La pista ciclabile di Chieti Scalo realizzata in base al progetto esecutivo si rivela difforme dalle norme di legge e pericolosa, denunciano Mario Colantonio, candidato sindaco di Lega, Azione Politica e Udc, e il candidato consigliere dell’Udc, Marco Di Paolo.
Secondo quanto emerso, l’opera presenterebbe gravi incongruenze e errori, a partire dalla larghezza che risulta inferiore ai requisiti previsti dalla normativa. “In alcuni tratti la pista è larga appena 1,75 metri, molto meno di quanto previsto dalla legge”, spiegano Colantonio e Di Paolo.
La mancanza di rispetto delle norme minime di sicurezza e la presenza di pali posizionati in modo non corretto sono solo alcuni dei problemi evidenziati. “Abbiamo una realizzazione difforme rispetto alle carte”, sottolinea Colantonio. “Sono stati eliminati posti auto senza soluzioni alternative, non si è pensato a dove far parcheggiare le persone che vivono e lavorano nella zona”, aggiunge Di Paolo.
L’opera, finanziata con fondi del Pnrr per 2 milioni e 640 mila euro, avrebbe dovuto essere condivisa con la cittadinanza, ma si è accumulato ritardo nella realizzazione. Non si è ancora avviata la gara per altri interventi strategici in città, generando ulteriori critiche da parte dei denuncianti.
Oltre alle questioni tecniche, si sollevano anche problemi di vivibilità e possibili danni erariali qualora l’opera non fosse collaudabile. Le segnalazioni effettuate finora non hanno ricevuto risposte adeguate, portandoli a continuare a denunciare la situazione.
La pista ciclabile di Chieti Scalo si presenta dunque come un’opera controversa e soggetta a critiche, che solleva dubbi sul rispetto delle norme di sicurezza e sulla corretta realizzazione delle infrastrutture dedicate alla mobilità nel territorio.



