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Consiglio Regionale. Sanità, risoluzione Taglieri: infermieri specializzati, ma contratti fermi a trent’anni fa

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Si riporta di seguito il comunicato pubblicato diramato dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale d’Abruzzo attraverso il portale dedicato EmiciloNews:08 giugno 2026 – 13:20– “Se continuiamo a ignorare il problema, tra dieci anni rischiamo di non avere abbastanza infermieri per garantire il diritto alla salute dei cittadini – aggiunge la nota pubblicata. È una prospettiva che la politica ha il dovere di affrontare oggi, prima che sia troppo tardi”. Con queste parole, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco Taglieri, annuncia in una nota “il deposito di una risoluzione ai sensi dell’art. 158 del Regolamento interno del Consiglio regionale d’Abruzzo, che sarà esaminata dalla commissione competente, con l’obiettivo di impegnare la Regione Abruzzo a promuovere presso il Governo, il Parlamento, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e la Conferenza delle Regioni l’istituzione di una specifica area contrattuale autonoma della professione infermieristica”. “Negli ultimi trent’anni il legislatore ha profondamente trasformato la professione infermieristica – viene evidenziato sul sito web. È stato abolito il mansionario – spiega – è stata riconosciuta l’autonomia professionale, è stata introdotta la formazione universitaria obbligatoria, sono stati istituiti percorsi magistrali, funzioni di coordinamento, percorsi dirigenziali e, recentemente, nuove lauree magistrali specialistiche nelle cure intensive, nell’emergenza-urgenza, nelle cure primarie e di comunità, nell’area pediatrica e neonatale – si legge nella nota ufficiale pubblicata online sul sito web istituzionale. Lo Stato continua giustamente a investire nella crescita professionale degli infermieri, ma a questa evoluzione non è mai corrisposto un adeguamento del sistema contrattuale”. Secondo Taglieri “è proprio questo il nodo centrale della questione – si legge nella nota ufficiale pubblicata online sul sito web istituzionale. Non stiamo chiedendo nuovi riconoscimenti”, osserva il capogruppo del M5S. “Il Parlamento ha già riconosciuto agli infermieri autonomia professionale, responsabilità dirette, formazione universitaria, percorsi specialistici e ordinamento professionale – si apprende dalla nota stampa. Il problema è che il sistema contrattuale è rimasto sostanzialmente fermo mentre la professione è cambiata radicalmente – Oggi esiste un evidente disallineamento tra ciò che la legge riconosce agli infermieri e il modo in cui essi vengono rappresentati e valorizzati all’interno della contrattazione collettiva nazionale” aggiunge – si apprende dalla nota stampa. “La situazione è resa ancora più preoccupante dai numeri che descrivono la condizione della professione nel nostro Paese – Oggi l’Italia dispone di circa 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media europea superiore a 8 e valori che in alcuni Paesi del Nord Europa superano i 10 professionisti ogni 1.000 abitanti – precisa il comunicato. Le più recenti analisi stimano una carenza superiore a 65.000 infermieri, mentre il fabbisogno necessario per avvicinare l’Italia agli standard europei potrebbe superare le 170.000 unità. A questo si aggiunge una progressiva diminuzione delle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica, un aumento delle dimissioni volontarie e un numero crescente di professionisti che scelgono di trasferirsi all’estero, dove le retribuzioni possono essere superiori del 30-40 per cento rispetto a quelle italiane e dove esistono percorsi professionali maggiormente valorizzati – La situazione rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi anni”, prosegue Taglieri – aggiunge la nota pubblicata. “L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la crescita della non autosufficienza e lo sviluppo dell’assistenza territoriale richiederanno un numero sempre maggiore di infermieri qualificati – precisa la nota online. Contemporaneamente, decine di migliaia di professionisti raggiungeranno l’età pensionabile – Ci troviamo davanti a una forbice che si allarga: aumentano i bisogni assistenziali e diminuiscono le persone disponibili a garantire quelle cure” rileva ancora – “La risoluzione affronta anche un ulteriore tema ritenuto strategico: il superamento dell’attuale regime di esclusività che limita la possibilità per gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario di esercitare attività libero-professionale al di fuori dell’orario di lavoro – Abbiamo professionisti laureati, iscritti a un Ordine, chiamati a rispondere personalmente delle proprie decisioni professionali e delle proprie responsabilità civili, penali e disciplinari – precisa il comunicato. È arrivato il momento di aprire una riflessione seria sulla possibilità di consentire, in forme regolamentate e compatibili con il servizio pubblico, l’esercizio della libera professione infermieristica – viene evidenziato sul sito web. Non si tratta di indebolire il sistema sanitario – scrive – ma di valorizzare competenze che oggi vengono troppo spesso mortificate”. Secondo il capogruppo “la questione infermieristica non può più essere affrontata come una semplice vertenza contrattuale – Qui non stiamo parlando soltanto di stipendi o di contratti – Stiamo parlando della capacità del Servizio Sanitario Nazionale di continuare a garantire assistenza ai cittadini nei prossimi decenni – precisa il comunicato. Se questa tendenza non verrà invertita, l’Italia rischierà di ricorrere sempre più frequentemente al reclutamento di personale proveniente da altri Paesi per mantenere in funzione ospedali, servizi territoriali e strutture assistenziali”. Per Taglieri “il tema non riguarda la qualità dei professionisti stranieri, che meritano rispetto e piena integrazione nel nostro sistema sanitario – aggiunge testualmente l’articolo online. Il problema è un altro: percorsi formativi, modelli organizzativi, esperienze professionali e sistemi sanitari di provenienza possono essere profondamente differenti – precisa il comunicato. Un Paese avanzato non può pensare di sostituire stabilmente le proprie professionalità con personale formato altrove perché non è stato in grado di rendere attrattiva una professione fondamentale – si apprende dalla nota stampa. Sarebbe una sconfitta per il sistema sanitario e per il Paese”. “L’Italia investe ogni anno risorse pubbliche per formare infermieri altamente qualificati nelle proprie università e nelle proprie strutture sanitarie”, conclude – recita la nota online sul portale web ufficiale. “Non possiamo continuare a formare professionisti che poi scelgono di mettere le proprie competenze al servizio di altri sistemi sanitari – precisa la nota online. La risoluzione che abbiamo presentato vuole aprire un confronto nazionale serio e non più rinviabile – si apprende dalla nota stampa. La professione infermieristica è cambiata profondamente – recita la nota online sul portale web ufficiale. È il contratto che è rimasto indietro – aggiunge testualmente l’articolo online. E quando una professione evolve più velocemente delle regole che la governano, è compito della politica intervenire – recita la nota online sul portale web ufficiale. La qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure e il futuro della sanità pubblica passano anche da qui”. (com/red)

E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, in giornata, dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale dell’Abruzzo e pubblicata online sul sito EmicicloNews. I dettagli della nota, della quale viene qui riportato l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 13, anche mediante il canale web istituzionale del Consiglio Regionale d’Abruzzo, sul quale ha trovato spazio la notizia. Fonte del comunicato: emiciclonews.it

 

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