La povertà in Abruzzo è un fenomeno sempre più strutturale e preoccupante, come emerge dai dati del Rapporto Caritas 2026. Secondo il comunicato stampa diffuso dalla UIL Abruzzo, ben il 20% dei residenti rischia la povertà nella regione, collocandola in una fascia di forte vulnerabilità rispetto alla media delle regioni del Centro-Nord.
Il responsabile regionale del settore Immigrazione della UIL Abruzzo, Massimo Longaretti, ha commentato i risultati del rapporto, sottolineando che la povertà non riguarda solo la mancanza di reddito ma anche la precarietà del lavoro, l’emergenza abitativa e le difficoltà d’accesso ai servizi essenziali. Inoltre, il rapporto evidenzia un aumento delle disuguaglianze e delle difficoltà economiche che colpiscono la regione.
I dati del Rapporto Caritas rivelano che le persone assistite nelle strutture di supporto sono in aumento, passando da 65 nel 2024 a 75 nel 2025, con un totale di 6.656 persone assistite. In particolare, Longaretti ha evidenziato la grave situazione legata al nesso tra povertà e salute, con il 17,1% degli assistiti che manifesta fragilità sanitaria.
L’UIL Abruzzo ha lanciato un appello alle istituzioni locali affinché si attivino per contrastare l’impoverimento strutturale che sta colpendo la regione. È necessario adottare politiche attive del lavoro, rafforzare la Sanità Pubblica Regionale e garantire un Piano sociale regionale straordinario.
Il rapporto mette in luce anche una polarizzazione generazionale, con il 52% delle famiglie assistite che comprendono nuclei con figli piccoli e un aumento degli over 65 assistiti. La UIL Abruzzo chiede un impegno concreto da parte delle istituzioni per garantire l’inclusione sociale, la dignità del lavoro e il diritto alla salute nella regione.



