Confagricoltura smonta la fiera delle ovvietà: “Tra un ‘tavolo’ e uno slogan, ci si è dimenticati che nei campi serve l’acqua?” Questo il nucleo centrale del duro comunicato stampa diffuso dall’organizzazione agricola in data 04/08/2026.
Lobene, Colangelo e Fabrizi sono categorici nel mettere in discussione le parole vuote e le richieste prive di concretezza di Coldiretti e Cia, durante l’audizione in Consiglio Regionale sui Consorzi di Bonifica e sull’emergenza idrica. Mentre le altre sigle si limitano a chiedere tavoli permanenti e a declamare slogan banali, Confagricoltura Abruzzo porta avanti una linea mirata alla presentazione di soluzioni tecniche e legali immediatamente applicabili.
“Abbiamo presentato ai Capigruppo una ricetta tecnica precisa, legale e immediatamente applicabile,” afferma il Presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene. Continua il Direttore, Camillo Colangelo, sottolineando che le regole per tagliare gli sprechi e riorganizzare i servizi già esistono nella Legge Regionale 45/2019. “La richiesta di un nuovo tavolo permanente è la certificazione di chi non ha idee,” rimarca Colangelo.
La distanza tra l’approccio pragmatico di Confagricoltura e le parole vuote delle altre sigle diventa più evidente quando si parla di infrastrutture e gestione dei cambiamenti climatici. Stefano Fabrizi, Direttore di Confagricoltura L’Aquila, sottolinea la lentezza e l’inerzia politica che sta caratterizzando la gestione delle emergenze e delle infrastrutture, con particolare riferimento alla Piana del Fucino.
Confagricoltura propone una soluzione concreta per affrontare i problemi strutturali del settore agricolo, focalizzandosi sulla proposta di rendere permanente il “Modello Abruzzo” sperimentato con successo tramite la FIRA nel 2023. L’organizzazione rivendica il proprio ruolo di guida e scudo protettivo per i produttori agricoli abruzzesi, guardando al futuro con soluzioni concrete anziché accontentarsi di mere apparenze mediatiche e slogan privi di sostanza.



