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Famiglia nel bosco, il comunicato di Nathan e Catherine: «Ogni nostra scelta orientata ai bambini»

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PALMOLI – Dopo giorni di silenzio e un acceso dibattito nazionale, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco” tornano a parlare. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo–australiana che ha scelto di vivere in un casolare isolato nei boschi di Palmoli (Chieti), hanno diffuso il loro primo comunicato stampa ufficiale tramite il nuovo legale, l’avvocato Marco Femminella.

La vicenda è quella, ormai nota, dell’allontanamento dei tre figli minori deciso dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto il loro collocamento in una struttura protetta (e poi in un’abitazione a Vasto) per ragioni legate a sicurezza, condizioni igienico–sanitarie, socialità e obbligo scolastico. Una decisione che ha innescato un duro confronto pubblico tra magistratura, politica e opinione pubblica, oltre a un forte esposto mediatico sullo stile di vita scelto dalla famiglia.

Nei giorni scorsi l’avvocato Giovanni Angelucci ha rimesso il mandato, parlando di “ingerenze esterne”; al suo posto sono subentrati gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che stanno preparando un ricorso contro l’ordinanza del Tribunale. Proprio attraverso il nuovo difensore, Nathan e Catherine hanno voluto chiarire alcuni punti, in particolare sul presunto rifiuto di aiuti abitativi e sul rapporto con le istituzioni, sostenendo di aver potuto leggere integralmente in inglese l’ordinanza solo nelle ultime ore.

Di seguito il testo integrale del comunicato, diffuso a mezzo dello Studio legale Femminella (avv. Marco Femminella):

«A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA
Gentilissimi,
ci accingiamo a scrivere questo breve comunicato stampa perché sentiamo, oggi più che mai, il bisogno di ristabilire verità e chiarezza in una vicenda drammatica che ha coinvolto, ed anzi stravolto, la nostra famiglia.
La scelta che ci ha indotti a revocare il mandato all’avvocato Angelucci passa attraverso il
bisogno di una comprensione e di un confronto dialettico nonché prettamente giuridico con le Istituzioni con cui abbiamo la necessità imprescindibile di interloquire.
Siamo grati dell’attenzione che ci è stata riservata ma vogliamo che passi un messaggio
chiaro: ogni nostra scelta, ogni nostro passo compreso il trasferimento in questa straordinaria Terra che ci ha accolti, è stato orientato al benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino.
La difficoltà nel parlare e comprendere la lingua italiana, in particolare i tecnicismi legati agli aspetti giuridici, ha certamente costituito un problema enorme nella possibilità di interloquire correttamente e di cogliere le dinamiche processuali di e ciò che stava succedendo.
Solo due giorni fa, e per la prima volta, siamo stati posti nella condizione di leggere in lingua inglese la ordinanza che è stata emessa e quindi di comprenderla nella sua interezza.
Ancora questa mattina continuiamo a leggere su alcune testate giornalistiche che saremmo
testardamente arroccati su posizioni intransigenti e rigide e che staremmo rifiutando il supporto di istituzioni e privati che mettono a nostra disposizione abitazione alternative.
Non è assolutamente vero.
Non sappiamo da chi queste notizie siano state veicolate ma è certo che chi lo ha fatto ha
posto in essere una condotta scellerata e falsa.
Abbiamo la gioia di preservare il nostro spirito e la nostra filosofia di vita ma non per questo vogliamo essere sordi alle sollecitazioni che vengono dall’esterno.
Unitamente ai nostri nuovi difensori, una volta compreso il senso pieno di questo percorso,
anche e soprattutto attraverso la traduzione degli atti del fascicolo del Tribunale, siamo pronti a condividerne il fine.
Siamo, oggi, nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista ma una Istituzione
che come noi, siamo certi, ha a cuore la salvaguardia e la tutela dei nostri bambini.
Quindi abbiano un fine comune.
Ci dispiace profondamente che non si sia avuto modo di dimostrare, anche in ragione della
tardività della produzione di alcuni documenti che avevamo consegnato, come la educazione parentale sia da noi strettamente osservata, curata e gestita nel pieno convincimento della importanza dell’istruzione e della apertura mentale che deve essere data ai nostri figli.
Ribadiamo con assoluta fermezza che è falso quanto si dice in ordine ad un nostro rifiuto
sull’aiuto offerto dal sindaco e da privati per una abitazione alternativa in attesa della
ristrutturazione della nostra casa.
Quindi vogliamo concludere ringraziando tutte le persone e tutti i soggetti istituzionali che
ci sono stati vicini e che ci auguriamo resteranno vicino a noi con la lealtà e la serenità che sono imprescindibili laddove sono posti in gioco valori primari della vita delle persone.
Palmoli, 27 novembre 2025. Nathan e Catherine»

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