PESCARA – Ambiente SpA interviene ufficialmente sulla vicenda dei quattro lavoratori impiegati presso il cantiere di Città Sant’Angelo, finita al centro dell’attenzione nelle ultime settimane. La società che gestisce i servizi di igiene urbana per Pescara, Città Sant’Angelo e altri comuni della provincia precisa che non si tratta di licenziamenti in senso tradizionale, ma di una decadenza dal rapporto di lavoro legata a una sentenza definitiva della Corte di Cassazione.
Il chiarimento arriva dopo la decisione di interrompere i rapporti con i quattro dipendenti, transitati da Linda SpA ad Ambiente SpA al momento della fusione societaria avvenuta nel 2019. Al centro della questione c’è proprio la modalità di assunzione originaria, risalente al 2014, giudicata irregolare dalla Suprema Corte perché avvenuta senza procedura concorsuale in una realtà a totale partecipazione pubblica.
In quanto società pubblica, Ambiente SpA sottolinea di essersi attenuta alle conseguenze della pronuncia, richiamando l’impossibilità – in presenza di una nullità accertata “ab origine” – di utilizzare strumenti di sanatoria o regolarizzazione retroattiva.
In una nota diffusa dall’Ufficio stampa di Ambiente SpA, la società dichiara:
«Sulla vicenda dei quattro lavoratori impiegati presso Ambiente s.p.a. a Città Sant’Angelo, la società informa che non si tratta di un licenziamento, bensì di una decadenza dal rapporto di lavoro a causa della nullità assoluta del contratto di assunzione sin dall’origine.
Le quattro persone, in forza all’organico della società Linda s.p.a. di Città Sant’Angelo già dal 2014 a seguito di una transazione giudiziale senza procedura concorsuale, erano transitate in Ambiente s.p.a. al momento della sua costituzione avvenuta nel 2019.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 17207/2025 del 26.6.2025, ha sancito definitivamente che l’assunzione delle quattro persone operata da Linda s.p.a. nel 2014, è avvenuta all’epoca in maniera irregolare e illegittima, poiché, come detto, priva di procedura concorsuale.
Preso atto pertanto di tale definitiva sentenza, Ambiente s.p.a., in quanto società pubblica, non ha potuto fare altro che ottemperare con le determinazioni conseguenti, comunicando ai quattro lavoratori la nullità del loro contratto ab origine e la relativa decadenza del rapporto di lavoro, non essendo possibile avvalersi di nessuna forma di prescrizione, sanatoria e riparazione retroattiva e futura.»
Il comunicato è a firma Ambiente SpA – Ufficio stampa

