Oltre 120 opere in concorso, una giuria tecnica e una Giuria dei Lettori protagoniste di un confronto intenso con gli autori, un pubblico partecipe e una serata finale che ha consacrato il valore della letteratura come strumento di riflessione sul presente e sul futuro.
Si è conclusa ad Abbateggio la XXIX edizione del Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella, uno dei più longevi e autorevoli appuntamenti italiani dedicati alla letteratura ambientale e naturalistica, ormai alle soglie di un traguardo storico: il trentennale. Una manifestazione che, ancora una volta, ha confermato la propria capacità di leggere il tempo attraverso i libri, proponendo opere di altissimo livello e temi che hanno attraversato con profondità il dibattito contemporaneo: la sostenibilità, la memoria, il rapporto tra uomo e natura, i cambiamenti sociali ed economici, la responsabilità verso il futuro.
Sono state oltre 120 le opere giunte quest’anno al vaglio della Giuria Tecnica, selezionate fino alla rosa dei finalisti poi affidata alla Giuria dei Lettori, protagonista, nella serata di venerdì, di uno dei momenti più identitari del Premio: il confronto diretto con gli autori. Un dialogo intenso, partecipato e ricco di emozioni che ha permesso al pubblico di entrare nel cuore delle opere, approfondendone contenuti, ispirazioni e messaggi, trasformando la letteratura in uno spazio autentico di confronto civile e culturale.
La cerimonia finale ha così sancito i vincitori della XXIX edizione. Per la sezione Poesia il riconoscimento è andato a Luigi Natale con Neve, vento, sassi, una raccolta che restituisce, attraverso gli elementi della sua Sardegna, un racconto intenso fatto di paesaggio, appartenenza e memoria. La sezione Saggistica è stata vinta da Giuseppe Sabella con La grande transizione del capitalismo. Dal laboratorio del giuslavorista Marco



