Chieti – Il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini ha espresso una ferma bocciatura nei confronti dell’amministrazione guidata da Diego Ferrara negli ultimi sei anni. Le sue parole sono state chiare e nette durante l’intervento di presentazione e nella presentazione dei punti programmatici per il futuro della città.
Legnini ha sottolineato la necessità di rilanciare il centro storico di Chieti, evidenziando però che tra le liste che lo appoggiano non è inclusa quella che vantava come slogan principale “La vita a Chieti”, proprio durante l’ultima gestione amministrativa. Ha inoltre evidenziato la mancanza di interventi concreti per affrontare l’emergenza legata al dissesto idrogeologico e per riorganizzare la macchina amministrativa, sottolineando che i problemi esistenti non sono stati risolti nel corso degli ultimi sei anni.
Il candidato ha anche menzionato la necessità di interventi sugli snodi infrastrutturali dell’area produttiva di Chieti Scalo, criticando l’opportunità mancata di sfruttare l’intervento di Ferrovie dello Stato per modernizzare l’area, come avvenuto a San Giovanni Teatino.
Legnini ha infine evidenziato la mancanza di attenzione verso sport, sanità, scuole, asili e cimiteri, definendoli come “Fattori di Civiltà” che sono stati trascurati nell’amministrazione Ferrara. Ha sottolineato la necessità che il Comune torni a essere un motore di sviluppo e ha proposto la creazione dell’Unione dei Comuni dalla Maiella al mare, al fine di favorire la cooperazione tra i vari territori.
Mario Colantonio, il Sindaco del fare, ha supportato le dichiarazioni di Legnini, ribadendo la necessità di un cambiamento e di una nuova direzione per la città di Chieti. Sia Colantonio che Legnini concordano nel definire la gestione della città negli ultimi sei anni come votata a “Fattori di Inciviltà”, evidenziando la mancanza di attenzione e interventi necessari per il benessere della comunità.
In conclusione, Legnini ha posto un forte segno di critica nei confronti dell’amministrazione Ferrara, portando alla luce le mancanze e i fallimenti degli ultimi sei anni e proponendo un nuovo corso per il futuro della città di Chieti.


