio 2017. ‘Rendere i servizi pubblici per i cittadini e aziende accessibili nel modo piu’ semplice possibile, innanzitutto tramite dispositivi mobili (approccio ‘mobile first’), con architetture sicure, scalabili, altamente affidabili e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite;  supportare le pubbliche amministrazioni centrali e locali nel prendere decisioni migliori e il piu’ possibile basate sui dati, grazie all’adozione delle piu’ moderne metodologie di analisi e sintesi dei dati su larga scala, quali Big Data e Machine Learning’. E’ questa la missione del team per la trasformazione dell’Italia Digitale diretto da Diego Piacentini. Piacentini e il suo team sono stati incaricati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri di creare il nuovo sistema operativo del Paese, per rendere la Pubblica Amministrazione piu’ accessibile, fruibile, semplice, per far si’, insomma, che produrre un qualsiasi documento (per privati e aziende) sia immediato, ma soprattutto per fare in modo che enti, uffici, sistemi amministrativi a vari livelli dialoghino tra di loro, accorciando tempi e distanze. Vediamo quali sono i principali punti del Piano ‘Italia Digitale’, cosi’ come ce li elenca il commissario straordinario Piacentini: SICUREZZA ‘La responsible disclosure': Non esistono software ‘sicuri': la sicurezza e’ un processo iterativo, in cui si identificano e chiudono ogni volta nuove falle. Vogliamo creare una policy che spieghi a tutti coloro che identificano un problema di sicurezza come segnalarlo in modo adeguato, tutelando gli utenti coinvolti grazie a una pronta risoluzione, e incentivare cosi’ tutti i cosiddetti ‘hacker etici’ ad aiutarci in questo compito. ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) ‘I dati devono essere unici e in un unico luogo': Oggi le nostre identita’ sono disperse in ottomila anagrafi comunali. Dobbiamo portarle in una sola anagrafe, guadagnando in efficienza e risparmiando soldi ed energia, perche’ il cittadino non debba piu’ preoccuparsi di comunicare a ogni ufficio della Pubblica Amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza, per semplificare le procedure di variazione e uniformarle a livello nazionale, perche’ sia possibile ottenere certificati senza piu’ bisogno di recarsi allo sportello. Questo passo e’ una premessa per rendere possibili successive innovazioni che oggi sarebbero impossibili o molto costose. Si tratta di un progetto esistente di cui stiamo fortemente accelerando la realizzazione e il completamento. PAGOPA ‘Per pagare basta un click': Un modo diverso e piu’ naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione, che diventi piu’ immediato, veloce, e piu’ economico per il Paese. Il cittadino deve poter scegliere metodi di pagamento moderni, a minima frizione, e il mercato deve potersi integrare, aggiungendo facilmente nuovi strumenti di pagamento innovativi. Vogliamo rendere il sistema piu’ aperto e flessibile. SPID (Sistema Pubblico di Identita’ Digitale) ‘L’identita’ di una persona e’ una, e’ certa, e’ per sempre': Un’identita’ digitale (SPID) sicura, semplice da utilizzare e da ottenere, perche’ cittadini e imprese possano identificarsi con la Pubblica Amministrazione, accedendo ai servizi pubblici senza bisogno di portare con se’ documenti di identita’ cartacei o compilare innumerevoli moduli online. Una volta ottenuto SPID, potrete usarlo per autenticarvi su tutti i siti della PA, senza dover dover seguire procedure diverse e a volte complicate. Un solo account e una sola password per tutti i servizi. APPLICAZIONI CHE SI PARLANO ‘Un ecosistema di API': I sistemi informatici della Pubblica Amministrazione devono essere connessi tra loro e parlare la stessa lingua, rendendo disponibile l’informazione immediatamente dove serve. Se le applicazioni si parlano non sara’ mai il cittadino o il funzionario pubblico a estrarre dati da un sistema (magari stampando su carta) per inserirli in un altro sistema, ne’ sara’ chiesto al cittadino di fornire dati di cui la PA gia’ dispone. Tutte le applicazioni dovranno esporre interfacce comprensibili alle macchine (le famose API – Application Programming Interface) e lavorare in maniera integrata, collaborativa e sicura, facilitando il riuso delle applicazioni esistenti per costruire nuove soluzioni piu’ potenti e innovative. Pochi componenti centrali (infrastrutture immateriali) forniranno funzionalita’ di base; ogni macro ambito potra’ cosi’ concentrarsi solo sullo sviluppo degli applicativi specifici degli ecosistemi (ad esempio gli ecosistemi di sanita’, scuola, giustizia, fisco, imprese, ecc.). Ove possibile le interfacce dovranno essere aperte e diventare strumenti abilitanti per i privati che potranno costruire applicazioni per interagire con la Pubblica Amministrazione. Cosi’ facendo il cittadino comunichera’ i suoi dati una volta e basta. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, in giornata, dal servizio informativo di Abruzzo Sviluppo. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 10, anche mediante il canale web della societa’ in house della Regione Abruzzo, sul quale ha trovato ampio spazio la notizia. COMMUNITY ‘Dagli individualismi al lavoro di squadra': L’Italia e’ piena di meravigliosi talenti nel digitale e in tantissimi ci stanno contattando in questi giorni. Come poter sfruttare questa energia e questo entusiasmo intorno al nostro progetto? Dobbiamo cambiare il modo in cui lavora la Pubblica Amministrazione, utilizzando standard e software aperti, e realizzando API documentate pubblicamente, non con un linguaggio giuridico ma tecnico, intorno alle quali poter coinvolgere una community di sviluppatori che crei innovazione. UN PROGETTO APERTO ‘Servizi e contenuti digitali a misura di cittadino e imprese': Vogliamo costruire servizi progettati su misura per i cittadini e le imprese, e ideati a partire dai loro bisogni. E lo smartphone, in questo momento, e’ lo strumento digitale piu’ vicino alle persone: abbiamo il mondo in tasca sui nostri telefoni, dobbiamo fare spazio anche ai servizi pubblici. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo creare linee guida, esempi e kit di sviluppo rapidi da implementare per aiutare tutte le Amministrazioni a offrire un’esperienza utente moderna, coerente e semplice per tutti i cittadini. Vogliamo introdurre una logica di sviluppo e miglioramento continuo, perche’ i prodotti digitali e le interfacce devono essere un corpo vivo, che evolve insieme ai bisogni degli utenti e alle innovazioni digitali. Vogliamo ragionare sul linguaggio, scrivere insieme i principi della nuova comunicazione tra Pubblica Amministrazione, imprese e cittadini. CITTADINANZA IN DIGITALE ‘Scegli tu come essere contattato dalla PA, anche sullo smartphone': Un modo diverso da parte della Pubblica Amministrazione di comunicare con noi, notificare atti e ricordarci scadenze. Una casa digitale accessibile dallo smartphone nella quale trovare avvisi anche quando siamo in mobilita’, senza la necessita’ di lunghe e inutili code agli uffici, nella quale poter esprimere le nostre preferenze, aggiornare i nostri punti di contatto. La Pubblica Amministrazione che va dal cittadino e non viceversa. Per farlo, collaboreremo in maniera aperta con le comunita’ dei designer, dei content e social media strategist, degli architetti dell’informazione, dei produttori di contenuti digitali e degli esperti di user research, cui chiederemo suggerimenti e contributi sui temi in agenda e feedback costanti sulle nostre scelte. UNO PER TUTTI TUTTI PER UNO ‘Un procedimento amministrativo standard in digitale per esercitare gli stessi diritti': Siamo tutti cittadini dello stesso Paese eppure a seconda che ci si ritrovi a chiedere un permesso, un’autorizzazione o un nulla osta in questo o quel Comune ci viene chiesto di farlo in migliaia di modi diversi quasi che, anziche’ di articolazioni locali dello stesso Stato, si trattasse di feudi medievali indipendenti l’uno dall’altro. Finalmente le regole stabiliscono che procedimenti, moduli e formulari che cittadini e imprese devono compilare per interagire con l’amministrazione devono essere standard senza distinzione per Comune o Regione. Dobbiamo pero’ scongiurare il rischio che le regole restino lettera morta, e dare, subito, forma digitale ai nuovi procedimenti standard. Una forma semplice, moderna, aperta e trasparente. DATA & ANALYTICS – OPEN DATA Da ‘questo dato e’ mio e lo gestisco io’ a ‘questi dati sono aperti e condivisibili': Niente piu’ silos privati di questa o quella amministrazione, i dati pubblici sono un bene comune e una risorsa preziosa per il Paese che, come un giacimento petrolifero, puo’ essere esplorata e minata per estrarre valore. Vogliamo una nuova interfaccia all’interno della quale singole amministrazioni comunichino e condividano tra loro dati e API in maniera libera e aperta, permettendo la nascita di servizi e data application nuovi e prima impensabili realizzati sui bisogni del cittadino. Ovviamente nel massimo rispetto delle norme di privacy e nella piena sicurezza tecnologica. DAI CODICI AL CODICE ‘Le regole dell’amministrazione digitale': Dobbiamo iniziare a scrivere meno leggi e piu’ software [meno codici e piu’ codice] e, soprattutto, bisogna fare in modo che nelle leggi – generali e astratte per definizione – vengano scolpiti solo principi capaci di resistere al tempo e incapaci di imbrigliare innovazione e tecnologie del passato. Le regole, quelle di dettaglio, vanno tradotte in bit, mentre le convenzioni per lo scambio dei dati tra amministrazioni in API, i procedimenti amministrativi nei quali l’attivita’ discrezionale dell’amministrazione e’ assente o modesta, vanno trasformati in processi machine to machine piu’ efficaci e piu’ democratici. INTERNET GOVERNANCE ‘Giocare il ruolo che ci spetta nella comunita’ globale che detta le regole della rete': Digitale e innovazione sono stati, sono e saranno naturali fattori di trasformazione delle dinamiche sociali, economiche e politiche e stanno radicalmente cambiando il volto del mondo che conoscevamo. Non ha piu’ alcun senso continuare a discutere di leggi, decreti e regolamenti nazionali in relazione a questioni transnazionali che nascono e muoiono (peraltro alla velocita’ dei bit). In un contesto di questo genere vogliamo restituire al nostro Paese il ruolo che gli spetta nella comunita’ multistakeholder europea e internazionale che discute e stabilisce le regole della rete. agenda digitale, ANPR, Diego Piacentini, internet governance, Italia Digitale, Open Data, PagoPA, responsible disclosure, SPID | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dal Abruzzo Sviluppo. In SecondaPagina su AN24.