Pescara. Intervento sindaco Marco Alessandrini in merito a 90esimo unificazione

Le ultime dal Comune di Pescara | Pescara – 12 gennaio 2017. Buon giorno a tutti i presenti e buon compleanno Pescara. Lo riporta una nota diffusa, in giornata, dal servizio stampa del Comune di Pescara. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente il contenuto completo, e’ stato divulgato, alle ore 18, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. Nel paese che ha il 50% del patrimonio artistico mondiale, la nostra Pescara ha ben poco di antico e storico, ma appare come una delle poche città moderne d’Italia: tutta moderna senza niente di antico. Una condizione con la quale la città ha sempre dovuto fare i conti, magari a fasi alterne confermando e rinnegando questo oggettivo dato anagrafico.Correva l’anno 1927 e il 2 gennaio, grazie all’incremento demografico e allo sviluppo industriale di Castellamare Adriatico e Pescara (originariamente due piccoli centri urbani sorti sulle due sponde del fiume Aterno-Pescara), venne firmato il decreto di unificazione delle due città sotto il nome di Pescara e la costituzione della provincia omonima. L’11 gennaio ci sarebbe poi stata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e il 12, con il nome di Pescara, la città avrebbe iniziato il suo cammino nell’era moderna. Nel suo “Viaggio in Italia” del 1956, lo scrittore vicentino Guido Piovene così delineava la città di Pescara: In Abruzzo il mondo dannunziano resta, benché in frantumi, e appare con meno frequenza e con meno evidenza di quello leopardiano tra le colline delle Marche. A contrasto ne emerge il prodigio di Pescara nuova, uno dei fatti straordinari dell’Italia del dopoguerra. Dopo la guerra, infatti, questo grosso centro si è raddoppiato. La città nuova sulla costa a settentrione della vecchia, oltre il ponte sulla Pescara, sorse da una colonia di ferrovieri quando nacque la ferrovia; che, notiamolo di passaggio, avendo generato la città moderna, ne divenne la croce, perche la taglia in tutta la sua lunghezza. Si pensa alle città del Far West, che sono appunto traversate dal treno. Ma anche nell’insieme Pescara è una città americana in Italia, col piccolo nucleo indigeno che in un angolo sopravvive. Si è sviluppata lungo il mare; continua a crescere; manca d’un vero centro, quel centro intorno al quale ruotano le città italiane. Può espandersi senza limite per addizioni successive, come Los Angeles. … la mancanza di un centro rende difficoltosa quella conoscenza reciproca, un po’ pettegola, che si forma in Italia dove tutti convergono in una piazza, una strada, un caffè, a parlare e a darsi spettacolo; ecco invece, unica in Italia, una città ribollente, confusa, in cui uomini e gruppi affluiscono, si addizionano, si accavallano come onde. Per un lato Pescara si può dire la più abruzzese delle città abruzzesi, per un altro lato è l’opposto della regione, di cui assorbe la linfa. … Con Pescara si ha il caso nuovo di un’emigrazione interna che ritrova il suo centro nella regione stessa. Gente di tutto la regione scende a Pescara, Mecca e miraggio dei popoli di montagna. Le previsioni sul futuro che si fecero allora non si sono rivelate velleitarie ed illusorie, visto che oggi ci troviamo proprio di fronte a quella grande realtà cittadina che era stata prefigurata in brevissimo tempo. Con più 120.000 abitanti siamo la città più popolosa dell’Abruzzo, distesi sull’Adriatico, alla foce del fiume omonimo, tra i colli e il mare, a meno di un’ora di distanza dalla Majella madre, che delinea all’orizzonte della città il suggestivo profilo di una fanciulla, denominata "la bella addormentata". Siamo la città di d’Annunzio e Flaiano, di Gabriele Manthoné, eroe della libertà; Antonino Liberi, ingegnere e architetto; di Oddo e Grosso, campioni del mondo. Siamo anche la città di due ragazzi scomparsi lo scorso anno, troppo presto, a cui rivolgiamo un affettuoso pensiero: Alessandro Angelucci, 34 anni ricercatore universitario morto in Turchia durante una missione scientifica e Jennifer Sterlecchini, 26 anni vittima di un terribile atto di femminicidio. Celebrare il 90′ anniversario di Pescara significa recuperare la nostra tradizione storica, la nostra identità culturale e i tanti personaggi che ne sono stati interpreti e artefici. Attingiamo a queste preziose memorie per cercare di fare sempre più grande questa nostra città, tramandando alle giovani generazioni il bagaglio delle esperienze e delle tradizioni che ci appartengono. Ricordiamo le sofferenze e le tragedie della guerra e dei bombardamenti subiti, che hanno comportato l’alto riconoscimento a Pescara della medaglia d’oro al merito civile. A noi amministratori di questa città, divenuta grande e bella in virtù delle sue solide fondamenta storico-culturali e della intraprendenza intelligente della gente pescarese, il compito oneroso e il dovere morale e civico di continuare a proiettarla in un futuro di benessere, prosperità e progresso, in una prospettiva che vada oltre i confini della città stessa in una visione metropolitana sempre più ampia ed europeistica. Celebriamo i 90 anni della nostra città, riflettiamo sul passato per proiettarci con orgoglio e rinnovato ottimismo #versoPescara2027, ancora e per sempre (Hæc est) Civitas Aterni Porta Aprutii et Sera Regni. "Questa è la città di Aterno, porta degli Abruzzi e confine del regno". Con questi sentimenti e in questo spirito, rinnovo con il più affettuoso saluto personale e di tutta l’Amministrazione civica, gli auguri di buon compleanno a Pescara, splendida novantenne, tra un po’ ragazza del secolo! Pescara, 12 gennaio 2017 | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dall’ente. In PrimaPagina su AN24.