PESCARA – Per il Pescara la sfida con il Padova all’Adriatico (sabato 29 novembre, ore 15) vale molto più di tre punti. La squadra di Gorgone arriva al 14° turno in piena zona calda, ma con qualche segnale incoraggiante e alcune novità importanti tra campo e mercato.
La classifica parla chiaro: 9 punti in 13 giornate, penultimo posto e percorso sin qui caratterizzato da una sola vittoria, sei pareggi e sei sconfitte, con 18 gol fatti e 28 subiti. Il Padova è più avanti ma non irraggiungibile: 14 punti, 15ª posizione e un rendimento altalenante che rende questo incrocio un vero scontro diretto per la permanenza in categoria.
L’ultima gara a Catanzaro ha lasciato una doppia eredità. Da un lato il 3-3 acciuffato al 93’ ha mostrato un Pescara capace di restare vivo fino all’ultimo, anche grazie a una scelta tattica che ha cambiato volto alla partita: lo spostamento di Corazza sulla fascia destra, da cui è nata l’azione del gol nel recupero. Dall’altro lato, però, è arrivato l’infortunio di Andrea Oliveri, costretto a uscire dopo pochi minuti e poi fermato da una lesione muscolare che lo terrà ai box per diverse settimane, con rientro stimato per gennaio.
Proprio il vuoto lasciato da Oliveri sulla corsia destra ha spinto il club a muoversi con decisione su Davide Faraoni. L’ex esterno di Serie A ha già svolto i primi allenamenti completi con il gruppo, mettendosi a disposizione di Gorgone per un periodo di prova finalizzato al tesseramento. Il profilo è di quelli pesanti: oltre duecento presenze nella massima serie, maglie di Inter, Udinese, Fiorentina, Lazio e soprattutto una lunga esperienza a Verona, dove è stato anche capitano. Giocatore abituato a coprire tutta la fascia, può agire sia in una linea a quattro sia come quinto nel 3-5-2, soluzione che offrirebbe al tecnico più alternative in un momento di emergenza.
Le sensazioni sul suo stato fisico sono positive: nelle prime uscite al Mastrangelo ha mostrato corsa, gamba e grande disponibilità, dichiarando di sentirsi bene e di essere contento di questa nuova opportunità. La prospettiva è quella di un contratto fino a giugno con opzione per la stagione successiva, ipotesi che verrà definita nelle prossime ore. Non è escluso che possa sedersi subito in panchina contro il Padova, con la possibilità di assaggiare il campo già nella ripresa se il suo tesseramento sarà ufficializzato in tempo.
Sul fronte infermeria arrivano segnali incoraggianti. Franck Tsadjout è pronto al rientro dopo il lungo stop: l’attaccante ha parlato di “calvario finito” e punta ad avere minuti proprio contro i veneti, probabilmente partendo dalla panchina. Verso il recupero anche Giacomo Olzer, reduce da un infortunio al ginocchio che suggerisce comunque prudenza nei carichi di gioco. In difesa, invece, Capellini dovrebbe essersi lasciato alle spalle i problemi muscolari che ne avevano consigliato l’esclusione a Catanzaro.
Gorgone sta lavorando su un Pescara ancora impostato sul 3-5-2, con qualche ballottaggio aperto soprattutto sulle corsie laterali e in attacco, dove la concorrenza tra Di Nardo, Tonin e lo stesso Tsadjout può diventare un’arma preziosa in termini di soluzioni e motivazioni. Al netto dei singoli, la richiesta del tecnico al gruppo resta chiara: più equilibrio tra fase offensiva e copertura, gestione migliore dei momenti chiave della partita e capacità di trasformare le buone prestazioni in risultati pieni.
Dall’altra parte, il Padova arriva all’Adriatico dopo un periodo complicato e considera a sua volta questa sfida uno snodo cruciale. Lo stesso allenatore veneto ha definito l’incontro uno scontro diretto tra due neopromosse con lo stesso obiettivo, sottolineando come il Pescara, nonostante la classifica, abbia un reparto offensivo tra i più insidiosi del torneo, a fronte però di una fase difensiva ancora da registrare.
Per i biancazzurri si apre così un mini-ciclo che può indirizzare la stagione: dopo il Padova, il calendario propone altre gare di alta tensione in chiave salvezza. Centrare il risultato pieno all’Adriatico significherebbe accorciare sulla diretta concorrente, dare seguito al segnale di Catanzaro e lanciare, con l’aiuto di innesti come Faraoni e dei rientri in attacco, una candidatura più solida alla permanenza in Serie B.

