Martedì 28 aprile alle ore 10:00, presso il tribunale di Avezzano, si terrà un’ulteriore udienza del processo a carico di Andrea Leombruni, l’uomo accusato di aver ucciso l’orsa Amarena, una femmina di Ursus Arctos Marsicanus, mamma di due cuccioli non ancora autosufficienti.
L’orsa Amarena era un animale molto amato, che si avvicinava ai centri abitati senza mai rappresentare un pericolo, considerata da molti la mascotte dell’Abruzzo. Il suo omicidio è stato perpetrato con un colpo di fucile caricato con munizionamento artigianale, causando non solo la sua morte ma anche un grave pericolo per la collettività, visto che l’omicidio è avvenuto in un luogo aperto al pubblico.
L’Associazione Animalisti Italiani ha dichiarato di essere in prima linea nella battaglia legale a favore di Amarena e di tutti gli animali selvatici vittime di violenza. Walter Caporale, ex Consigliere del Consiglio regionale dell’Abruzzo e Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani, ha espresso la speranza che non vi siano rallentamenti processuali e che vi sia una condanna esemplare per un crimine così vile e ingiustificabile.
“L’omicidio di Amarena rappresenta un atto dovuto per tutti gli animali selvatici vittime di violenza”, ha dichiarato Caporale. “Abbiamo deciso di rappresentare anche i cuccioli di Amarena perché la loro sopravvivenza è stata messa a dura prova dopo la morte della madre. Amarena non è solo un simbolo, era un essere vivente innocente, vittima di una cultura ancora troppo tollerante verso la violenza contro gli animali.”
L’Associazione Animalisti Italiani auspica una condanna esemplare per Andrea Leombruni, senza sconti né benefici, e sottolinea che un’eventuale prescrizione del reato sarebbe un pericoloso precedente che dimostrerebbe l’incapacità giuridica di tutelare la fauna selvatica.
L’udienza di martedì sarà quindi cruciale per fare luce su questo caso che ha sconvolto l’intera comunità dell’Abruzzo e che ha sollevato una forte reazione da parte di coloro che si battono per la difesa degli animali.


