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5 passeggiate da fare in Abruzzo in estate

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Quando il caldo si fa serio, il mio istinto non è quello di fermarmi, ma di cambiare quota. È una cosa che ho imparato camminando: l’acqua e l’ombra non rinfrescano solo il corpo, abbassano anche il volume dei pensieri. Il rumore di un torrente, la luce filtrata da una faggeta, il momento in cui arrivi a una baita e finalmente ti siedi, sono piccole forme di cura che ci concediamo troppo poco. Da psicologa turistica e da viaggiatrice lo dico spesso anche a chi sceglie di mettersi in cammino da solo: l’estate è il momento perfetto per rallentare, non per correre.

L’Abruzzo, da questo punto di vista, è un piccolo miracolo, una regione che amo e che racconto spesso anche sul mio sito, nella sezione dedicata all’Abruzzo. Tra i suoi tre parchi nazionali si trovano sentieri freschi anche ad agosto, gole scavate dai fiumi, boschi secolari e altopiani dove l’arrivo è una baita di legno e il profumo degli arrosticini. Ho scelto cinque passeggiate facili, tutte vivibili in mezza giornata, pensate proprio per chi cerca acqua, ombra o un buon posto dove sedersi alla fine.

1. La Val Fondillo, il torrente nel cuore del Parco

Siamo a Opi, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in quella che secondo me è la valle più dolce da camminare di tutta la regione. Il sentiero F2 parte dal parcheggio attrezzato e risale il corso del torrente Fondillo, un’acqua limpida e ricca di trote che scorre tra salici e faggi. Dopo pochi minuti si attraversa un piccolo ponte sospeso e si entra in una faggeta ombrosissima, perfetta nelle giornate più calde.

Chi vuole una meta può puntare al Rifugio Acquasfranatara, un vecchio stazzo di pastori a quota 1400 metri da cui si apre il panorama verso le vette della Camosciara, oppure proseguire fino alla Grotta delle Fate, una piccola cavità da cui sgorga acqua trasparente. Non ci sono difficoltà tecniche, si cammina quasi sempre in piano o in leggera salita, ed è una delle valli dove, con un po’ di fortuna e molto silenzio, vive ancora l’orso bruno marsicano. È la passeggiata che consiglio a chi vuole acqua, ombra e baita tutto insieme.

2. Il Sentiero delle Scalelle nella Valle dell’Orfento

Restiamo lungo un fiume ma cambiamo parco, spostandoci nella Maiella, a Caramanico Terme. La Valle dell’Orfento è una profonda gola scavata dalle acque fredde e cristalline del fiume omonimo, e il Sentiero delle Scalelle è il percorso più semplice per scoprirla, circa due ore di cammino tra boschi fitti, cascatelle e ponticelli di legno che ti fanno attraversare il fiume più volte. La sensazione, soprattutto quando fuori ci sono trentacinque gradi, è quasi quella di entrare in un’altra stagione.

C’è una cosa importante da sapere prima di partire, perché qui la tutela è seria e a me piace molto questo aspetto. Per accedere alla riserva serve la registrazione gratuita al Centro Visite di Caramanico Terme, dove ti indicano anche il sentiero più adatto a te. I cani non sono ammessi e il bagno nel fiume è vietato, scelte che proteggono un ecosistema dove vivono la lontra, la trota fario e la rara salamandrina dagli occhiali.

3. La Camosciara e la Cascata delle Ninfe

Ancora nel Parco Nazionale d’Abruzzo, a pochi chilometri dalla Val Fondillo, la Camosciara è uno di quei luoghi che mettono d’accordo tutti, famiglie comprese. In estate, per limitare le auto, si lascia il mezzo al parcheggio e si raggiunge la zona dei sentieri con la navetta, poi si cammina su un percorso facile e ombreggiato dentro una faggeta lussureggiante fino alla Cascata delle Ninfe.

È una passeggiata breve, adatta anche a chi non è allenato, ma molto scenografica, con quel salto d’acqua che arriva proprio quando inizi a desiderare un po’ di fresco. La trovo ideale come prima escursione per chi si avvicina alla montagna con timore, perché regala soddisfazione senza chiedere fatica. E in fondo è anche questo che intendo quando parlo di viaggio come palestra emotiva: cominciare da ciò che è alla nostra portata.

4. Il Bosco di Sant’Antonio, la faggeta fiabesca

A pochi chilometri dal borgo di Pescocostanzo, sempre nella Maiella, si nasconde uno dei luoghi più magici dell’Appennino. Il Bosco di Sant’Antonio è una faggeta secolare dove gli alberi hanno forme bizzarre, i celebri faggi a candelabro, frutto di antiche tecniche di potatura. In epoca pre-romana era considerato una foresta sacra dedicata a Giove, e ancora oggi camminarci dentro ha qualcosa di solenne.

L’anello principale è cortissimo, meno di tre chilometri con un dislivello di appena settanta metri, percorribile in meno di un’ora e quasi interamente all’ombra dei faggi. Lungo il sentiero, che conduce anche al piccolo eremo, trovi fontanelle e tavoli da picnic, e i giochi di luce tra le foglie cambiano di continuo. Quando esci, ti consiglio di fermarti a Pescocostanzo, un borgo bellissimo noto per le botteghe orafe e l’artigianato del ferro battuto, dove pranzare con calma. È la passeggiata che propongo a chi ha bisogno di ombra vera e di rallentare il respiro.

5. Fonte Vetica e Campo Imperatore, la baita degli arrosticini

Chiudo con la mia idea di baita per eccellenza, quella che molti cercano in montagna d’estate. Siamo sul Gran Sasso, nell’altopiano di Campo Imperatore, il cosiddetto piccolo Tibet d’Abruzzo, e Fonte Vetica ne custodisce l’unica zona boschiva, una pineta dove fare una passeggiata leggera, riposare all’ombra o organizzare un picnic nelle aree attrezzate.

Ma il motivo per cui qui ci torno volentieri sono i ristori di legno, vere baite immerse nel verde, dove acquisti la carne fresca, gli arrosticini di pecora e i formaggi locali e li cucini sulla brace. È un rito conviviale, un po’ western e molto abruzzese, in un paesaggio che sembra infinito. Chi ha gambe e voglia può anche imboccare il sentiero ben segnalato che da Fonte Vetica sale verso il Monte Camicia, ma anche solo arrivare fin qui, sedersi e guardare le praterie vale il viaggio. È la prova che a volte la meta non è una cima, ma una tavola di legno con accanto le persone giuste, o il silenzio giusto se sei in viaggio da solo.

* * *

Cinque passeggiate diverse, ma con un filo comune: nessuna chiede prestazioni, tutte chiedono presenza. In estate non serve conquistare nulla, serve esserci. Porta acqua, un cappello, scarpe comode e, soprattutto, la disponibilità a fermarti quando un torrente o un faggio ti chiedono di farlo.
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Francesca Di Pietro è travel blogger e psicologa turistica, autrice per Feltrinelli e fondatrice di viaggiaredasoli.net, il sito dedicato a chi sceglie di partire da solo, con uno sguardo che unisce viaggio lento e benessere psicologico.

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